La penisola Iberica sconosciuta (ma non troppo ...)

località: gerona, santander, leon, merida, lagos pt, conil de la frontera, cabo de gata, tossa de mar
regione: spagna e portogallo
stato: spagna (es)

Data inizio viaggio: sabato 9 maggio 2009
Data fine viaggio: martedì 26 maggio 2009

Volo lowcost Ryanair da Treviso a Gerona e poi 4550 km in auto attraverso la Spagna ed il Portogallo su un itinerario fuori dalle classiche mete turistiche iberiche pernottando in 8 magnifiche localitá.

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Treviso - Gerona

sabato 9 maggio 2009

In volo Ryanair, partito in perfetta puntualitá (molto british) ed atterrato addiritura in anticipo sul orario previsto, abbiamo raggiunto Gerona verso le 20.00. All'aeroporto ci attendeva il transfer per l'hotel Salles Airport Gerona, l'unico che avevamo prenotato. Questo hotel é situato circa a metá strada tra l'aeroporto e la cittá peró é servito molto bene da un servizio di autobus con la fermata proprio davanti all'hotel. 4 stelle, molto bello, carino, pulito, con un sacco di servizi, che peró non abbiamo avuto il tempo di usufruire, ad un prezzo incredibilmente basso. Assolutamente consigliabile. Dopo esserci rinfrescati siamo partiti alla scoperta (un po'di fretta) di Gerona. Il pulman ci porta nelle vicinanze del centro che raggiungiamo abbastanza facilmente. Visto che eravamo un po'affamati entriamo in uno dei ristorantini e ci mangiamo un ottimo arroz caldoso, una fantastica minestra di riso con scampi vongole e cozze. Proprio quello che ci voleva ad inaugurare questo ennesimo viaggio in Spagna. Con l'ultima corsa del autobus siamo rientrati in albergo a mezzanotte.

verso la costa verde

domenica 10 maggio 2009

La mattina il transfer dell'hotel gentilmente ci riporta all'aeroporto per prendere in consegna la macchina che avevamo nolegiato via internet. L'impiegato della compagnia di autonoleggio (Europcar) é stato gentilissimo e quando ha visto il mio documento ha subito sorriso dicendo che conosceva Brunico, Merano, Lana e le Dolomiti: i miei posti. Fa sempre piacere.
Ci hanno dato una Mercedes Classe A con la quale siamo subito partiti in direzione nord, senza una meta precisa. Si era parlato di Logrono (ahi ahi ... il vino), i Pirenei e di Santander. Dopo aver attraversato il meridiano di Greenwich vistosamente segnalato, dalle parti di Zaragoza (che non visitiamo poiché ci siamo giá stati l'anno scorso) ci fermiamo ad un'autogrill per decidere: vince Santander. Proseguiamo in mezzo ad estesi campi di papaveri di un rosso accecante su un'autostrada poco trafficata (forse per il prezzo).
Verso le 19.00 raggiungiamo Santander. Pioviggina. Dal parcheggio del porto raggiungiamo a piedi la zona del Sardinero (tanto per vedere come questa cittá é fatta). La cittá ha un'atmosfera tipo Belle Epoque e si vede subito che nel passato ha ospitato ospiti illustri (tra il resto era residenza estiva dei reali di Spagna). La zona del Sardinero é il salotto di Santander essendoci il Casinó, diverse ville dall'aria aristocratica, un sacco di hotel fuori dalla nostra portata e tantissima gente che trascorre la domenica pomeriggio passeggiando sul lungomare. Troviamo una camera all'hotel Chiqui, in riva al mare, proprio di fronte alla famosa spiaggia.

Santander - Santillana del Mar - Fuente De - Leon

lunedì 11 maggio 2009

La mattinata l'abbiamo trascorsa tra le vie di Santander rendendoci conto che la cittá é piú caotica di quanto sembrava ieri. Comunque molto interessante. Poi siamo partiti verso Santillana del Mar (che invece non é sul mare, nonostante il nome). Questa é una cittadina che ha conservato il carattere medievale con le case originali che rievocano antichi mestieri ormai scomparsi (es:il maniscalco, il fabbro), la maggior parte trasformate in ristoranti ed hotel. Questo paesino é un vero gioiellino.
Il clima non era quello che avremmo voluto trovare perció decidiamo di rinunciare a cercare un'albergo in questa zona per trasferirici a Leon in Castiglia. Per arrivarci scegliamo una strada di montagna attraverso il parco nazionale dei Picos de Europa. La strada si fa subito stretta e tortuosa peró scorrevole. Ad un certo punto c'é il bivio per Fuente Dè. Decidiamo di andarci per vedere com'é. La strada che la raggiunge attraversa diverse localitá turistiche che ci fanno quasi venir voglia di fermarci ... peró proseguiamo, e raggiungiamo Fuente Dè alla fine della vallata sotto una pioggia incessante. C'é una funivia ed un hotel Parador, chiusi per il fuori stagione, ed un chiosco (aperto). Dopo un po' smette di piovere ed usciamo a scattare qualche foto. Ci sono anche dei turisti che rientrano dalle innumerevoli escursioni possibili nella zona. Il panorama che ci si presenta é quasi dolomitico, familiare per noi. Torniamo indietro fino al bivio di prima per avventurarci sul passo "Puerto de San Glorio" in direzione di Leon. All'inizio la strada é abbastanza normale peró poi diventa ripida e tortuosa. Altro che i passi dolomitici. In cima al passo c'é ancora neve, a pensare che qualche ora prima eravamo in riva al mare ....
La discesa dal passo é un susseguirsi di paesi, assolutamente non turistici, tutti dedicati alla regina: Llanaves de la Reina, Portilla de la Reina, Barniedo de la Reina ecc ecc. collegati tra di loro da una strada incredibile fino a quando la vallata si apre su un meraviglioso lago di montagna. Siamo a Riano. Questo invece é turistico e davanti a qualche pensione si intravedono macchine targate olanda e germania. Ci viene di nuovo voglia di fermarci per trascorrere qui la serata. Dal momento che siamo quasi arrivati a Leon decidiamo, a malincuore, di proseguire ed infatti verso le 20.00 siamo gia a gironzolare per Leon dopo aver trovato una camera all Hotel Paris (assolutamente consigliabile sia per la posizione che per la pulizia oltre che per la gentilezza del personale). Peró che freddo ...

Leon - Merida

martedì 12 maggio 2009

Durante la mattinata abbiamo visitato l'imponente cattedrale. L'attrazione di questa cattedrale sono le bellissime vetrate che ricoprono 1800 metri quadrati della sua superficie (si, c'é piú vetrata che muratura !) ... peró per poter ammirare la bellezza di ció mancava la cosa fondamentale: il sole. Poi siamo andati alla ricerca dell'antica abbazia di San Isidoro, dove nel panteon ci sono le tombe di 12 re e 14 regine di Spagna, oltre ad altre persone storicamente molto importanti. Infatti c'erano anche diverse scolaresche in visita.
Il freddo ci ha consigliato di scappare da questa cittadina dirigendoci verso sud: prossima meta Merida a 500 km ca.
Ci siamo arrivati verso le 18.00 e dopo aver passeggiato un po attraverso la zona pedonale abbiamo subito trovato una camera presso l' Hotel Rambla Emerita. È un Hotel ad 1 stella ma ne vale sicuramente altre due in piú. L'hotel é stato rinnovato recentemente, é pulitissimo, il personale alla reception é stato gentilissimo e ci hanno fatto parcheggiare davanti all'entrata, gratis. Se visitate Merida non mancate di tenerlo in considerazione.
Nella serata abbiamo passeggiato per le vie del centro assaggiando quello che Merida ci avrebbe offerto il giorno dopo: tantissimi scavi romani conservati perfettamente. Il clima era migliorato tantissimo e cosí anche l'umore di mia moglie ...

Augusta Emerita

mercoledì 13 maggio 2009

Nel 25 a.c. i romani fondarono questa cittá che chiamarono "Augusta Emerita" che poi divenne "Nova Roma Emerita" ed infine "Merida". Era una cittá molto importante per i romani, trovandosi sulla via della plata (argento), sia commercialmente che come punto strategico. Infatti la cittá, essendo stata costruita sull'antica cittá romana, é stracolma di templi e scavi che portano alla luce la grande civiltá perduta. Ovviamente il sito piú interessante é quello del teatro e dell'anfiteatro dove in estate vengono regolarmente tenuti concerti, che con una sceneggiatura simile dev'essere proprio un'emozione tutta particolare. E stanno ancora scavando. Chissá cosa riusciranno ancora a far riaffiorare dalla terra. Altre mete sono il tempio di Diana, la casa romana, l'acquedotto, il circo romano. Abbiamo visitato la cripta di Santa Eulalia che si trova in mezzo ad una necropoli proprio sotto la chiesa ad essa dedicata. Sembra quasi di essere a Roma. Inoltre c'é l'Alcazaba, castello costruito dagli arabi durante la loro dominazione.

Lagos, primo amore

giovedì 14 maggio 2009

La voglia di mare e di sole si fa sentire sempre piú. La meta prevista era sulla costa de la luz (zona Cadiz) .... peró .... avendo tanti bei ricordi di Lagos decidiamo di trascorrere li i giorni che abbiamo saltato nel nord (originariamente ci eravamo proposti di trascorrere una notte sui pirenei ed almeno due a Santander). I 500 km non sono stati un problema (le strade non sono congestionate) e gli automobilisti molto educati. Alle 14.00 avevamo giá preso possesso della camera nel nosto hotel preferito a Lagos. L'ultima volta che ci siamo stati si chiamava ancora "Sol e praia" mentre adesso si chiama "Carvi Hotel". A momenti non lo riconoscevamo. Le camere sono raddoppiate in ampiezza e tutto é stato rinnovato e migliorato. C'erano addirittura ancora operai che finivano qua e la. Alle 14.30 eravamo giá sulla spiaggia piú mozzafiato del Portogallo: la Dona Ana. Splendeva il sole e c'era parecchia gente. L'oceano era freddissimo, peró stringendo tutti i denti che avevo, sono riuscito ad entrare. Una volta dentro, poi non esci piú perché é troppo bello.
La serata l'abbiamo trascorsa nel nostro (unico) ristorante preferito, una vecchia conoscenza: il Don Sebastiao. Pesce. Cataplana.
Era ora.

Algarve

venerdì 15 maggio 2009

Questa giornata la si voleva dedicare completamente al relax. Tutti i km incominciano a farsi sentire. La meta era la "Mea Praia", una distesa infinita di sabbia finissima sull'altro lato della baia di Lagos. La raggiungiamo subito peró il vento era incessante e fastidioso. Mia moglie dice: nada !
In macchina raggiungiamo la localitá Luz a pochi chilometri. Vento anche qui: altro nada !
Allora ci ricordiamo di un cartello che segnalava una localitá che non avevamo mai ancora visitato (nonostante Lagos sia una meta quasi abituale per noi): Praia del Porto de Mos. La raggiungiamo e con molto piacere notiamo che qui il vento non c'é. Invece c'é una spiaggia lunghissima, di bellezza simile alle spiagge di Albuffeira, con il mare non troppo aggressivo. Una scoperta sorprendente. Vi trascorriamo quasi l'intera giornata. Non dico che eravamo da soli .... ma quasi.

verso la costa de la luz

sabato 16 maggio 2009

Per raggiungere la "costa de la luz" partendo dal Portogallo bisogna passare da Siviglia, aggirando tutto il parco nazionale "Coto de Dognana", paradiso incontrastato di ornitologi. Lungo il percorso decidiamo di fare un "touch and go" a Jerez de la Frontera, che era da tempo nei miei desideri. Entrando in cittá notiamo subito tanta gente, la maggior parte in costume tradizionale andaluso. Camminiamo un po' nelle strade della cittadina e si respirava aria di festa; solo che non sapevamo ancora di cosa si trattasse.
Ad un certo punto passa vicino a noi un calesse e l'omino rivolgendosi a noi ci urla: vamos a la feira. Noi lo prendemmo per uno dei soliti taxi equini turistici che ci sono in tutte le cittá andaluse ignorando il suo invito. Piú ci adentravamo nella cittá e piú gente in costume si vedeva. Tutti andavano nella stessa direzione. Allora anche noi ci siamo incamminati nella stessa direzione e lungo la strada notammo, oltre a tantissimi cavalli e calessi, i manifesti della "Feira do caballo", cioé la sagra del cavallo (come la chiameremmo dalle nostre parti). Ad un certo punto siamo arrivati in zona: la marea di gente mi ricordava vagamente l'Oktoberfest di Monaco di Baviera solo che tutti erano in costume andaluso. Le ragazze erano bellissime e non nascondevano di saperlo. Certe erano piú fotografate delle altre e queste si sentivano delle star mentre le altre non nascondevano una certa delusione. I calessi trainati dai cavalli, qualcuno con due altri con quattro o anche sei, facevano la passerella attraverso la folla mentre ai lati c'erano tantissime casette dove venivano servite specialitá locali, tapas e soprattutto sherry. A ettolitri. Il tutto condito da un fracasso incredibile a base di flamenco e chitarre. Non ho saputo resistere e presso una bancarella ho chiesto una coca per mia moglie ed uno sherry per me. Mi hanno dato la coca ed una bottiglia da mezzo litro di sherry "Tio Mateo" con quattro bicchierini per 5 Euro. Chiaramente se l'avessi bevuta tutta mi avrebbero ricoverato ... peró qualche bicchierino me lo sono goduto.
Questa feira andava avanti giá tutta la settimana. Ogni sera c'era la corrida, che in feste come queste non puó mancare. Siccome non volevamo fermarci in cittá abbiamo rinunciato alla corrida e dopo aver scattato qualche MB di foto siamo ripartiti.
Non avevamo una destinazione precisa. Conoscevamo due o tre nomi di localitá. La prima era Chiclana de la Frontera. Dopo averla raggiunta abbiamo visto che non ci piaceva molto. Oltrettutto era a tema unico: il golf. Non era quello che cercavamo. La prossima localitá era Conil de la Frontera. Qui le cose andavano decisamente meglio. Dopo aver girato un po'in macchina per capire come era fatto questo posto abbiamo deciso di cercare camere fuori dal centro e cosí siamo finiti al Hotel Garbí Costa Luz. Ci hanno dato una camera con una vista fantastica sull'oceano. Dato che davano soltanto la mezza pensione decidemmo per una volta di provare l'ebbrezza di cenare in albergo (in dieci anni di viaggi era la prima volta). I buffet erano fornitissimi di tutto il ben di Dio. Per due giorni puó andare ... peró alla lunga va a finire che la bilancia se ne accorge.

Conil de la Frontera

domenica 17 maggio 2009

Dopo la colazione, a buffet come la cena, ci incaminiamo verso la spiaggia. Ci sono due o tre rampe di scale tra la vegetazione da dover scendere. Il panorama é eccezzionale e la spiaggia é invitante piú che mai. Vista l'enorme abuffata della serata precedente decidiamo di fare una camminata lungo la spiaggia, anche per vederla un po'. Solo che questa spiaggia non finiva mai. Non so quanti chilometri siamo andati ma non erano pochi ... e poi dovevamo ancora tornare indietro. Credo che le calorie in sovrapiú le abbiamo smaltite tutte. Siccome era domenica c'era tantissima gente in spiaggia, famiglie intere, e tutti passeggiavano come noi. Una volta tornati nelle vicinanze del nostro albergo ci siamo piazzati sulla spiaggia esausti per la lunga camminata. Il paesaggio non era molto differente da quello che avevamo lasciato a Lagos. Nel tardo pomeriggio dopo esserci rinfrescati in camera decidiamo di andare a vedere il centro del paese. Bellissimo. Un villaggio bianco, tipico della costa della luz, di chiaro timbro arabo con tanti patios, bar, pub e ristoranti nonché un lungomare meraviglioso. Foto. Foto. Foto.

... prolunga

lunedì 18 maggio 2009

A colazione ci assale il dilemma: partiamo o non partiamo.
Non partiamo !
La decisione fu unanime e tutt'altro che sofferta. Aggiungiamo un giorno da trascorrere in questo posto incantevole. La direzione fu ben lieta della nostra intenzione e cosí trascorremmo un'altro splendida giornata in spiaggia su questa costa favolosa. Il personale, sia della direzione che quello della sala da pranzo, era di una gentilezza e di un'efficienza ineguagliate.

verso il Cabo de Gata

martedì 19 maggio 2009

Partiamo dopo la colazione in direzione sud. Procediamo sulla statale per poter entrare nei villaggi che costeggiano l'oceano in modo da vedere se ci sono altre localitá meritevoli.
Il primo che incontriamo é "Canos de Meca" davanti al famoso Cabo de Trafalgar. La localitá non é al livello di Conil ma si intravede una certa turisticitá. Comunque uno che arriva qui direttamente da Rimini .... scappa.
Poi, proseguendo arriviamo a Barbate. Questo é giá molto piú popolato e meno sporco. La spiaggia promette bene.
Proseguendo verso Tarifa, cittá che voglio assolutamente rivedere, troviamo la diramazione verso Bolonia. Entrando vediamo che c'é un sito di scavi romani "Baelo Claudia" che chiaramente andiamo a visitare. Non é grande come a Merida, peró é molto interessante e la piazza originale della citta romana é molto ben visibile. Sarebbe stato un vero peccato se non ci fossimo andati. Dopo di ció facciamo un rapido giro lungo la spiaggia, che sicuramente é fantastica con alla fine un'enorme duna di sabbia dorata, ed attraverso il villaggio. Anche qui ci vorrebbe un certo spirito di adattamento ... peró si vede chiaramente che si stanno dando da fare e che fra poco tempo sará una meta ambita.
Finalmente arriviamo a Tarifa, una cittá che da tempo conservo nel cuore. Stranamente non c'é vento. Tarifa senza vento é come Monaco di Baviera senza birra. Impensabile. Comunque sia oggi c'é foschia sul mare e perció l'Africa non si vede. Peccato. Peccato. Peccato. Praticamente ero venuto apposta. Ci prendiamo una bibita in un bar in cittá, scattiamo qualche foto sul porto e sulla piazza (un salotto circondato dalle palme) e proseguiamo.
Percorriamo l'autostrada e le urbanizzazioni, con tanto di campo da golf, non finiscono mai. Quello che una volta era la Costa del Sol, e che adesso chiamano la Costa del Golf, io la chiamerei la Costa del Beton. Uno scempio. Uno scandalo.
Per raggiungere il Cabo de Gata dalla Costa del Sol ci sono due possibilitá: quella che costeggia il Mediterraneo e quella che passa da Granada. Optiamo per la seconda (la prima la conosciamo giá) poiché volevamo attraversare il famoso deserto di Tabernas. Infatti dopo Granada, dove non ci fermiamo perché la conosciamo giá, passiamo per Guadix (famosa per le case nelle grotte, una specie di Matera) ed infine arriviamo nel deserto. Un paesaggio lunare, irreale, incredibile. Ci ripromettiamo di prenderci una giornata per tornarci e vederlo meglio (cosa che poi non succederá per mancanza di tempo). Infine andiamo dritti dritti a San José sul Cabo de Gata al Hostal Santuario che conoscevamo dall'anno scorso. Probabilmente una volta era un santuario che peró é stato trasformato in un albergo. Come sempre la direzione é gentilissima e l'albergo pulitissimo. Assolutamente un'indirizzo da tener presente. La sera la trascorriamo con una grigliata di pesce sul porto.

Monsul

mercoledì 20 maggio 2009

Dopo la colazione ci dirigiamo direttamente verso la spiagga del Monsul. Purtroppo il tempo non é molto clemente ed un vento fortissimo spazza la spiaggia soffiando la sabbia finissima in tutti i pori. A questo si aggiunge la presenza di una scolaresca che occupa quasi tutta la spiaggia giocando al pallone. Resistiamo per una mezz'oretta poi andiamo via. In fianco alla spiaggia del Monsul (la piú famosa) c'é quella della "Media Luna". Qui il vento é molto meno forte e la spiaggia é pressoché deserta. Perfetto.
Il mare é cristallino e le onde fanno le carezze. L'oceano é finalmente lontano.

Playa de los muertos

giovedì 21 maggio 2009

Dopo la colazione decidiamo di visitare la zona del Cabo de Gata che non conosciamo ancora. Ci avviamo in direzione "Las Negras", ridente villaggio di pescatori con qualche hotel e qualche ristorante. Molto romantico. Proseguiamo in direzione Carboneras fino quando scorgiamo il parcheggio per la famosa "Playa de los Muertos". Nome molto inquietante. Per raggiungere questa spiaggia bisogna discendere una rambla (fiume in secca) per una ventina di minuti attraverso la vegetazione incontaminata. Per un pelo calpestavo un serpente color verde smeraldo che peraltro non s'é nanche mosso. Chissá chi dei due aveva piú paura in quel momento.
Raggiunta la spiaggia abbiamo subito notato che non c'era la sabbia ma la ghiaia, sassolini, non troppo piccoli, perfettamente levigati: una vera tortura per i piedi.
La spiaggia consisteva in una striscia lunga 2 km, perfettamente diritta, con in cima una enorme conformazione rocciosa vulcanica a forma di elmo.
Era vuota.
Era un sogno.
Non c'era un filo di vento. Il sole caliente si faceva sempre piú sentire. Le onde del mare facevano un fragore enorme e la risacca trascinava con se la ghiaia che produceva il suo suono caratteristico.
L'acqua del mare era cristallina.
Non per niente questa spiaggia é stata eletta nel 2007 come la migliore di tutta la Spagna.
Dopo aver trascorso tutta la giornata in questo posto meraviglioso ci siamo incamminati sul sentiero del ritorno con la speranza di non fare altri incontri spiacevoli. Per fortuna tutto andó liscio. La serata l'abbiamo trascorsa in albergo visto che quel giorno avevano aperto il ristorante anesso.
Questo albergo non finisce di stupirci: la qualitá supera di gran lunga i due ristorante delle serate precedenti nonostante il prezzo sia piú o meno uguale. I piatti sono ricercati, raffinati e serviti con una classe degna di un ristorante Michelin.
Non ha niente da invidiare al "Don Sebastiao".

Almeria

venerdì 22 maggio 2009

Oggi il tempo non era molto invitante. Era proprio quello che volevamo. L'ideale per intraprendere un giro nel capoluogo della provincia: Almeria.
Con un po' di fortuna siamo riusciti a parcheggiare in pieno centro cittá, a due passi dalla cattedrale che visitiamo per prima. Era proprio come l'avevo vista in TV durante la Settimana Santa quando fanno le famose processioni. La piazza circondata da palme altissime. L'interno é molto ben conservato oppure restaurato recentemente. La struttura é identica alle altre grandi cattedrali spagnole: di fronte all'altare c'é il coro, con le panche in legno scuro intagliato, in alto le canne dell'organo e tutto intorno tantissime capelle, tutte dedicate ad un santo diverso.
Dopodiché ci siamo incamminati alla ricerca dell'Alcazaba, il castello dei mori. Le segnaletiche non erano molto chiare, forse anche per la presenza di cantieri qua e la, ed avendo perso la strada abbiamo incontrato due persone che molto gentilmente ci hanno indicato la scorciatoia .... peró in spagnolo. Siamo fini da tutt'altra parte: sulla Muraglia del Santo, un monumento ad un santo (che non abbiamo capito chi fosse) con dietro la muraglia che parte dall'Alcazaba. Da li si poteva ammirare il castello in tutta la sua imponenza e l'errore si é rivelato tutt'altro che negativo. Dopo abbiamo trovato la strada giusta per arrivarci e lo spettacolo che si é presentato era veramente notevole. I giardini erano molto curati ed i giochi d'acqua, tipici dei castelli arabi (come l'Alhambra) erano funzionanti. Il panorama che si vedeva dalla sommitá era mozzafiato.
Sulla via di San José decidemmo di fare una visita al villaggio San Miguel e per far fronte all'improvviso languore siamo andati al "nostro" ristorante "Mediterraneo". Peccato che il simpaticissimo cameriere che avevamo conosciuto l'anno scorso non c'era piú.
La serata l'abbiamo di nuovo trascorsa al ristorante dell'albergo apprezzando di nuovo la loro fantastica cucina.

verso la costa brava

sabato 23 maggio 2009

Per raggiungere la Costa Brava, ultima destinazione in questo meraviglioso viaggio, rimangono da percorrere 900 km.
Tanti.
La mattina decidiamo di partire e "macinarne" il piú possibile. Quando passiamo dalle parti di Peniscola (dopo 600 km) decidiamo di fare un "touch and go" in questa localitá che ormai ci conosce benissimo. Il tempo non é molto bello, c'é il vento, e non c'é il sole. Le spiagge sono deserte.
Ci mangiamo un gelato e dopo una piccola pausa riprendiamo il viaggio. Verso le 19.00 arriviamo a Tossa de Mar e troviamo una camera con vista sulla cittá presso l'hotel Florida. Anche qui ci riconoscono di nuovo. La serata in uno dei tantissimi ristorantini della cittá vecchia.

Tossa de Mar

domenica 24 maggio 2009

Dopo la colazione ci avviamo verso la spiaggia.
Essendoci il Weekend lungo ci sono tantissimi turisti, per la maggior parte francesi. Noi non siamo piú abituati ad avere gente nel raggio di 200 metri e qui non ci troviamo per niente bene. Comunque per rilassarci dei chilometri di ieri e per leggere qualche pagina del libro che mi ero portato dietro va bene lo stesso.
Che nostalgia per il Cabo de Gata ....

Ultimo giorno ... ultima sorpresa

lunedì 25 maggio 2009

Di spiagge e di mare per quest'anno ne abbiamo abbastanza.
Decidiamo di prendere la macchina ed andare a vedere la costa: Costa Brava (= costa selvaggia ... credo).
Ci prendiamo dietro gli asciugamani che non si sa mai ...
La strada che costeggia il mare e tortuosissima peró i panorami sono mozzafiato.
Ad un certo punto troviamo una diramazione per "Calella di Palafrugell". Decidiamo di andare a vedere.
Una piazzetta con due ristorantini davanti ad una minuscola spiaggetta dove i pescatori mettono le loro barchette in secca.
Sembra di essere in una cartolina.
Dopo aver fatto due passi abbiamo visto che cosi minuscolo proprio non lo é. Piú in la c'é un altra spiaggetta, altrettanto piccola, altrettanto bella.
Non riusciamo piú a trattenerci: prendiamo la roba dalla macchina e voilá, di nuovo in spiaggia. Questo é un posto incantevole (che poi quando siamo andati a prendere un caffé abbiamo notato che anche i prezzi sono commisurati alla bellezza del posto). In ogni caso ne é valsa la pena. Un paradiso come questo lo trovi (forse ...) solo ai caraibi.

Gerona - Treviso

martedì 26 maggio 2009

Dopo la colazione raggiungiamo Gerona che ci eravamo proposti di rivedere.
Dopo qualche difficoltá a trovare parcheggio (anche il nostro navigatore era ormai alla frutta ...) forse dovuto ad un improvviso acquazzone abbiamo passeggiato per un po' nelle vie del centro di Gerona. Per vedere qualche cosa di importante non c'era piú il tempo e perció, dopo aver mangiato un boccone, ci siamo avviati verso l'aeroporto.
Il rientro é filato liscio e a tarda sera eravamo di nuovo a casa.
Quante cose nuove abbiamo visto quest'anno.
Un viaggio indimenticabile.

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