Era il 2 Luglio 1610, e nel Golfo del Tigullio faceva un caldo torrido. Mentre nel porto continuava il solito pittoresco viavai dei velieri e dei gozzi dei mercanti, a qualche centinaio di metri dalla costa, appena fuori dal cuore del borgo di Chiavari, diversi contadini lavoravano nell’orto. Tra loro c’era Sebastiano Descalzo, che a un certo punto pensò di dire una preghiera davanti a un pilone collocato lì vicino, raffigurante la Madonna con i santi Sebastiano e Rocco. Mentre diceva la sua preghiera, a un certo punto vide una grande luce e in essa una donna bellissima: era un’apparizione mariana. Per la verità, sullo stesso luogo la Madonna era già apparsa anche circa sei mesi prima, alla levatrice Geronima Turrio.
La nostra passeggiata chiavarese inizia proprio da questo luogo, dove sorge l’imponente Santuario di Nostra Signora dell’Orto, uno dei più celebri santuari liguri, in cui si venera l’immagine della Madonna con il Bambino benedicente. Secondo la tradizione quel quadro fu commissionato al pittore Benedetto Borzone da donna Maria de’ Guerci, detta Turchina, in ringraziamento alla Vergine per averla preservata dalla pestilenza del 1493. All’epoca l’immagine era collocata in una nicchia nel muro di un orto, da lì la denominazione. Secondo un’interpretazione del toponimo Chiavari, che deriverebbe da “clavaro”, questa bella città è la “chiave” allo sbocco delle valli Fontanabuona, Sturla, Graveglia e la Val d’Aveto.
Certamente la sua posizione, e anche lo sviluppo del commercio marittimo che qui aveva iniziato a prosperare nel lontano Trecento, ne fecero davvero la “chiave” di questo territorio. Oltre alla cultura marinara, a Chiavari fioriva anche l’artigianato, con numerose botteghe nella centralissima Via Ravascheri, così come nel Caruggio Dritto, le vie patrizie dell’epoca. Girando tra questi bellissimi caruggi colorati, scopriamo che Chiavari è da secoli famosa per la produzione delle sedie dette chiavarine. Si tratta di una sedia leggerissima, in legno di ciliegio, di acero bianco, e con sottili fili di salice intrecciati a spiga. Durante la nostra passeggiata visitiamo diversi dei tanti stupendi edifici religiosi, tra cui la Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, fondata nel 1181 e la Chiesa e monastero delle Clarisse, dedicato a San Bernardino da Siena.
Secondo un manoscritto, lì vicino sorgeva il primo convento francescano fondato nel 1216 da San Francesco d’Assisi e chiamato Cadè, Casa di Dio. Nel centro ammiriamo anche diversi palazzi sontuosi, tra cui il Palazzo Bianco, sede del Comune, e dopo andiamo a visitare anche il Castello di Chiavari, sito su un colle ed eretto nel XII secolo dalla Repubblica di Genova per contrastare i Fieschi della vicina Lavagna. Dopo una passeggiata sotto le palme del lungomare, raggiungiamo la nostra dimora per questo weekend: la Villa degli Incantesimi, in via Gonnelli Cioni. Lasciamo l’auto nel comodo parcheggio e iniziamo a goderci le rilassanti atmosfere da locanda d’altri tempi della Villa. Ci accomodiamo in due delle sei camere, tutte finemente ristrutturate ed arredate: la spaziosa Family e la Green, una tripla dal grazioso tocco campagnolo.
Siamo nel cuore di Chiavari, eppure ci sembra di essere in un mondo da fiaba, lontano dalla frenesia. “Con la nostra gestione la Villa ha ritrovato il suo antico spledore diventando ristorante, pizzeria e anche braceria”, ci racconta il signor Marino, che gestisce la struttura dall’inizio dell’estate insieme alla compagna Anna e alla figlia di lei, Elisa. Ci sediamo nell’ampissimo dehor e iniziamo con una zuppetta calda di cozze e vongole, il polpo alla vecchia maniera, il tartare di tonno e con i moscardini affogati con crostini aromatici. Assaggiamo anche i calamari ripieni, mentre i nostri amici che prediligono le specialità di terra, si deliziano con lo sformatino di zucchine e basilico con fonduta di Asiago, e col tomino alla piastra con speck e crema di balsamico.
Dopo questo ricco antipasto gustiamo dei taglierini alla brezza di mare, i paccheri di Gragnano all’isolana, gli gnocchetti di patate mare e monti con porcini e vongole veraci, e i taglierini con funghi e tartufo nero. Proseguiamo con la tagliata di tonno scottata ai semi di sesamo e papavero e col filetto di pescato con sapori e odori di Liguria. Assaggiamo anche i fantastici gamberoni alla catalana, e la frittura di gamberi e calamari. Molti del nostro gruppo scelgono invece le succulente specialità della braceria a vista, spaziando tra la gran griglia di carne, l’entrécot di bovino irlandese, il filetto di garronese e le costolette di agnello scottadito. Gli amanti del mare gustano invece una squisita gran grigliata di pesce misto, il filetto di tonno e il trancio di spada, oltre al gran piatto di gamberoni.
Dopo questa favolosa cena siamo certi di tornare presto a Chiavari, anche in occasione dei prossimi eventi culturali, tra cui una mostra d’arte che sarà allestita presso Villa degli Incantesimi. Francesca Bertha PER INFORMAZIONI: www.comune.chiavari.ge.it www.villadegliincantesimi.com Villa degli Incantesimi Cia Gonnelli Cioni, 1 Chiavari (GE) Tel.: 0185/303878