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Il castello di Legnano con le bandiere del Palio
Diario di viaggio · Italia · Lombardia · 2013

Gita intorno al castello di Legnano, dove natura, tradizione e buona tavola s'incontrano

“Fra tutte le città della Lombardia è lodata come la rosa o il giglio fra i fiori, come il cedro nel Libano, come il leone fra i quadrupedi, come l’aquila fra gli uccelli, sì da apparire come il Sole tra i…

FRdiario di Francesca Bertha
Milano
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1 febbraio 2013 → 1 febbraio 2013
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1 febbraio 2013 → 1 febbraio 20131 giorni · viaggio del 2013
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“Fra tutte le città della Lombardia è lodata come la rosa o il giglio fra i fiori, come il cedro nel Libano, come il leone fra i quadrupedi, come l’aquila fra gli uccelli, sì da apparire come il Sole tra i corpi celesti”. Con queste parole piene di entusiasmo scriveva di Legnano il maggior poeta e scrittore lombardo del XIII secolo, Bonvesin de la Riva che visse qui fino al 1288. La meta della nostra giornata “appena fuori porta” è stata proprio questa grandiosa città della provincia di Milano, situata a circa venti chilometri dal capoluogo lombardo. Se nel XIII secolo Legnano era ammirata per la fertilità delle sue terre e per il conseguente benessere, oggi colpisce per la sua atmosfera tranquilla e molto vivibile.

Sin dal Settecento i contadini legnanesi integravano il loro lavoro nei campi con delle attività manufatturiere svolte in casa, trasformandosi in filatori e tessitori di cotone, di lana e di seta. Infatti, fu poi l’industria tessile a svilupparsi in modo particolare con il cotonificio fondato da Eugenio Cantoni. Successivamente anche l’industria meccanica divenne determinante, grazie soprattutto all’azienda Franco Tosi. Lo stile di vita che ruota intorno alla produttività, a Legnano convive serenamente con le più antiche tradizioni che affondano le loro radici nei leggendari avvenimenti della storia della città. Qui si svolse, nel 1176 la Battaglia di Legnano, nel corso della quale le truppe della Lega Lombarda, guidate dal mitico condottiero Alberto da Giussano, sconfissero l’imperatore Federico I il Barbarossa.

Perfino l’inno di Mameli ricorda questa storica battaglia: “Dall’Alpe a Sicilia, Dovunque è Legnano”, e questa è l’unica città, oltre a Roma, ad essere menzionata nell’inno. Alla fine di maggio di ogni anno i legnanesi rendono omaggio al ricordo della battaglia celebrando il Palio delle otto contrade storiche. La leggenda vuole che il Barbarossa fosse poi fuggito attraverso una galleria sotterranea che collegava San Giorgio su Legnano e il Castello. Tra le tappe della nostra passeggiata a Legnano, non manca certo il monumento di Alberto da Giussano, opera del 1900 dello scultore Enrico Butti, e nemmeno l’imponente Castello di Legnano, che sorge su un’isola del fiume Olona ed è stato ristrutturato e riaperto al pubblico nel 2005.

Accanto al Castello si trova lo stupendo Parco di Legnano, una vastissima area verde con numerose conifere, abitata da tanti scoiattolini e uccelli acquatici che ammiriamo nei laghetti e ruscelli, in cui vive una moltitudine di specie ittiche. Legnano possiede anche un importante patrimonio religioso: oltre alla Basilica di San Magno, la chiesa principale costruita a partire dal 1504, in città si trova circa una ventina di chiese. Tra queste visitiamo il Santuario della Madonna delle Grazie, costruito in seguito a un miracolo mariano che ridiede il dono della parola a due bambini sordomuti, e la chiesa del SS. Redentore, nella contrada di Legnarello. Dopo questi piacevolissimi giri nella storia legnanese, decidiamo di fermarci per cena presso il Ristorante La Gabinella, in via Saronnese, dotato di un comodo parcheggio.

L’ambiente elegante e giovane, oltre alla simpatia del personale, ci mette subito a nostro agio. Iniziamo con un aperitivo, scambiando quattro chiacchiere con il titolare Matteo, che gestisce il locale da un paio di mesi insieme al socio Bonny, i cuochi Mario e Carmelo e il pizzaiolo Alessandro, aiutati da uno staff multietnico. “Da noi le persone possono trovare ospitalità tutto il giorno, infatti, siamo aperti dalle 6 del mattino fino a tarda sera, offrendo un servizio a 360 gradi, dalla colazione fino al dopocena, con la possibilità di mangiare un panino o una piadina anche durante il pomeriggio. Inoltre, prepariamo tutto fresco, anche a pranzo”, ci spiega Matteo. L’ampissima sala del ristorante, oltre allo spazioso giardino estivo rendono il locale ideale per cerimonie e feste, ma anche per una serie di eventi, come ad esempio un concorso di karaoke o una sfilata di moda.

Iniziamo con un ricco antipasto, gustando sia specialità tipiche lombarde che dei piatti di pesce, tra cui l’antipasto “Granmare de La Gabinella”, la pepata di cozze e il trionfo di salumi con gnocco fritto e sottaceti. Continuiamo con lo “Scoglio de La Gabinella”, mentre alcuni del gruppo si dividono tra il risotto alla pescatora e le pappardelle al ragù di cinghiale. Tra i secondi piatti non resistiamo a una bella grigliata di pesce e agli scampi ai ferri, mentre i nostri amici “carnivori” gustano la Superimpannata, l’ossobuco alla milanese con polenta e la tagliata con rucola e grana. Infine, cediamo volentieri alle dolci tentazioni dei dessert fatti in casa, tra cui il tiramisù. Restiamo soddisfatti anche alla vista del conto: siamo riusciti a cenare con circa trenta euro a persona.

Dopo questa bella giornata possiamo riconoscere che Bonvesin de la Riva aveva ragione: Legnano è davvero una città che vale la pena visitare. Francesca Bertha PER INFORMAZIONI: www.legnano.org www.lagabinella.it Ristorante La Gabinella Via Saronnese, 15 Legnano (MI) Tel.: 0331/503431

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