Belgrado, la città sui due fiumi.

stato: serbia (rs)

Data inizio viaggio: sabato 19 luglio 2014
Data fine viaggio: lunedì 21 luglio 2014

A fine maggio ho prenotato il volo EasyJet da Fiumicino a Begrado per un fine settimana di fine luglio.Con 106 € siamo andati e tornati in 2. Considerato che sto battendo l’Europa a tappeto, questa volta la mia scelta di una nuova città del continente, è stata dettata dai prezzi bassi e dall’esigenza di cogliere il più possibile in 2 soli giorni. Quindi, eccoci in Serbia.
Arrivati all’aeroporto di Belgrado, invece di cambiare i soldi, li abbiamo direttamente ritirati col bancomat presso uno sportello della Alphabank, formula già testa altrove e secondo me più conveniente.
Poi ci siamo diretti all’esterno, dove abbiamo subito trovato uno Shattle che parte ogni ora, costa 300 dinari a testa (2,55 €) da pagarsi a bordo e fa 3 fermate in città,tutte relativamente vicine tra loro e di cui, l’intermedia è davanti alla Stazione ferroviaria. Attenzione, la navetta, come dice la parola in questo caso, è davvero piccola, quindi occorre sbrigarsi! Impiega circa 30 minuti a raggiungere il centro. Esiste, a quanto pare, un autobus numero 72 che costa meno e fa 1000 fermate, ma noi non lo abbiamo scorto. Il taxi costa circa 15-20 € e, nonostante avessi letto che gli abusivi ti tartassano, noi, forse perché abbiamo attraversato la Hall con fermezza e decisione, non abbiamo incontrato invadenza alcuna!
Al ritorno,in base agli orari della giornata, la navetta parte anche ogni 20 minuti, ma attenzione, gli orari sono affissi esclusivamente alla prima-ultima fermata, che è a Piazza Slavija..e con un cartello neanche troppo ben segnalato davanti all’Hotel Slavija.
Arrivati alla stazione abbiamo chiesto indicazioni per la zona del nostro albergo ad un ragazzo che, col senno di poi, forse ci ha indicato la strada più lunga, ma che ringrazio ancora, perché questo ci ha permesso di passare davanti a 2 palazzi bombardati dalla NATO nel 1999 e lasciati così, come monito. Ho visto palazzi bombardati , in ultimo a Beirut..ma questa è una cosa diversa: è come se qualcuno avesse dato un morso ad un punto ben preciso circoscritto del palazzo, con tutti “brandelli” della struttura appesi e apparentemente pericolosissimi. Benvenuti a Belgrado, ad un tiro di schioppo da casa, dove tutto questo accadeva solo 15 anni fa!
In una ventina di minuti arriviamo al Rezime Civilization Hotel,in una traversina di Knez Mihailova, la via pedonale del Centro. Si tratta di un alberghetto simpatico preso su Booking, con gestori giovani e disponibili, colazione abbondante e varia e super silenzioso, nonostante sia in pieno centro. Il bagno non è nuovissimo, ma decisamente pulito. In breve, io ci tornerei.
In linea generale, è tutto perfettamente raggiungibile a piedi, ma alla fine si cammina tantissimo !L’area centrale ha alcuni punti di riferimento: Piazza della Repubblica (Trg Republik) su cui si affacciano il Museo Nazionale e il Teatro; la Knez Mihailova, tutta pedonale e pienissima di bar e tavolini, suonatori di qualsiasi strumento musicale,antico e moderno e chioschetti vari e in fondo ad essa la Fortezza inserita perfettamente nel polmone cittadino, il Parco Kalemegdan. A i vari margini di quest’aerea, a diverse distanze e direzioni, ci sono i musei Etnografico e quello degli Affreschi; il Palazzo della Principessa LJubica e la Cattedrale Ortodossa; la famosa via considerata Bohemien di Skandarska; le 2 chiesette di St.Petika e la Ruzica;il caratteristico mercato di Zeleni Venaz ed infine le due grandiose chiese di San Marco e soprattutto di San Sava. Insomma, di cose da vedere in 2 giorni ce ne sono, ma soprattutto Belgrado è una città da vivere, giovane, dinamica, piena di parchi e giardini ben tenuti, percorrere in bici che si possono affittare sul lungo fiume, anche se in realtà ha una posizione particolarissima, perché appoggiata letteralmente sulla confluenza della Sava nel Danubio e costruita su varie sponde di essi! Vi ho visto molti contrasti : tanta pulizia e ordine ed altrettanti angoli veramente sporchi e maleodoranti;apparente non grande ricchezza, ma macchine di tutti i prezzi e tavoli dei bar sempre pieni; bei palazzetti in stile austro-ungarico vicini a palazzi in cemento; cortili interni su cui prospettano insospettabili case basse con tetti spioventi circondate e nascoste da normali palazzoni di città. La moda non è globalizzata (che meraviglia!) e la percentuale di bei ragazzi e ragazze è mostruosamente alta! I musei offrono poco per lo standard di un italiano, ma fanno tenerezza per questo, perché ricordano che questo è un paese che è stato in guerra fino a pochi anni fa e deve ancora fare tanta strada per tornare ad una normalità evidentemente più completa. In particolare..il Museo Nazionale ospitato in un grandioso palazzo in stile austro-ungarico, ha una sola sala aperta!
Invece , Skandarska non ci è piaciuta, perchè alla fine si “risolve” in 500 metri di una via ancora coperta di (scomodissimi e malmessi) ciottoli costellata da locali iper turistici, con “promotori” che ti tirano da tutte le parti. Unica cosa bella è che le facciate dei palazzi situati nella parte bassa, sono tutte coperte di una sorta di murales rappresentanti sempre palazzi e case, che danno una prospettiva a volte molto diversa.
Anche Zemun è stata una delusione totale. Si tratta di un (ex) paese con casette basse e tetti spioventi che nel secondo dopoguerra è stata completamente inglobata nella costruzione della Novi Beograd. Ci si arriva con molti autobus dalla fermata del mercato di Zeleni Venaz, ma noi abbiamo preso l’84. Tra il fatto che ci hanno fatto scendere ad una fermata di molto successiva rispetto a dove avremmo dovuto, che ci abbiamo messo un po’ ad arrivare, che non si capiva cosa si dovesse cercare di vedere, che il posto era sporchissimo e non offriva questi scorci incredibili e che la tanto celebrata Torre di Gardos si trovava in un piazzale altrettanto fatiscente e puzzolente, insomma, proprio negativo! Va bene la guerra, però qui prevaleva un altro tipo di squallore.
Neanche il cibo mi ha soddisfatto particolarmente, offrendo loro soprattutto carne e non amandola affatto io! Il piatto tipico di verdure è l’insalata Serba, che in sostanza, è l’insalata greca…senza Feta. Era buonissimo il pesce di fiume, che abbiamo mangiato su un barcone sulla Sava e buoni anche alcuni formaggi cremosi e non. Sono molto sfiziosi dei rustici piccoli e con diversi condimenti che a noi erano serviti anche a colazione e che in giro si potevano comprare nei numerosi Pekara, ossia panifici.
Un ultima parola la vorrei dedicare all’osservanza dei fedeli della Chiesa Ortodossa, fenomeno già osservato in Grecia, ma dimenticato. Entrano in chiesa a tutte le ore, la percorrono senza che apparentemente vi siano aree loro precluse. Si isolano nella preghiera, ma a prescindere dall’ età e dal sesso,sono tutti, ma tutti, indistintamente UNITI in essa. Bellissimo.

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