Per fare un viaggio nel tempo durante il quale la storia s’intrecci con una serie di eventi miracolosi, ma anche con i brividi del mistero, la meta ideale è Moncalieri, fondata come libero comune nel 1230 e oggi la seconda città più popolosa della provincia di Torino, dopo il capoluogo. Se fossimo arrivati qui nell’Alto Medioevo, avremmo respirato le autentiche atmosfere di una città dominata dai Templari ai quali nel 1196 passò il Monastero benedettino di Sant’Egidio, già rifugio dei superstiti delle battaglie a difesa di Testona, il cuore storico dell’abitato di Moncalieri. Ma non è meno movimentata e interessante nemmeno la storia moderna della città: presso il Castello Reale, magnifica residenza sabauda che domina l’abitato dall’alto, fu firmato nel 1849 il Proclama di Moncalieri, con cui il re faceva approvare il trattato di pace con l’Austria.
A pochi passi dall’imponente Castello ammiriamo un panorama mozzafiato sulle catene montuose delle Alpi innevate, e addentrandoci tra gli antichi palazzi raggiungiamo la suggestiva Piazza Maggiore, oggi dedicata a Vittorio Emanuele II. Oltre alle dimore nobili che si affacciano su questa storica piazza porticata su tre lati, ammiriamo la romano-gotica Collegiata Santa Maria della Scala costruita nel Trecento. Al fondo della stessa piazza visitiamo la Chiesa di San Francesco, fondata intorno al 1210 e ricostruita nel Settecento. Alcune persone del posto ci suggeriscono di visitare anche il Castello della Rotta, costruito nel IV secolo e ritenuto uno dei luoghi più infestati di spiriti d’Italia. In particolare si narra del fantasma di un cavaliere che vagherebbe per la Rocca in sella al suo cavallo e con una croce di ferro al collo.
Il fatto che durante degli scavi recenti fossero stati riesumati i resti proprio di un cavaliere come descritto nella leggenda, ha fatto sbattere i denti dalla paura a molti. Dopo questa escursione nel mistero, decidiamo di fermarci per cena presso il Ristorante Pizzeria Al Castello, situato di fronte al maniero sabaudo, in piazza Baden Baden. Anche il nome di questa piazza ci rivela una storia leggendaria: nel 1458 morì a Moncalieri Bernardo, principe tedesco e marchese di Baden, noto per essersi dedicato a portare pace nei luoghi di guerra. Durante i suoi funerali un malato riprese miracolosamente a deambulare. Successivamente anche sul suo sepolcro continuarono a verificarsi numerosi miracoli, grazie ai quali divenne beato e patrono della città.
Dopo questa lunga passeggiata nella storia, è davvero un piacere accomodarci a tavola nella sala, arredata con raffinata eleganza e fantasia del ristorante, dove scopriamo presto un’altra storia bellissima e stimolante: quella della titolare Nella, che gestisce il locale da una decina di anni insieme al marito Andrea, i figli Alberto e Mariacristina e con il bravissimo direttore di sala del locale, Sergio. “Vengo dall’Irpinia, da una famiglia povera, ma che mi ha dato quell’educazione e quei principi che mi hanno accompagnata per tutta la vita, consentendomi anche di trovare il coraggio tanti anni fa di lasciare il lavoro in fabbrica per intraprendere l’attività di ristoratrice.
Consapevoli dell’importanza di quel salto nell’ignoto, con mio marito ci siamo impegnati fino in fondo per imparare questo mestiere, e i risultati ci hanno sempre dato grandissime soddisfazioni”, ci racconta la signora Nella con un entusiasmo contagioso. Il segreto di tutto? Oltre all’impegno, la qualità. “Quando da piccola avevamo poco, mia madre ci ha insegnato di privilegiare sempre la qualità rispetto alla quantità. Compravamo poco prosciutto, ma il migliore. Sulla bontà delle materie prime sono, quindi intransigente: anche sulla pizza mettiamo il prosciutto migliore in assoluto”, ci racconta Nella. Alcuni di noi optano infatti per le croccanti pizze, la cui pasta viene lievitata a lungo, mentre il resto del gruppo sceglie il menù alla carta.
Gustiamo così una cena a base di prodotti stagionali e a chilometro zero, a cominciare dalla squisita degustazione di carne, chiamata giustamente Re Fassone che comprende la battuta, la carne all’albese e la salsiccia di Bra. Riscuote grande successo anche la degustazione di baccalà: mantecato, al carpaccio, in polpettoni, è una delizia in ogni forma. E’ un vero piacere ritrovare i sapori del territorio senza abbinamenti strani, gustare la tradizione che rivive e ringiovanisce. I pesci sono cucinati in modo semplice e pulito, ma ce n’è anche per i “carnivori”: eccoci servita la guancia brasata di fassone cotta a lungo a bassa temperatura, con una riduzione di Nebbiolo e la patata fondente. La nostra cena si conclude con quella che definire libidinosa è poco: si tratta della Coppa Cicciona, un dolce al cucchiaio con nutella, meringa e chantilly.
Ci congedano il saluto caloroso dei titolari e le luci del Castello avvolto nella notte: siamo certi di voler rivivere presto le belle emozioni di questa giornata. Francesca Bertha PER INFORMAZIONI: www.comune.moncalieri.to.it www.alcastellomoncalieri.com Ristorante Pizzeria Al Castello Piazza Baden Baden, 1 Moncalieri (TO) Tel.: 011/641203