Viaggio in Andalusia

regione: andalusia (2 tappa)
stato: spagna (es)

Data inizio viaggio: giovedì 27 marzo 2008
Data fine viaggio: sabato 5 aprile 2008

Andiamo quindi a cena, e poiché le tapas del pranzo erano state gustose, ma un pò pesanti, pensiamo di andare a cercare un ristorante italiano, andiamo al “Al solito posto” situato proprio dietro la chiesa del Salvador e dell’omonima piazza frequentatissima da giovani, che in piedi mangiano tapas e patatine, ceniamo all’interno poiché la serata è fredda (peraltro sono le 22), menu italiano e spagnolo, noi scegliamo piatti italiani, i prezzi sono a livelli italiani.
Torniamo in albergo passando per la Calle Sierpes, elegante via commerciale.
Marzo 29: Visita alla Cattedrale e la Giralda (apre alla 11, prima facciamo un giro intorno al monumento per renderci conto delle dimensioni.
La cattedrale è stata costruita nel XV secolo al posto di una moschea, di cui rimangono soltanto la Giralda (era il minareto della moschea) e il Patio de Los Naranjos (cortile degli aranci) ed in parte la Puerta del Perdon, oltre a qualche elemento decorativo.
Entriamo (io pago 1,5 euro ma il prezzo è 7 a cranio, audioguida euro 3,5 a testa), la visitiamo, (peccato che in alcune zone ci siano dei lavori) seguendo l’audioguida, ammiriamo, chiuso da una magnifica griglia di ferro lavorato, il grande Retablo in legno scolpito della Capilla Mayor, con scene di vita di Cristo e della Vergine Maria, ai lati sono rappresentati i santi della città, difficile avvicinarsi, con i turisti che di accalcano per fare foto, passiamo alla Capilla Real (in stile plateresco), la Grande Sacrestia, il tesoro della cattedrale, le cappelle ai lati, in particolare visitiamo la Cappella San Antonio con due capolavori del Murillo, monumentale la tomba di Cristoforo Colombo.
Saliamo a piedi sulla Giralda, percorrendo la facile salita che parte dall’interno cattedrale, dalle finestre moresche, alcune con piccoli balconi, si gode un magnifico panorama della città, il percorso in salita è agevole (in origine passavano anche i cavalli), arriviamo in cima, naturalmente molto affollata, da cui si gode un magnifico panorama della città.
Scendiamo e ci riposiamo all’ombra degli alberi di aranci del Patio de los Narajos, uno dei pochi resti dell’antica moschea, adibito dai mussulmani alle abluzioni (da non perdere), naturalmente oltre agli aranci troverete le fontane con i piccoli canali che dalla fontana portavano l’acqua in tutto il patio.
Nel pomeriggio ci dirigiamo alla Casa de Pilatos, (euro 8 a testa per la visita completa)
Il nome è dovuto al fatto che nella via crucis che si svolgeva a Pasqua in questo edificio vi era la stazione intitolata a Ponzio Pilato.
Si entra nel Patio Principal, un magnifico cortile circondato da archi appoggiati su colonne, nel mezzo la fontana di marmo bianco, le pareti sono ornate da splendidi azulejos e arabeschi, nicchie con busti e statue di personaggi dell’antichità (Cicerone, Annibale ecc), non meno pregevoli le varie stanze con pareti finemente ornate da azulejos.
Prima di tornare in albergo, ci facciamo un giro con un altra linea circolare (C3).
Quindi cena “Al solito posto”, non prima di aver fatto quattro passi la per la moderna e pedonalizzata Calle Sierpes, la via più commerciale, come sempre affollatissima, tra l’altro è anche sabato.
Marzo 30: Seconda Tappa: Cordova
Alle 9 prendiamo il treno per Cordova, arriviamo alla 10,20 in perfetto orario, il treno locale è pulito e moderno.
Dalla stazione un pullman di linea ci porta in prossimità della Mezquita, il monumento si trova nelle vicinanze del Guadalquivir (che ha un aria meno maestosa di Siviglia) e del Ponte Romano (di cui rimangono solo i 12 archi su cui poggia, alcuni sono stati aggiunti dagli arabi dopo la conquista della città.
Iniziamo la visita dal quartiere ebraico (Juderia), che si trova nelle vicinanze della Mezquita, il quartiere è in gran parte pedonalizzato, si cammina lungo strette viuzze con casette bianche con i tipici patio, visitiamo il Campo Santo de los Martires, una bella piazza ombreggiata, in ricordo dei cristiani uccisi durante la dominazione mussulmana, quindi la piccola Sinagoga del 1315 (gratis per i cittadini UE), con decorazioni stile mudejar, di fronte il Zoco (mercato, ora un negozio di artigianato), i resti della muraglia medioevale (Puerta de Almodovar).
Andiamo quindi alla Mezquita, il monumento più celebre della città.
All’esterno, a parte le dimensioni imponenti, appare piuttosto scarna, sembra di vedere una fortezza, gli alti muri sono interrotti dalle varie porte, la Puerta de San Esteban (anno 855) credo sia la più antica e interessante.
La moschea fu costruita al posto di una chiesa visigota, peraltro gli arabi la sottoposero nel tempo a molti ampliamenti, poi i re cattolici vi costruirono una monumentale cattedrale in stile barocco.
Entriamo (euro 8 a testa, per me 4, più la solita audioguida 3,5 euro), dalla porta Santa Caterina), ci troviamo nel Patio de los Naranjos, entriamo quindi nella chiesa e ci stupiamo della “foresta delle colonne”
Così sono chiamate le 850 colonne che danno un senso di infinito (in passato erano 1260), alcune sono di provenienza romana altre visigota e africana, sulle colonne poggiano magnifici archi, peccato che quando l’abbiamo visitata erano in corso grossi lavori di ristrutturazione, da non perdere il mihrab, capolavoro di arte mussulmana, nicchia orientata verso la Mecca, ammiriamo i magnifici mosaici oro e blu, la rappresentazione dell’albero della vita simbolo dell’eternità.
Anche la parte cristiana si presenta come una delle più belle realizzazioni dell’arte spagnola, la Capilla Real (1258) presenta decorazioni in stile mudejar, la costruzione presenta caratteri gotici e barocchi.
Prima di uscire, ci riposiamo un po’ al Patio del Los Naranjos, poi in treno torniamo a Siviglia.
E’ l’ultima sera che siamo a Siviglia, dobbiamo salutarla come merita, andando un in ristorante con specialità del territorio, decidiamo di tornare a Casa Manolo.
Ci riceve il solito cameriere dei disegni, ampi sorrisi, quando passa a servire gli altri tavoli, ci fa vedere i piatti e li indica sul menu, poi ci serve vino, birra, pane, alcuni assaggi di verdure poi gamberi in salsa all’aglio, guisantes (fagiolini) con jambon, lomo de cerdo al forno, crema catalana, tutto per 41 euro in due.
Marzo 31:
mattinata dedicata al quartiere popolare di Triana, situato sulla riva destra del fiume, in passato quartiere gitano, sui muri delle bianche case,simpatiche targhe che ricordano gli azulejos, visitiamo la chiesa di Santa Ana (1280), una delle più antiche di Siviglia, circondata da molte leggende, lo stile è gotico mudejar, all’interno un bel Retablo del XVI secolo, andiamo quindi alla Plaza del Altozano, quindi la Calle de Castilla con i suoi patio, visitiamo la Capella del Patrocinio.
Decido quindi di riattraversare il ponte e passeggiare sul lungofiume, mi avvicino alla Torre de Oro, torre difensiva costruita dai mussulmani, vado a vedere la Plaza de Toros La Maestranza, l'omonimo teatro e l’Hospital de la Caridad con la sua tipica facciata barocca e la Capilla con i tipici pannelli azulejos.
A proposito dell’arena La Maestranza, ho notato che le corride non sono più molto importanti, infatti, se non si passava davanti all’arena, non avremmo nemmeno saputo che, nel periodo del nostro soggiorno, si svolgevano corride, non vi sono più le locandine in quasi tutte le vetrine dei negozi o nelle vie come un tempo.
Pranzo con tapas in ristorante (pessimo) all’aperto e al sole in piazza del Salvador, popolata come sempre, per fortuna che un operaio mi aveva fatto entrare per pochi minuti nella chiesa del Salvador (in ristrutturazione), consentendo una visita frettolosa.
Poi partenza in treno per l’ultima tappa Granada.

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