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Nel centro storico di Alba
Diario di viaggio · Italia · Piemonte · 2011

Nella patria del tartufo bianco: Un weekend ad Alba

Si arriva ad Alba attraversando un meraviglioso paesaggio collinare, immerso tra i vigneti delle Langhe e del Roero, e costellato da piccoli borghi e castelli che sembrano usciti da una fiaba. Passando di qui…

FRdiario di Francesca Bertha
Milano
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29 ottobre 2011 → 29 ottobre 2011
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29 ottobre 2011 → 29 ottobre 20111 giorni · viaggio del 2011
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Francesca Bertha@Francesca Bertha · Milano
Il racconto
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Si arriva ad Alba attraversando un meraviglioso paesaggio collinare, immerso tra i vigneti delle Langhe e del Roero, e costellato da piccoli borghi e castelli che sembrano usciti da una fiaba. Passando di qui migliaia di anni fa, avremmo visto le capanne rotonde dei liguri stazielli che si occupavano di caccia, di agricoltura e creavano oggetti in ceramica. Per le strade di Alba ci si immerge nelle suggestive atmosfere medievali del centro storico, famoso per le sue cento torri, costruite tra il XIV e il XV secolo, e utilizzate, durante le lotte tra guelfi e ghibellini, anche come carceri. Le mura poligonali intorno alla città vennero edificate in epoca romana, per essere poi rinforzate nel Medioevo.

Ma non sono solo le mura ad avere origini romane: anche la viticoltura, che, oltre ai mitici tartufi, rende Alba un paradiso del turismo enogastronomico, era un’attività fiorente ed evoluta già ai tempi di Alba Pompeia. Durante il nostro giretto in centro ammiriamo molte stupende chiese, tra cui l’imponente Duomo, dotato di un’altissima torre campanaria. Ad Alba iniziarono presto a fiorire le attività culturali ed artistiche. Nel Settecento era di grande prestigio l’Accademia filarmonico-letteraria, creata dal canonico Odella. A proposito di letteratura, è nato qui lo scrittore e partigiano Beppe Fenoglio, che ha raccontato la storia della prima repubblica partigiana costituitasi ad Alba nel 1944.

E’ nei primi decenni del Novecento che la città iniziava a diventare la meta di molti turisti in cerca di sapori autentici e attratti qui dal “Mozart dei funghi”, come aveva definito il tartufo Gioacchino Rossini. Sin dal 1929 nel mese di Ottobre si svolgono la Fiera del Tartufo Bianco e il Baccanale del Tartufo, una coloratissima e golosa rievocazione storica. Ma non è tutto: per chi arriva ad Alba la prima domenica di Ottobre, può assistere al divertentissimo Palio degli Asini e alla Giostra delle Cento Torri. Dopo questo pomeriggio di passeggiata nelle tradizioni di Alba, raggiungiamo, a due passi dal centro, la Locanda Cortiletto d’Alba, situata in Corso Coppino. Dopo esserci sistemati nelle nostre camere, arredate in stile moderno, ci accomodiamo nella suggestiva sala del ristorante, ricavata dalla cantina con le volte a botte con mattoni a vista originali.

Ad accoglierci, con grande disponibilità, è la signora Marisa, la titolare che gestisce la locanda insieme ad Alberto, Mirena, Agnese ed Ella. “La locanda nasce da un’attenta ristrutturazione di locali storici e vecchie cantine, sorte sull’antico bastione di Alba”, ci racconta la signora Marisa. Si respira un’atmosfera famigliare, e spesso i piatti vengono creati su misura per il cliente, da veri “sarti della cucina”. Sono ospiti frequenti anche gli artisti, come testimoniano le numerose firme sulla parete della reception. Iniziamo la nostra cena con gli Apribocca della Locanda: il lardo marinato alle vinacce di Nebbiolo, la spuma di tuma Alta Langa su crostino all’extravergine e la cipolla ripiena tartufata.

Proseguiamo con gli antipasti, abbondanti e squisiti, in pieno stile piemontese: la battuta di fassone tagliata al coltello, la rotonda di fassone alle erbe con cremina al gorgonzola naturale, il flan di cardi gobbi di Nizza condito con tuma d’Alpeggio, il baccalà mantecato su polenta Sette file gratinata, la terrina di faraona con verdurine croccanti e lo scrigno di sfoglia ai funghi e castagne. Continuiamo gustando i tajarin al tartufo d’Alba, i tajarin alla salsiccia di Bra, i plin fatti a mano, ripieni ai tre arrosti, gli gnocchetti di patate al Castelmagno e il riso con zucca e porri. Nella scelta dei secondi ci dividiamo tra i bocconcini di fiocco di vitello al Nebbiolo, gli straccetti all’aceto balsamico di Barolo, il coniglio grigio di Carmagnola, stufato in casseruola, la salsiccia al Barbera e la tumetta di Langa al cartoccio, profumata alle erbe.

Annaffiamo queste bontà con dei vini selezionati, disponibili al bicchiere: la Favorita a inizio pasto, e dopo l’Arneis, il Dolcetto, il Barbera e il Nebbiolo. Scopriamo che è anche possibile optare per la “stappatura”, portando i vini da casa e pagando solo il servizio. I deliziosi dolci li accompagniamo invece col Moscato, gustando un tortino caldo di nocciole Tonda gentile trilobata, dal cuore morbido, un semifreddo al torrone di Gallo d’Alba con cioccolato, la pera Martin Sec cotta nel Dolcetto d’Alba, la mousse alle castagne garessine, il bunet rivisitato cotto al vapore, una soffice tortina alle mele Golden delicious su specchio di crema alla vaniglia, e la torta di nocciole senza farina, con zabaione al Moscato. A fine cena lo chef ci delizia con il vin brulè e il Barolo chinato.

Una volta conclusosi il nostro rilassante soggiorno ad Alba, ci piange il cuore mentre lasciamo alle spalle le colline e i vigneti immersi nei favolosi colori autunnali, ma siamo già certi di tornare qui presto, e di goderci altre succulente cene, magari nel dehor durante la bella stagione. Francesca Bertha PER INFORMAZIONI: www.comune.alba.cn.it www.cortilettodalba.com Locanda Cortiletto d’Alba Corso M. Coppino, 27 Alba (CN) Tel.: 0173/366005

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