Cordoba

località: cordoba
regione: andalusia
stato: spagna (es)

Data inizio viaggio: mercoledì 3 agosto 2005
Data fine viaggio: lunedì 8 agosto 2005


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giovedì 4 agosto 2005

Lasciata Granada, imbocchiamo la veloce e poco trafficata statale N432 per Cordoba che attraversa la tipica campagna andalusa con i caratteristici e bianchissimi pueblos, paesini che si arrampicano sulle colline con le case completamente rivestite di calce bianca.

Arriviamo a metà pomeriggio a Cordoba. La città è decisamente più a misura d'uomo rispetto a Granada, il centro è relativamente piccolo e facile da raggiungere e orientarsi risulta naturale.

Raggiungiamo in nostro hotel, il Conquistador, situato proprio di fronte alla famosa Mezquita. L'hotel è un ottimo 4 stelle, servizio e camere molto curate che circondano un favoloso patio tipico della città.

Nel pomeriggio, caldissimo (oltre 40 gradi, soffocanti), attraversiamo la Juderia, il tipico quartiere ebraico caratterizzato dalle pittoresche case bianche la cui bellezza viene esaltata in primavera dai balconi fioriti. Il luogo è deserto, sarà il caldo, sarà che in agosto molti dei suoi abitanti vanno in vacanza, si intravedono solo piccoli gruppetti di turisti. E' comunque piacevole girovagare tra il dedalo di viuzze e piazzette e curiosare di tanto in tanto al di là dei portoni e delle cancellate che danno su patios favolosi, sebbene la zona non regga il confronto con l'Albaicin di Granada.

Visitiamo la sinagoga e alcuni negozietti tipici di souvenir che si trovano nell'area dell'antico suq arabo.

Usciti dalla Juderia raggiungiamo il centro della Cordoba moderna, fino a Plaza Tendillas, grande e caratteristica piazza con eleganti edifici, piacevoli fontane e numerosi bar che offrono menù turistici affiancati da locali specializzati in tapas.

Per la cena da provare la specialità più famosa della città, la coda de toro, che si trova praticamente in tutti i menu dei ristoranti, da quelli a prezzo fisso a quelli più intimi dove si cena in lussuosi e romantici patios.

La mattina seuente ci dirigiamo subito verso l'Alcazar per visitare i suoi favolosi e curatissimi giardini stile Versailles, una piccola e deliziosa oasi nel centro della città. Il venerdì l'ingresso è gratuito (altrimenti 4 euro). I giardini sono circondati da lunghissime vasche-fontane con bizzarri giochi d'acqua, statue, fiori e piante verdi a cui fa da sfondo l'imponente costruzione della fortezza con le sue torri.

Alle 9.30 siamo già all'entrata della Mezquita, ed è una fortuna perché a messa in corso (fino alle 10.00) l'entrata è permessa ed è gratuita. Inoltre, terminata la funzione, si può continuare liberamente la visita di tutta la moschea-cattedrale senza dover pagare il biglietto (8 euro).

Si accede attraversato il Patio de los Naranjos; appena varcato l'ingresso si resta senza fiato, circondati dalla incredibile bellezza di 850 colonne di granito che sorreggono archi bicolore creando un magnifico effetto ottico, che uniti a luce soffusa e candelabri d'epoca donano un tocco di assoluta atmosfera. Incredibile perdersi nel labirinto interminabile della parte della costruzione originaria che è rimasta intatta. Infatti, il cuore della moschea è stato distrutto per costruire la Cattedrale con la Capilla Mayor sacrificando buona parte di ciò che era stato costruito durante il periodo della dominazione moresca, comprese le famose colonne che originariamente erano 1300.

Personalmente trovo decisamente affascinante l'unione tra i due differenti stili, quello arabo della moschea e quello cristiano della Cattedrale, un'unione che ha permesso di creare un'architettura unica al mondo. Di grande effetto il Mirhab, la parte più importante della moschea, una nicchia in cui veniva letto il Corano e guidata la preghiera, di una ricchezza decorativa sbalorditiva.