Ogni anno arriva il giorno in cui i raggi obliqui del Sole raggiungono una nicchia nel muro del Castello medievale, illuminandola per qualche breve attimo. In quei momenti i rubini delle tre rose d’oro nascoste lì dal 1565 in uno scrigno di cristallo avvampano inondando le mura del maniero di una luce infuocata. Il fenomeno dura talmente poco che in oltre 440 anni nessuno, rabdomanti compresi, è riuscito a individuare la nicchia dove Isabella Corvalan, dama d’onore della regina di Castiglia nascose quel tesoro. Queste romanzesche atmosfere medioevali si raggiungono dopo pochi minuti di leggere curve dal casello di Ovada, tra vigneti e colline boschive facenti parte del Parco delle Capanne di Marcarolo, dove, su una rocca tufacea si erge il Castello degli Spinola, costruito verso la fine del XV secolo.
Passando sotto un arco si accede al ricetto, conservato del tutto intatto all’interno della cinta muraria. Sempre all’interno della piazzetta del Castello ammiriamo la quattrocentesca Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista, la cui abside fu ricavata da una delle torri del castello. Al suo interno sono custodite molte preziose opere d’arte, tra cui un grande affresco del 1608, e la trecentesca tavola di Barnaba da Modena, ritraente la Vergine col Bambino. Questa tavola fu donata inizialmente al duecentesco Santuario di N.S. della Rocchetta dalla famiglia Spinola, in segno di ringraziamento per la nascita di un erede. Originariamente il Santuario era un ospizio che offriva alloggio ai viandanti che percorrevano la Via del Sale. Visitiamo anche la Chiesa romanica, ovvero la Pieve di San Giovanni Battista, unica superstite del nucleo più antico di Lerma, chiamato Rondinaria.
Al suo interno conserva una serie di pregevoli affreschi di maestri di Lerma, mentre sulla facciata è un’immagine di San Cristoforo Martire ad aver protetto quanti dovettero passare da una riva all’altra del fiume Piota. Restiamo nel cuore del centro storico anche per cena, accomodandoci in una delle caratteristiche sale del Ristorante Pizzeria Italia, in via Martiri della Benedicta. Il fascino del locale e la gentilezza dei titolari ci mettono subito a nostro agio. “Sono genovese, ma di origini piemontesi. Mio nonno era di Lerma e i miei genitori venivano qui in villeggiatura, alloggiando presso questa struttura. Così mi sono molto affezionata a questo paese sin da ragazzina”, ci racconta la titolare Greta, che dal gennaio del 2011 gestisce il locale. Architetto e cantante lirica, ma con una lunga esperienza maturata in diversi ristoranti.
Storie e ricordi di una Lerma quasi fiabesca che rivive negli aneddoti rendono ancora più squisiti i piatti preparati dalla cuoca Franca, dal pizzaiolo Ruslan e serviti dal cameriere Rocco. Oltre al menù fisso, ogni venerdì viene proposto un menù settimanale, che segue la stagionalità dei prodotti. Iniziamo con il tagliere del cacciatore, gustando la bresaola di cervo, lo speck di cinghiale, il lardo di Colonnata e il prosciutto cotto aromatizzato al tartufo, il tutto accompagnato da castagne e miele. Il ricco antipasto prevede anche un’ottima tartare di manzo, oltre ai peperoni con la bagna caoda e la croccante e squisita panissa. Dopo questo arcobaleno di sapori continuiamo con i ravioli fatti in casa alle ortiche ed erbe di stagione, una vera specialità del locale, preparata con le erbe spontanee dell’orto.
Proseguiamo con il saporito risotto con salsiccia e Dolcetto, e gustiamo anche le tagliatelle di castagne fatte in casa col sugo di cipolle. Alcuni del nostro gruppo non resistono invece alle pizze, scegliendo, tra le oltre 40 varietà, la pizza dell’avvocato con mozzarella, certosa, fontina, gorgonzola e prosciutto cotto, e la focaccia col formaggio tipo Recco. Annaffiamo queste bontà con degli ottimi vini principalmente del territorio tra cui il Dolcetto e il Barbera, anche di Asti e di Alba oltre a dei vini trentini e friulani, e dei buoni bianchi della zona e non solo. Proseguiamo con una favolosa tagliata al Castelmagno, apprezzando l’eccellente qualità della carne di prima scelta, proveniente da una macelleria del territorio. Alcuni dei commensali prendono un abbondante fritto misto, mentre gli altri scelgono le frittelle di baccalà e il goulash con il cous cous.
Infine, non resistiamo certo alla tentazione degli sfiziosi dolci della casa e gustiamo le profumatissime castagne sciroppate con zabaione al Moscato, un leggerissimo e delicato carpaccio di ananas condito con lo sciroppo allo zenzero, oltre al tiramisù e una squisita e genuina meringata. Golosità che fanno sognare, e che ci faranno tornare qui presto, forse proprio nel momento in cui il Sole illuminerà le rose d’oro del castello. Francesca Bertha PER INFORMAZIONI: www.comune.lerma.al.it www.italiadilerma.com Ristorante Pizzeria Italia di Lerma Via Martiri della Benedicta, 4R Tel.: 0143/877110 www.facebook.com/italiadilerma