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Sul lungomare
Diario di viaggio · Italia · Liguria · 2012

Una giornata nel Golfo dei Poeti, tra miracoli e buona tavola: gita alla Spezia

Un profondo golfo, cinto da una catena di colline: la bellezza di questo anfiteatro naturale incanta le persone sin dalla notte dei tempi, infatti il Golfo della Spezia fu abitato sin dalla preistoria come…

FRdiario di Francesca Bertha
Milano
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22 settembre 2012 → 22 settembre 2012
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Dove
La SpeziaItalia · Europa
Quando
22 settembre 2012 → 22 settembre 20121 giorni · viaggio del 2012
Chi
Francesca Bertha@Francesca Bertha · Milano
Il racconto
racconto unico · 806 parole0 like dei lettori

Un profondo golfo, cinto da una catena di colline: la bellezza di questo anfiteatro naturale incanta le persone sin dalla notte dei tempi, infatti il Golfo della Spezia fu abitato sin dalla preistoria come testimoniano numerosi reperti, tra cui delle statue stele rinvenute addirittura in mare. Se il Golfo dei Poeti (termine ideato dal drammaturgo Sem Benelli) aveva ispirato gli artisti preistorici, il suo fascino non è stato da meno neanche successivamente, infatti da George Sand a Lord Byron, da Shelley a D’Annunzio sono stati numerosi gli artisti ad aver scelto questi luoghi per dei soggiorni più o meno prolungati. Il nostro viaggio sulle orme dei grandi poeti inizia dal cuore più antico della città, chiamato Poggio, che dopo la florida epoca romana cominciò a svilupparsi a partire dal IX secolo.

Qui sorge il Castello San Giorgio, un’imponente fortificazione il cui nucleo originario fu costruito nel 1262 per volontà di Nicolò Fieschi. Risalgono invece a un centinaio di anni dopo le murature con le caratteristiche merlature ghibelline. Oggi all’interno del Castello si trovano le collezioni archeologiche del Museo Ubaldo Formentini. Un tempo gli stessi corridoi furono calcati dal castellano, figura che un decreto del 1609 volle che fosse sempre un nobiluomo ma che non potesse mai uscire all’esterno della fortezza, pena la morte. Ma anche i tempi recenti riservano curiosità: nel 1907 il pittore Felice Del Santo, mentre dipingeva all’interno del maniero, avrebbe notato passare un drago, o quatomeno un enorme lucertolone...

Visitiamo anche alcuni dei numerosi splendidi edifici religiosi della città, tra cui la Chiesa Abbaziale di Santa Maria Assunta, esistente già nel Trecento e successivamente ricostruita all’interno delle mura a partire dal 1443. Vicino al Castello e alla vasta zona pedonale a ridosso del porto si trova un luogo di culto dalla storia intrisa di mistero: la Chiesa di Nostra Signora della Neve. Nel VXI secolo le acque del torrente Lagora strariparono invadendo anche la casa di un contadino, dove era custodito un prezioso dipinto su legno raffigurante la Vergine. Quell’immagine sacra si salvò e la popolazione decise di costruire un’ampia cappella che potesse degnamente ospitarla. Demolita nel 1864 per far spazio all’Arsenale Militare, l’attuale chiesa fu eretta a partire dal 1897 per volontà dei salesiani.

Quando il bombardamento del 5 giugno 1943 distrusse il quartiere, la chiesa rimase indenne: molti attribuiscono questo fatto a un intervento prodigioso della Vergine Maria. Restiamo a due passi dall’edificio sacro anche per cena, presso l’Osteria della Corte, in Via Napoli. “Il locale prende il nome da una grande corte interna del ‘700, dove in estate si può mangiare all’aperto e dove i bambini possono divertirsi nell’area giochi”, ci spiega la signora Silvia Cardelli, la chef che da nove anni gestisce il ristorante insieme al marito Andrea Ferrero. Completano lo staff Simone e Stefania in cucina insieme allo stagista Federico, ed il cameriere Emanuele.

“Sono cresciuta in un paese vicino alla Spezia, Ceparana, e la passione per la cucina mi è stata trasmessa da mia nonna con cui raccoglievamo le erbette, impastavamo e tiravamo le sfoglie”, ci racconta la signora Silvia che gestisce anche un negozio di pasta fresca a Ceparana. “Cibo e passione” è il motto del ristorante, e lo troviamo azzeccatissimo: l’amore per la cucina qui si percepisce in ogni dettaglio, a partire dai graziosi piatti e bicchieri. Iniziamo con la vellutata di zucca con calamari in panatura di mandorle, i gamberi rossi crudi su emulsione al lime, e il “Signor Panino” con mini scaloppa di foie gras e riduzione all’Armagnac. Gustiamo anche una strepitosa selezione di caviali con blinis caldi, di amur, kaluga e asetra, e uno spettacolare branzino affumicato a caldo al momento, con legno di rosmarino.

Tra i primi piatti, preparati con la pasta fatta in casa, gustiamo gli gnocchetti con l’orata e i funghi porcini, un vero tripudio di profumi e di sapori. Assaggiamo anche i tortelli alla Norma e lo sfizioso risotto con le pere e Morbier. Proseguiamo con il branzino lardellato farcito con patate e rosmarino, e con il favoloso granchio reale dell’Alaska alla catalana. I nostri amici che prediligono le specialità di terra scelgono invece il controfiletto di agnello spadellato allo Sherry e la degustazione di formaggi con mostarde, miele e un bicchierino di Sciacchetrà. La nostra cena si conclude con gli sfiziosi dessert, scelti dalla carta disegnata dai bambini dei titolari.

Scegliamo la ricca degustazione di dolci per due persone, oltre al semifreddo al pistacchio di Bronte con salsa alla lavanda, il gazpacho di frutta fresca e la panna ghiacciata al pepe Sichuan con bon-bon al cocco e liquirizia liquida: un vero spettacolo, sia vederlo che gustarlo. Dopo questa bella giornata ci sentiamo come gli artisti che si sono innamorati della Spezia: siamo riusciti a ritrovare il lato poetico della vita. Francesca Bertha PER INFORMAZIONI: www.comune.laspezia.it www.osteriadellacorte.com www.silviacardellichef.it Osteria della Corte Via Napoli, 86 La Spezia Tel.: 0187/715210

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