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Veduta di Alassio dalle alture
Diario di viaggio · Italia · Liguria · 2012

Una giornata nella città degli innamorati: gita ad Alassio

La prima delle ormai tantissime piastrelle colorate, firmate dai personaggi dell’arte, dello spettacolo e dello sport a essere collocata sul celebre Muretto di Alassio, è stata quella di Ernest Hemingway. Era…

FRdiario di Francesca Bertha
Milano
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7 luglio 2012 → 7 luglio 2012
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Dove
AlassioItalia · Europa
Quando
7 luglio 2012 → 7 luglio 20121 giorni · viaggio del 2012
Chi
Francesca Bertha@Francesca Bertha · Milano
Il racconto
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La prima delle ormai tantissime piastrelle colorate, firmate dai personaggi dell’arte, dello spettacolo e dello sport a essere collocata sul celebre Muretto di Alassio, è stata quella di Ernest Hemingway. Era il 1951 e all’epoca, come ricorda il pittore alassino Mario Berrino, il muretto di Via Dante era soltanto un rustico muricciolo che arginava il giardino pubblico. Così all’artista era venuta l’idea di decorarlo con delle piastrelle che ricordassero i numerosi Vip che animavano la dolce vita del luogo. Il grande scrittore americano era entusiasta dell’idea. Alla sua piastrella sono seguite quella del Quartetto Cetra e molte altre. La nostra passeggiata in questa splendida città della Riviera Ligure di Ponente inizia proprio dal Muretto, famoso anche per il concorso di bellezza Miss Muretto, oltre che per essere un luogo portafortuna degli innamorati.

Il giorno di San Valentino, infatti, le coppie si danno appuntamento sotto la celebre opera degli “amoreux” di Raymond Peynet, lasciando le loro lettere d’amore nella cassetta della posta collocata vicino alla scultura degli innamorati, opera di Eros Pellini. Del resto, perfino il toponimo Alassio è legato a una grande storia d’amore: quella tra Aleramo del Monferrato e la figlia dell’imperatore Ottone I di Sassonia, Adelasia, dal cui nome deriverebbe il termine Alassio. Proprio Aleramo fu il primo proprietario dell’antichissima Torre di Vegliasco, raffigurata nello stemma cittadino. Un tempo le torri d’avvistamento costruite in riva al mare, come anche il Torrione Saraceno in Borgo Coscia, erano importantissime nella difesa della costa dalle frequenti incursioni dei pirati.

Tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, Alassio divenne una delle mete turistiche predilette dagli inglesi che qui hanno costruito delle splendide ville. Tra gli inglesi più illustri che avevano vissuto ad Alassio, spicca la famiglia Hanbury che ha creato i giardini botanici omonimi a Ventimiglia, e il pittore Richard Whateley West, a cui è intitolata la Pinacoteca situata presso la Biblioteca di Viale Hanbury. La città è anche molto ricca di bellissime chiese, tra cui la Parrocchiale di Sant’Ambrogio, originaria del XI secolo. Sul monte Tirasso, sui ruderi di un antichissimo castello, si erge il Santuario di Nostra Signora della Guardia, costruita nel 1200.

Per ammirare il panorama mozzafiato di Alassio dall’alto, raggiungiamo l’antica strada panoramica romana nel quartiere Santa Croce, dove è situata l’omonima chiesa, edificata nel XI secolo dai monaci benedettini provenienti dalla vicina Isola Gallinara. Dal belvedere si apre una vista meravigliosa sull’isola circondata dall’azzurro del mare, mentre sulla costa si distinguono i ruderi di una torre e la Cappelletta sul porto turistico Luca Ferrari. Dopo questa bella passeggiata torniamo sulle orme dei celebri inglesi, raggiungendo l’Osteria dei Matetti in viale Hanbury. Entrando, l’ambiente famigliare e la gentilezza dei titolari ci mettono subito a nostro agio. Scopriamo inoltre di poter addirittura “tornare bambini” per una serata: “In dialetto i matetti sono i bambini, e il nostro menù è diverso giorno per giorno, proprio come si usava una volta nelle famiglie.

Da noi si gustano i sapori della tradizione ligure come quando eravamo bambini”, ci spiegano il signor Giovanni e Giorgio, i due amici che gestiscono questo caratteristico locale ormai da sedici anni. Accomodandoci a tavola, notiamo sulle pareti tantissime fotografie d’epoca di classi scolastiche grazie alle quali mangiamo circondati dai sorrisi dei bambini. Anche il menù è come se l’avessero scritto gli scolari: accanto ai nomi dei piatti, riportati in dialetto, troviamo dei bei disegnini, e le specialità del giorno sono anche scritte su una lavagna. Iniziamo con lo stuzzichino della casa, il carpaccio di polpo e dell’insalata russa. Proseguiamo con degli squisiti primi di pasta fatta in casa, come le gasse (le farfalle) con pesto e patate, i ravioli di pesce, i taiarin al tocco, il tipico condimento ligure, e i pansotti “da mamà”.

Gustiamo anche un bel piatto di “zemin de cexi”, ovvero i ceci in zimino. Annaffiamo queste bontà con degli ottimi vini del territorio e continuiamo con lo stoccafisso in buridda, il polpo “accomodato”, oltre a una bella frittura di pesce, il polpo con patate e la gran grigliata di totani. Assaggiamo anche il tipico cundiun, con pomodori, olive, basilico e musciame, la parte del pesce che un tempo veniva data ai pescatori liguri che lavoravano nelle tonnare siciliane e sarde. Concludiamo la cena gustando gli sfiziosi dolci della casa, tra cui le torte di mele, di pere e con marmellate, il bunet, il tiramisù e la crème caramel, oltre a delle pesche e fragole con il vino. Infine, ci deliziamo con le tradizionali frittelle (friscioi), da mangiarsi rigorosamente con le mani.

Dopo questa bella giornata ci sentiamo un po’ come gli artisti di inizio Novecento: Alassio ha conquistato il nostro cuore. Francesca Bertha PER INFORMAZIONI: www.comune.alassio.sv.it Ristorante Osteria dei Matetti Viale Hanbury, 132 Alassio (SV) Tel.: 0182/646680

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