Nel mondo ci sono ben ventisette località che si chiamano Verona: le varie omonime statunitensi, canadesi e australiane della meravigliosa città scaligera sono tutte frutto dell’enorme influenza che l’arte e la cultura veronesi hanno esercitato sull’immaginario collettivo mondiale. Un ruolo fondamentale in questo lo ebbe il celeberrimo dramma shakespeariano, Romeo e Giulietta, infatti il balcone della casa dove abitava Giulietta è la prima destinazione di tutti i turisti. Il palazzo si trova in prossimità di Piazza Erbe, corrispondente all’antico foro romano, dove nei sotterranei sono presenti tracciati di strade e resti perfino di una basilica romana. Della famiglia dei Capuleti, in realtà Cappelletti, si ha conoscenza fino agli anni della permanenza di Dante a Verona, come testimonia lo stemma del cappello sulla chiave di volta dell’arco di entrata al cortile della casa.
Il territorio del comune, attraversato dal fiume Adige, fu abitato sin dal Neolitico. Sulle rive del fiume si crearono cantieri navali e dei mulini galleggianti. Uno dei periodi di maggiore splendore della città fu quello imperiale, durante il quale fu eretto il suo monumento simbolo, l’Arena, il terzo anfiteatro romano in Italia per dimensione. Nell’Arena ogni anno si svolgono prestigiosi eventi culturali tra cui il Festival Lirico Areniano. Anticamente si accedeva alla città, circondata da mura di cui sono tuttora visibili alcuni resti, attraverso delle splendide porte tra cui Porta Borsari, Porta Leoni e l’Arco dei Gavi, sulla Via Postumia. Altre porte sono state costruite nel Cinquecento, in epoca veneziana, tra cui Porta Nuova. Durante la nostra passeggiata visitiamo numerosi splendidi edifici religiosi, tra cui il il duecentesco Duomo, dedicato a Santa Maria Matricolare.
Tra i monumenti altomedievali visitiamo la romanica Basilica di San Zeno, e giungiamo così, idealmente, nella florida epoca scaligera. Passeggiando in Piazza dei Signori, la statua di Dante ricorda il periodo in cui nel Palazzo del Podestà furono ospitati personaggi illustri tra cui lo stesso Dante e Giotto. Che l’ora di cena si sta avvicinando, ce lo segnala nientemeno che il primo orologio pubblico, quello della Torre del Gardello, in Piazza Erbe. Poco distante scopriamo le celebri Arche scaligere, un complesso funerario della casata, noto per essere uno dei più insigni monumenti dell’arte gotica. I rintocchi dell’orologio e le atmosfere gotiche ci accompagnano al palazzo in cui si trovava la casa di Romeo. Adiacente all’abitazione piena di romanticismo si trova il Ristorante Arche, testimone di 135 anni di storia. “A fondare il ristorante fu mio bisnonno Giuseppe Gioco, nel 1877.
All’epoca era una taverna, diventata poi un’osteria-locanda, con annessa posta per il riposo dei viaggiatori e il cambio dei cavalli”, ci racconta lo chef Giancarlo Gioco, riuscito addirittura a portare il mare a Verona, grazie ai suoi prelibati piatti a base di pesce fresco. Iniziamo infatti con un piatto tradizionale veneziano del XIV secolo, le sardelle in saor, preparate all’antica, con cedro candito, uvetta di Corinto e pinoli. Continuiamo alla grande con la Coppa del Doge, ovvero un purè di piselli, seppie da burchio e spuma di patata, gustando, poi, la crudità di aragosta con olio d’oliva alle mandorle, scampetti di Sicilia, tonno e caviale malossol.
Facciamo seguire questi magnifici antipasti dagli spaghettoni alle vongole veraci e funghi di raccolta di stagione in cartoccio e dagli gnocchi di patata leggermente affumicati su truccioli di castagno, gamberi, asparagi e burro noisette. Alcuni di noi prendono i paccheri ai funghi porcini e scampetti di Sicilia, il risottino ai calamaretti di Sicilia e zucchine, oltre ai ravioli di aragosta al burro noisette e schegge di tartufo. Tra i secondi scegliamo il filetto di branzino di pescata in camicia di germogli di papavero selvatico con salsa di peperone dolce, il plateau royal fritto di scampi, astice, chele di granchio reale, gamberoni, tutto in nuovola, e il filetto di sampietro alla maniera dei pescatori veneziani con pomodorini di Sicilia.
I nostri amici optano invece per il tegamino di sotto gola di merluzzo alla pescatora e per i medaglioni di filetto di cervo alla cacciatora con bacche di ginepro, chiodi di garofano e mirtilli. Annaffiamo queste bontà con del Soave classico superiore la rocca Pieropan di uva garganega, mentre un Valpolicella classico superiore Bussola accompagnerà il saporito plateau di formaggi di capra e vaccini. Ai dessert, tra cui dei nastri di pasta fillo, spuma al caramello con grand marnier e salsa di mirtillo, il gelato al formaggio bianco su crema di frutti di bosco e croccanti all’arancio, e le lamelle e spuma di cioccolato con caffè in salsa di cacao abbiniamo un vino recioto di Soave di Anselmi. Ci rimane ancora tantissimo da scoprire in questa meravigliosa città, ma una cosa è certa: anche la prossima volta passeremo dalla casa di Romeo e dalle Arche scaligere.
Francesca Bertha PER INFORMAZIONI: www.comune.verona.it www.ristorantearche.com Ristorante Arche Via Arche Scaligere, 6 Verona Tel.: 045/8007415 Le fotografie della città sono opera di Lo Scaligero, ad eccezione della foto del Duomo, opera di Tango7174. Provengono da Wikimedia Commons e sono pubblicate ai sensi della licenzaCreative Commons – “Attribuzione Condividi allo stesso modo 3.0 Unported”.