Come le russe..niente

stato: russia (ru)

Data inizio viaggio: venerdì 1 gennaio 2010
Data fine viaggio: venerdì 1 gennaio 2010

Finalmente ci siamo laureati. Quasi nei tempi, personalmente solo un anno di ritardo mi sembra un risultato più che accettabile per essere in Italia, considerando che Economia non è laurea più facile del mondo e che, mediamente, i ragazzi a 30 anni sono ancora parcheggiati in Ateneo, e vedendo ciò che li aspetta dopo, non li biasimo. Il Capodanno si avvicina, e tra una rilegatura della tesi e un’altra, prenotiamo l’aereo per Mosca. Il Cremlino aveva sempre affascinato la mia mente, ma il terrore del freddo e gli esami incombenti, ci avevano sempre impedito di intraprendere questo viaggio. Il 27 si parte. Abbiamo pianificato una ventina di giorni di ghiaccio della capitale russa, e il primo impatto a Sheremetyevo non è dei migliori: -15. E’ un freddo secco, lo senti di meno di quello di Cervinia sul Plateu Rosà, per intenderci. Ma certamente, caldo non fa. La casa ci è stata prenotata da un’amica russa, sulla fermata Novoslobodskaya della linea rossa. Non è vicinissima al centro, ma nemmeno troppo lontana, con la metropolitana vai dove vuoi. Il taxi scassato ci lascia nella neve fino alle caviglie, davanti all’ingresso del nostro stabile. Digitiamo il codice, saliamo le scale buie, e facciamo i primi passi nel nostro tugurio: la vecchia proprietaria ci accoglie all’interno, ci mostra la casa, composta da una camera da letto, una grande sala, bagno e cucina. Il mobilio è vecchio, e l’odore di stantio è davvero fortissimo (il problema verrà presto risolto acquistando una boccetta di deodorante per ogni camera!). Ci cambiamo, docciamo e prepariamo per la serata: abbiamo già un appuntamento. Con chi, direte voi?Com’è possibile?? Beh, essendo ormai dei VERI PROFESSIONISTI, con almeno già 15 viaggi alle spalle, abbiamo pianificato da un mesetto di rivedere Lena e Tereza, due dolcissime sorelle conosciute a Madrid l’anno prima (vedi recensione), che si sono ripromesse di mostrarci le bellezze del Cremlino. Ci danno appuntamento in Tverskaya Uliza, una delle vie principali del centro, sotto il Marriot Hotel. Già temiamo il peggio per i nostri portafogli, non perché le due siano delle scroccone…ma per il contrario: già in quel di Madrid le due fanciulle, allora 18enni, alloggiavano da sole in uno dei migliori alberghi dietro Puerta del Sol della capitale spagnola! Le due bellezze si presentano ancora più splendenti che in passato. Bionda e mora, riccia e liscia, formosa e snella, si bilanciano proprio come due veline. La scelta per la cena ricade sul sushi; procediamo quindi lungo la strada principale ed entriamo al Planeta Sushi, un ristorante su due piani che subito ci colpisce per la clientela di livello. Ci accomodiamo, ascoltando le due ragazze mentre ci raccontano il loro ultimo anno e mezzo; si sono iscritte alla facoltà di lettere alla Moscow University for the Humanities. Dopo un paio di scambi di opinioni su Guerra e Pace di Tolstoj, e un abbuffata di maki e vinello bianco, saldiamo il conto (salatissimo) e usciamo per un tour notturno del Cremlino. L’immensità della Piazza Rossa e della Cattedrale di San Basilio ci lasciano allibiti: la prima impressione è che lo spazio occupato sia il doppio dello stadio Meazza di San Siro, parcheggio compreso! Terminato il giro panoramico, le veline ci trascinano in un locale poco distante; la nostra resistenza al freddo e alla neve era ormai giunta quasi al termine, dato che i Woolrich, nonostante tutto, non sono dei caloriferi. Il Fabrique è uno dei locali più noti della città: la selezione all’ingresso è molto rigida, ma le due fanciulle ci accompagnano all’interno senza problemi, conoscono i buttafuori. La pista è molto grande ma il posto è affollatissimo, ci rifugiamo quindi subito in un angolo vicino al bar per bere qualcosa e riuscire a scambiare quattro chiacchiere, dato che la musica house ci sta spaccando i timpani. Le ragazze a dir la verità sembrano stanche e provate,e i drink non le svegliano più di tanto, probabilmente perché qui in Russia sono abituate a prendersene 5 o 6 prima di sentirsi un po’ brille. Balliamo un po’ assieme, ma non riusciamo più di tanto a “infrangere le loro barriere”, che il problema sia sempre il solito? Non ci stupiremmo se fossero fidanzate, ma non ci va di rovinarci la prima stupenda serata in questa città imperiale, per cui ci rivestiamo e le accompagniamo fuori, in cerca di un taxi. Tereza si sporge dal marciapiedi col braccio proteso verso l’esterno, e una fila di macchine si ferma quasi simultaneamente..l’avranno mica presa per una prostituta?? Mentre la ragazza scende in strada a “contrattare il prezzo”, Lena ci spiega come sia d’uso, in Russia e paesi limitrofi, l’utilizzo di taxi abusivi, ovvero normalissime vetture guidate da cittadini qualunque che per raggranellare qualche rublo in più, offrono questo tipo di servizio, ovviamente a un prezzo inferiore a quello istituzionale. Scoppiamo a ridere e scendiamo in strada, perché Tereza ha trovato un passaggio anche per noi: ci salutiamo dandoci appuntamento per i giorni successivi, e torniamo a casa. Prima di buttarci a bomba nel turismo più sfrenato, cerchiamo di informarci su quali siano i migliori centri commerciali della città; le nostre guide ci hanno consigliato l’Okhotny Ryad Shopping Mall, che si trova nei sotterranei della splendida metropolitana russa, in pieno centro. La scelta si rivela quanto mai azzeccata: un intero centro commerciale di tre piani sotterranei si estende sotto la Piazza Rossa, con i migliori negozi, boutique, gioiellerie e bar di tutta la città. Andiamo su e giù per il mall, compiendo una prima perlustrazione dei piani, soffermandoci in particolare sui negozi con insegna italiana; i brand nostrani, soprattutto nel campo della moda, sono letteralmente presi d’assalto dai russi benestanti, nonostante quest’ultimi si vestano in maniera forse troppo estroversa, indossando capi di abbigliamento griffati da scritte gigantesche e colori sgargianti. Mentre decidiamo la destinazione successiva, tre ragazze si sono fermate davanti alla vetrina di Accessorize, intente ad osservare alcuni orecchini; approfittiamo per chiedere se e dove si trovi il negozio di Dolce & Gabbana e le tre, ridacchiando come oche, ci riferiscono che non è all’interno del centro commerciale, e ci domandano a loro volta se siamo italiani. La conversazione si sposta lentamente verso il primo bar a portata di mano, dove ci accomodiamo per assaporare un buon espresso italiano. Purtroppo, nonostante i Coffee House siano una catena di negozi nazionale, l’unica cosa che ci arriva è la solita tazzona stile caffè americano, che giriamo gentilmente alle ragazze: è imbevibile. Due delle tre sono, come siamo soliti definire, veline: mora e bionda, grandi occhi chiari e (solito) fisico snello e slanciato, Cristina e Nastya sono davvero due splendide fanciulle, se non fosse per la terza amica, che abbassa notevolmente il livello del terzetto. Giriamo un paio di video spiritosi e scattiamo un paio di foto assieme: le ragazze non solo ci promettono di portarci in giro per la città, ad ammirare i monumenti, ma ci guideranno anche dove noi non metteremmo mai piede di nostra sponte…in un noto museo della città! Prima di darci appuntamento al giorno seguente, ci facciamo suggerire un paio locali “giusti” per la serata; l’organizzazione della night life russa è molto simile a quella milanese, nel senso che ogni giorno ha il suo locale di riferimento, e se lo sbagli, non ti diverti. Il Garaje è una piccola discoteca situata in una delle traverse che incrociano la solita Tverskaya Uliza, ormai percorso obbligato delle nostre lunghissime camminate nella neve verso casa. Giunti di fronte al Nighflight, altro locale trendy della città, scopriamo quest’ultimo essere invece un nightclub di alto livello; manager e uom

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