La prima delle ormai tantissime piastrelle colorate, firmate dai personaggi dell’arte, dello spettacolo e dello sport a essere collocata sul celebre Muretto di Alassio, è stata quella di Ernest Hemingway. Era il 1951 e all’epoca, come ricorda il pittore alassino Mario Berrino, il muretto di Via Dante era soltanto un rustico muricciolo che arginava il giardino pubblico. Così all’artista era venuta l’idea di decorarlo con delle piastrelle che ricordassero i numerosi Vip che animavano la dolce vita del luogo. Il grande scrittore americano era entusiasta dell’idea. Alla sua piastrella sono seguite quella del Quartetto Cetra e molte altre. La nostra passeggiata in questa splendida città della Riviera Ligure di Ponente inizia proprio dal Muretto, famoso anche per il concorso di bellezza Miss Muretto, oltre che per essere un luogo portafortuna degli innamorati.
Il giorno di San Valentino, infatti, le coppie si danno appuntamento sotto la celebre opera degli “amoreux” di Raymond Peynet, lasciando le loro lettere d’amore nella cassetta della posta collocata vicino alla scultura degli innamorati, opera di Eros Pellini. Del resto, perfino il toponimo Alassio è legato a una grande storia d’amore: quella tra Aleramo del Monferrato e la figlia dell’imperatore Ottone I di Sassonia, Adelasia, dal cui nome deriverebbe il termine Alassio. Proprio Aleramo fu il primo proprietario dell’antichissima Torre di Vegliasco, raffigurata nello stemma cittadino. Un tempo le torri d’avvistamento costruite in riva al mare, come anche il Torrione Saraceno in Borgo Coscia, erano importantissime nella difesa della costa dalle frequenti incursioni dei pirati.
Tanti secoli dopo, tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, Alassio divenne una delle mete turistiche predilette dagli inglesi. Ecco perché, passeggiando in centro, si vedono un po’ ovunque delle splendide ville in stile inglese. Tra gli inglesi più illustri che avevano vissuto ad Alassio, spicca la famiglia Hanbury che ha creato i giardini botanici omonimi a Ventimiglia, e il pittore Richard Whateley West, a cui è intitolata la Pinacoteca situata presso la Biblioteca di Viale Hanbury. La città è anche molto ricca di bellissime chiese, tra cui la Parrocchiale di Sant’Ambrogio, originaria del XI secolo. Sul monte Tirasso, in posizione dominante sulla città e sui ruderi di un antichissimo castello, si erge il Santuario di Nostra Signora della Guardia, costruita nel 1200.
Per ammirare il panorama mozzafiato di Alassio dall’alto, raggiungiamo l’antica strada panoramica romana nel quartiere Santa Croce, dove è situata l’omonima chiesa, edificata nel XI secolo dai monaci benedettini provenienti dalla vicina Isola Gallinara. Dal belvedere si apre una vista meravigliosa sull’isola circondata dall’azzurro del mare, mentre sulla costa si distinguono i ruderi di una torre e la Cappelletta sul porto turistico Luca Ferrari. Poco distante da qui, passando per una caratteristica strada costeggiata da muri immersi in una pioggia di bouganville, raggiungiamo la frazione Solva, dove ci accomodiamo ai tavoli dell’Osteria Ristorante La Vigna. La vista che dalla sala si apre sul golfo lascia senza parole: è come essere in un dipinto di Raoul Dufy. “Sin dagli anni Sessanta l’Osteria La Vigna è uno dei ristoranti più in voga e frequentati dai Vip.
Siamo subentrati nella gestione nel 2007, valorizzando lo charme che l’avevano reso noto e capace di stupire anche gli ospiti più esigenti”, ci racconta il signor Pio, il titolare che gestisce il ristorante insieme ai figli Luca e Charlotte. Iniziamo la nostra cena all’insegna dei sapori tradizionali del territorio con una delle specialità di questo locale: il pinzimonio, con delle ottime salsine. Proseguiamo con delle seppie in buridda, delle acciughe ripiene alla ligure e il brandacujun, un piatto tipicamente ligure che consiste in un mantecato di baccalà o di stoccafisso con le patate. Alcuni di noi gustano invece degli antipasti di terra, tra cui le lumache con la polenta.
Facciamo seguire questo ricco antipasto da dei primi preparati con la pasta fresca fatta in casa scegliendo i tagliolini neri ai gamberi e caprino, le tagliatelle all’astice, i ravioli di spigola alle cozze, vongole e zucchine e gli gnocchi di patate alle alici fresche. Assaggiamo anche le trofiette verdi alla genovese con pesto, patate e fagiolini, e i ravioli di borragine alla salsa di noci. Nella scelta dei secondi ci dividiamo tra piatti di pesce come il trancio di pescato del giorno con patate, olive e pinoli, la frittura di calamari, lo stoccafisso con patate e olive taggiasche e piatti di terra come il coniglio al Vermentino.
Concludiamo la cena gustando gli ottimi dolci della casa, sorseggiando dei vini liguri e piemontesi, e facendo progetti su quando tornare qui la prossima volta: come quello degli artisti di inizio Novecento, anche il nostro cuore è stato rapito dalla bellezza di Alassio. Francesca Bertha PER INFORMAZIONI: www.comune.alassio.sv.it www.ristorantelavigna.it Ristorante La Vigna Via Lepanto, 1 Fraz. Solva, Alassio (SV) Tel.: 0182/644744