Pedalando in Svizzera

località: lucerna, rigi kulmn, willisau, wilderswil, kleine sheidegg, zug
regione: lucerna
stato: svizzera (ch)

Data inizio viaggio: sabato 28 agosto 2004
Data fine viaggio: domenica 5 settembre 2004

I giorni a disposizione, "rubati" al lavoro e alle famiglie, non sono molti... ma d'altronde non lo sono mai, parlando di vacanze. Vogliamo un posto tranquillo e meraviglio dove passare delle indimenticabili giornate sulle nostre biciclette. La fatica per noi non è mai stato un problema e, desiderosi di incontrare stupendi paesaggi che ci appaghino di tutti gli sforzi, carichiamo gli "stambecchi" in macchina e ci dirigiamo verso Lucerna, in Svizzera, sulle rive del lago dei Quattro Cantoni.
L'arrivo è dedicato alla preparazione dei mezzi ed alla pianificazione dei prossimi giorni. Abbiamo già molti chilometri sulle gambe; siamo anche piuttosto preparati fisicamente, ma sappiamo anche che, soprattutto dopo una giornata intera passata in sella, non faremo molta resistenza davanti a fiumi di birra e ai piatti svizzeri. Optiamo quindi per uscite impegnative a giorni alterni, non sottovalutando la funzione di escursioni "defaticanti". Bastano pochi chilometri per renderci conto che questo è un angolo di paradiso per i ciclisti, a cui sono dedicate vere e proprie "strade" (chiamarle "piste" è riduttivo) che si snodano lungo il lago e le vallate, fino a raggiungere le cime più alte della zona. Ed è proprio alzando gli occhi che cogliamo le maestose cime che nei prossimi giorni ci faranno ringhiare in sella con la consapevolezza di avere già il rampichino, rassegnati nel sapere che ogni colpo di pedale renderà la bici sempre più pesante, e misticamente spinti dal piacere di vedere nuovi paesaggi.
Grazie alle immancabili cartine topografiche, che si possono acquistare in qualsiasi cartoleria (vicino alla stazione ferroviaria si trova di tutto), abbiamo individuato le mete dei nostri prossimi giorni.

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Lucerna - Rigi Kulmn

domenica 29 agosto 2004

Il m.te Rigi si vede benissimo da Lucerna. Benché il cielo non ci prospetti nulla di buono, soprattutto per un'uscita in quota, inforchiamo i nostri cancelli (mi scuso con Luigino, che vanta una nuovissima Cannondale dal peso più che contenuto; ma questo fa un po' di scena...) e ci dirigiamo verso la cima. Dopo aver costeggiato una piccola parte del lago, quando la strada comincia a salire, nessuno di noi "forza" il ritmo; siamo quasi bloccati di fronte alla maestosità del paesaggio che ci lascia alle spalle un lago dei Quattro Cantoni sempre più piccolo. Ci fermiamo per il pranzo prima di imboccare il sentiero che ci porterà fino alla cima. Dal tavolino del rifugio, spostando il nostro sguardo verso una Lucerna già piccolissima, ci sembra di entrare in un plastico (come quello dei trenini). Non so se era la fame, ma da lì in avanti questa sensazione, già nota ad Alessandro e Luigino abili alpinisti, diventerà sempre più frequente.
Con le ruote già infangate e le bici già impolverate, apriamo uno dei numerosi cancelli in legno che delimitano le aree recintate adibite a pascolo, e seguiamo le precise indicazioni che si trovano sul percorso: Rigi Kulm. Dopo pochi chilometri i ciclisti lasciano posto agli escursionisti; il sentiero diventa sempre meno pedalabile, e più di una volta dobbiamo inchinarci di fronte ad un percorso tortuoso e crudele, che ci obbliga a scendere dalla bici e a spingere. Lungo il percorso salutiamo molti escursionisti che ci danno strada vedendoci in palese difficoltà. Ma diamo a Cesare ciò che è di Cesare: sono io quello che prima di tutti ha superato la soglia della tolleranza alla fatica. Un paio di escursionisti staranno ancora ridendo per una caduta veramente spettacolare che ho fatto praticamente da fermo. Dopo una fermata ad ammirare il paesaggio, il nostro sguardo, ritornato sui pedali, incontra le rotaie che guidano un treno da Vitznau alla stazione di Rigi, che raggiungiamo dopo poco tempo. Questa è la più vecchia cremagliera d'Europa, la prima delle Alpi. Alla vista del treno i nostri sguardi si incrociano e, dopo una sonora risata, continuiamo il nostro tragitto verso la cima, ormai vicinissima. Un paio di rampe veramente impegnative e siamo in cima, dove rimaniamo estasiati alla vista del lago dei Quattro Cantoni e del lago di Zug, che raggiungeremo in uno dei prossimi giorni. Ben presto siamo avvolti dalle nubi, che ci accompagneranno in una discesa mozzafiato, bellissima, veloce, ma veramente fredda.

Lucerna - Willisau

lunedì 30 agosto 2004

Willisau è una cittadina a circa 35 chilometri da Lucerna, tipica per le due porte che la racchiudono nelle mura medievali. Il nostro percorso sarà tranquillo, visto che possiamo pedalare liberamente su una pista ciclabile che ci porta a Emmen prima e Wolhunsen poi, prima di lasciarci a Willisau. Il percorso, nonostante gli 80 chilometri non è affatto impegnativo: il dislivello è di soli 200 metri. Qui si trova il famoso museo dell'agricoltura, che offre uno scorcio su vita e lavoro contadini nella Svizzera di un tempo e mostra gli sviluppi delle moderne tecniche agrarie.

Wilderswil - Kleine Sheidegg

martedì 31 agosto 2004

L'obiettivo di oggi è quello di vedere la parete nord del monte Heiger, famosa tra gli alpinisti per la sua alta difficoltà di scalata. Da Lucerna ci spostiamo in macchina verso la località di Wilerswil, nella regione Jungfrau, nota per le sue località di villeggiatura invernali: Grindelwald, Wengen, Interlaken. Da quest'ultima stazione di villeggiatura parte Un treno di montagna fino alla stazione di più alta d'Europa, a 3454 m d'altitudine, sullo Jungfraujoch, il tetto d'Europa. Le nostre bici stanno scalpitando e, sebbene le nostre gambe implorino un po' di pietà, partiamo con calma vero la cima. L'avvicinamento dura circa un paio d'ore, su una strada non particolarmente impegnativa ma costantemente in salita, che ci porta fino a Grindelwald. Qui ci fermiamo per un lauto e succulento pranzo al sacco. Ciascuno di noi è silenziosamente immerso nei propri pensieri (o preoccupazioni) circa la salita che ci attenderà. Sulla cartina sembra veramente impegnativa e la tensione è ben visibile sui nostri volti. Bastano pochissime pedalate per capire che oggi sputeremo pallini: salita al 35% tanto per gradire. Anche oggi il cielo è coperto. Solo per alcuni minuti, riusciamo a vedere le cime che ci circondano, maestose sopra la vallata. Approfittiamo dell'occasione per fare le fotografie di rito e per tirare un po' il fiato. Anche oggi, sebbene la fatica raggiunga livelli da cardiopalma, la Svizzera ci offre stupende vedute e magnifici paesaggi. Appena ripartiamo, dopo essere arrivati al primo "falsopiano", ci accorgiamo di aver sbagliato strada. Stefano, che ha più chilometri di tutti sulle gambe, si offre per andare a scovare un sentiero che ci consenta di raggiungere la mulattiera che ci dovrà portare a Kleine Sheidegg. Quando lo vediamo in lontananza facendoci cenno di raggiungerlo, tiriamo un sospiro di sollievo e saliamo sui pedali. Nei prossimi chilometri ci addentriamo nei boschi, in un sentiero sempre impeccabile e non pedalabile solamente a tratti. Quando usciamo dal bosco, la nostra vista viene deliziata dal rifugio, che ci indica la fine della fatica. Siamo a Klein Sheidegg, a 2061 m di altitudine ma purtroppo, causa maltempo, i 1000 metri di roccia della parete nord del monte Heiger sono avvolti dalla nebbia, invisibili ai nostri occhi. Molto più vicine sono le birre che allietano la nostra stanchezza, però non sufficienti a colmare la sconsolazione della mancata visione del "mostro sacro". Ma il divertimento è alle porte: la discesa che ci aspetta è, a tratti, molto tecnica e tutti ci dilettiamo in derapate e traiettorie "impossibili". Ci catapultiamo verso Wengen, nota località sciistica, dove ci fermeremo per una breve visita tra i negozi e le vie affollate di turisti.
I nostri computer segnano 52 chilometri e ben 1500 metri di dislivello: una tappa impegnativa da affrontare con un po' di allenamento.

Lucerna - Zug

mercoledì 1 settembre 2004

Dopo il tappone di ieri, ancora con l'amaro in bocca, partiamo per Zug, una cittadina situata sull'omonimo lago che abbiamo potuto ammirare dalla cima del monte Rigie. Anche oggi approfittiamo delle pista pista ciclabile che, lontano dalla principale, ci porta a Emmen, Ebikon, Gisikon e a Cham, dove ci fermiamo per pranzo. Questa cittadina si trova sul lavo di Zug. Di fronte a noi si trova la nostra meta. Costeggiamo il lago per qualche chilometro, su una strada per nulla impegnativa e dopo poco tempo arriviamo a destinazione. La cittadina è piccola ma molto bella, tutto è raggiungibile a piedi. Qui si può ammirare la Torre dell'Orologio, simbolo della città.

Monte Pilatus

giovedì 2 settembre 2004

L'obiettivo di oggi è quello di vedere la parete nord del monte Heiger, famosa tra gli alpinisti per la sua alta difficoltà di scalata. Da Lucerna ci spostiamo in macchina verso la località di Wilerswil, nella regione Jungfrau, nota per le sue località di villeggiatura invernali: Grindelwald, Wengen, Interlaken. Da quest'ultima stazione di villeggiatura parte Un treno di montagna fino alla stazione di più alta d'Europa, a 3454 m d'altitudine, sullo Jungfraujoch, il tetto d'Europa. Le nostre bici stanno scalpitando e, sebbene le nostre gambe implorino un po' di pietà, partiamo con calma vero la cima. L'avvicinamento dura circa un paio d'ore, su una strada non particolarmente impegnativa ma costantemente in salita, che ci porta fino a Grindelwald. Qui ci fermiamo per un lauto e succulento pranzo al sacco. Ciascuno di noi è silenziosamente immerso nei propri pensieri (o preoccupazioni) circa la salita che ci attenderà. Sulla cartina sembra veramente impegnativa e la tensione è ben visibile sui nostri volti. Bastano pochissime pedalate per capire che oggi sputeremo pallini: salita al 35% tanto per gradire. Anche oggi il cielo è coperto. Solo per alcuni minuti, riusciamo a vedere le cime che ci circondano, maestose sopra la vallata. Approfittiamo dell'occasione per fare le fotografie di rito e per tirare un po' il fiato. Anche oggi, sebbene la fatica raggiunga livelli da cardiopalma, la Svizzera ci offre stupende vedute e magnifici paesaggi. Appena ripartiamo, dopo essere arrivati al primo "falsopiano", ci accorgiamo di aver sbagliato strada. Stefano, che ha più chilometri di tutti sulle gambe, si offre per andare a scovare un sentiero che ci consenta di raggiungere la mulattiera che ci dovrà portare a Kleine Sheidegg. Quando lo vediamo in lontananza facendoci cenno di raggiungerlo, tiriamo un sospiro di sollievo e saliamo sui pedali. Nei prossimi chilometri ci addentriamo nei boschi, in un sentiero sempre impeccabile e non pedalabile solamente a tratti. Quando usciamo dal bosco, la nostra vista viene deliziata dal rifugio, che ci indica la fine della fatica. Siamo a Klein Sheidegg, a 2061 m di altitudine ma purtroppo, causa maltempo, i 1000 metri di roccia della parete nord del monte Heiger sono avvolti dalla nebbia, invisibili ai nostri occhi. Molto più vicine sono le birre che allietano la nostra stanchezza, però non sufficienti a colmare la sconsolazione della mancata visione del "mostro sacro". Ma il divertimento è alle porte: la discesa che ci aspetta è, a tratti, molto tecnica e tutti ci dilettiamo in derapate e traiettorie "impossibili". Ci catapultiamo verso Wengen, nota località sciistica, dove ci fermeremo per una breve visita tra i negozi e le vie affollate di turisti.
I nostri computer segnano 52 chilometri e ben 1500 metri di dislivello: una tappa impegnativa da affrontare con un po' di allenamento.

visita di Lucerna

venerdì 3 settembre 2004

Il 6° ed ultimo giorno lo dedichiamo alla visita di Lucerna. Assolutamente da visitare, a nord della città, il Leone morente scolpito nella roccia. Inconfondibile e visibile da ogni dove è la cattedrale, con i due campanili altissimi. La passeggiata sopra le mura della città è un vero e proprio tuffo nel passato e, dai camminatoi ben tenuti, è possibile ammirare la città dall'alto. Una delle torri ospita un orologio, intorno al quale si inerpica la ripida scalinata che raggiunge la cima. Il pittoresco centro storico, chiuso alla circolazione delle auto, offre le condizioni ideali per gironzolare in tutta tranquillità. Caratteristico è il ponte coperto in legno.