Era l’aprile del 1825. La gente che passava sul lungomare di Loano notava una tartana, ovvero un’imbarcazione con le vele latine, diretta verso Levante. A quell’epoca di barche così ne passavano tante lungo le coste liguri, ma questa aveva qualcosa di speciale: era di proprietà di Domenico Garibaldi, il padre di Giuseppe Garibaldi. A bordo c’erano sia lui che il figlio, già iscritto al Registro dei mozzi di Genova, contento di aver finalmente ottenuto il benestare del padre per intraprendere la carriera marinara. Quella volta erano partiti da Nizza a bordo della tartana Santa Reparata, diretti a Roma con un carico di vino per i pellegrini venuti per il Giubileo. All’altezza di Loano il cuore dei Garibaldi batteva più forte: Rosa Raimondi, la mamma di Giuseppe e dei suoi cinque fratelli era originaria di quella splendida città rivierasca.
Una delle prime tappe della nostra giornata loanese è infatti presso la casa natale di Rosa Raimondi su cui una targa ricorda la celebre mamma. Presso il Museo del Mare, al Palazzo Kursaal sul Lungomare, è possibile invece immergersi in quelle atmosfere del passato marinaro del territorio in cui era cresciuto Garibaldi. Il testimone più antico della vita di mare loanese è la Chiesetta del Loreto, risalente al 775, costruita per i fedeli che dimoravano sulla costa. Spostandoci verso il centro raggiungiamo l’elegante Piazza Italia, dalla bellezza suggestiva grazie all’imponente Duomo dalla forma dodecagonale, dedicato a San Giovanni Battista, accanto al quale si erge l’Oratorio delle Cappe Turchine, costruito nel 1661.
La confraternita delle Cappe Turchine esegue ogni anno il rituale della Festa del Mare, portando in spalla vicino alla riva il gruppo scultoreo rappresentante la Madonna della Visitazione, a cui vengono fatti fare diversi inchini davanti al mare. Il fascino del Seicento ci avvolge anche all’interno del Duomo, che conserva numerose preziose tele di quell’epoca. Girando per il centro storico visitiamo anche il cinquecentesco complesso religioso di Sant’Agostino, che custodisce una ricca biblioteca. Proseguendo verso il Castello, costruito nel Duecento da Oberto Doria, scopriamo un altro quartiere di grande interesse storico. Ai piedi del maniero si snoda il Borgo Castello, dall’intatto impianto medievale. Poco distante raggiungiamo il Ponte Castello, eretto nel Settecento su basi originarie dell’epoca romana, e il complesso monumentale del Convento Monte Carmelo.
Fondato nel 1602, il Convento si lascia ammirare nonostante i lavori di ristrutturazione in corso: la cupola a base ottagonale della chiesa è visibile da lontanissimo, mentre accanto al silenzioso chiostro si trovano gli orti dei frati, dove si coltivano delle piante officinali. Ritornando nei coloratissimi caruggi del centro storico, ammiriamo la Porta del Passorino, il cui orologio è tra i simboli di Loano. Restiamo nei pressi di questa storica Porta anche per cena, scegliendo il Ristorante Matamà, in via Ghilini. Ci accomodiamo nell’accogliente e caratteristica sala con i mattoni a volta e con i tavoli decorati con delle originalissime piantine di diverse varietà di peperoncini, e scopriamo subito di essere in un luogo dove poter gustare l’autentica cucina tradizionale ligure, adeguata ai gusti moderni.
“La parola “Matamà” in dialetto ligure indica un preziosissimo taglio di bollito”, ci spiega il signor Mauro, il titolare che gestisce il ristorante con la moglie Lorena. “Selezioniamo la carne con grande attenzione, proponendone solo la migliore qualità. I nostri piatti variano molto a seconda delle stagioni, utilizziamo quasi esclusivamente dei prodotti locali, in base a ciò che offre il mare e l’orto. Inoltre facciamo cucina da ristorante senza glutine, visto che aderiamo all’Associazione Italiana Celiachia”, ci raccontano i titolari. Essendo a pochi passi dal mare, il pesce resta però l’assoluto protagonista: infatti, iniziamo la nostra cena con dei gamberoni crudi di Oneglia e con delle zucchine ripiene di zucchine coi fiori al forno. Facciamo seguire questi squisiti antipasti dalle trenette con l’astice fresco e dalle trofie con totano gigante, vongole e tartufo nero.
Come secondo piatto, gustiamo la specialità più richiesta del ristorante, la frittura orto-mare. Alcuni nostri amici assaggiano invece altri piatti di pesce fresco, a base di orate e gallinelle. Annaffiamo queste bontà con degli ottimi vini della Riviera Ligure, scelti nella fornita carta del locale che comprende anche una buona selezione di champagne. La dolce conclusione della cena ci vede gustare una bavarese servita nel bicchiere con composta di fragole, zenzero e fragole fresche e una cheesecake con meringa e salsa di frutti di bosco, mentre la nostra amica celiaca sceglie un soufflè di cioccolato fondente senza glutine. Loano si chiama anche Isola del Ponente, per il suo clima particolarmente mite: ne approfitteremo per tornarci magari anche fuori stagione. Francesca Bertha PER INFORMAZIONI: www.comuneloano.it Trattoria Matamà Via Ghilini, 26 Loano (SV) Tel.: 019/677459