Benvenuti nel regno della serenità. Dolci colline verdi tra cui si scorgono gli specchi d’acqua azzurri di due bei laghi, e dove lo sguardo si perde tra i filari dei vigneti in cui nascono alcuni dei vini trevigiani più pregiati. Passeggiate con le gambe leggere nell’aria fresca d’estate e mite d’inverno sui sentieri panoramici curati e facilmente percorribili sia a piedi che in mountain bike, alla scoperta di piccoli borghi che custodiscono preziose opere d’arte. Che da queste parti fosse bello vivere, l’aveva capito anche l’uomo preistorico, infatti, tra il Neolitico e l’età del bronzo sui vicini laghi formatisi durante la glaciazione di Wurm sorgeva un villaggio palafitticolo.
Ciò che quei primi abitanti del territorio non potevano immaginare era che millenni dopo Tarzo sarebbe addirittura diventato un luogo di meditazione e di ricreazione noto in tutto il mondo, grazie al Giardino Museo Bonsai della Serenità. Questo giardino particolare, creato dal celebre botanico Armando Dal Col è tra le nostre prime mete: ben 1000 metri quadri di meraviglie della natura, con numerose piante premiate a dei concorsi internazionali. Dopo il magico mondo dei piccoli alberi la nostra gita prosegue per le vie dell’arte. In centro ammiriamo la cinquecentesca chiesa Arcipretale che conserva altari e arredi recuperati dal distrutto convento di San Francesco di Conegliano, oltre a dei pregiati dipinti e affreschi.
In giro per il paese notiamo una bella fontana ottagonale recentemente ristrutturata, ma la storia dell’arte ci accompagna anche durante la visita alla quattrocentesca chiesa di Rive San Pietro, nonché nella scoperta di alcuni splendidi palazzi nobiliari, tra cui la Villa Lucis-Lucchese, del Settecento, oggi sede municipale. Dal centro ci spostiamo nella frazione Fratta, nei pressi del lago di Lago, dove nei tipici cortili interni dell’antico borgo si respirano ancora le atmosfere di secoli fa, che ritroviamo anche sui pregevoli affreschi del XIII secolo nella chiesa di San Martino. Da Fratta al borgo di Colmaggiore ci conduce la Via dei Murales, con affreschi di scene della vita quotidiana sulle pareti delle case.
A Colmaggiore ci fermiamo nell’area verde “Va dee femene”, una piacevole oasi per le famiglie, e da lì proseguiamo per il grazioso borgo di Nogarolo da cui partono diversi sentieri escursionistici. Dopo questo bel giro ci avviamo verso la nostra dimora per il weekend: una splendida villa veneta del Seicento in posizione panoramica, con una vista spettacolare sui colli circostanti. Qui ha sede, dal 1919, l’Albergo Ristorante Ai Pini. Ci sistemiamo in due delle otto camere sul piano nobile, tutte meravigliosamente ristrutturate e arredate con gusto semplice e con mobili d’epoca che testimoniano la storia dell’albergo. “Sono passati oltre novant’anni da quando Rico dei pini assieme a sua moglie Rina avviarono questo ristorante.
Dopo i nonni, proseguirono nell’attività il figlio Bruno e sua moglie Maria, e oggi siamo noi, la terza generazione a portare avanti con orgoglio il locale accogliendo i nostri ospiti in un vero clima famigliare, fatto di semplicità e ospitalità”, ci raccontano Susanna e Giovanni Della Pietà, gli attuali titolari, mentre iniziamo a dare un’occhiata al menù. I sapori tradizionali che andremo a gustare accompagneranno i ricordi di tempi lontani, che riemergono nei racconti dei titolari della struttura, cresciuta insieme al paese e diventata nel corso dei lunghi decenni una vera istituzione. “Qui sono state ospitate le truppe dirette in Russia durante la seconda guerra mondiale, ma da queste sale sono passati anche molti emigranti trevigiani che partirono con grandi speranze e tornarono sempre qui a raccontare le loro esperienze, più o meno fortunate”, ci spiegano.
Senz’altro chi è passato da qui, ha in ogni epoca avuto modo di gustare i piatti autentici del territorio, che ci sono tuttora e vengono preparati con l’utilizzo di ingredienti prodotti da aziende agricole delle immediate vicinanze, a chilometro zero. Iniziamo con la sopressa con polenta, e gustiamo anche diversi altri antipasti tra cui l’insalata di Morlacco e mele e la lonza di maiale in agrodolce. Continuiamo con gli gnocchi alla ricotta affumicata, la crema di pane e casatella trevigiana e con la classica, ma sempre ottima pasta e fagioli. Tra i secondi c’è chi sceglie il capriolo alla cacciatora e chi la spalla di vitello al forno, ma anche le grigliate di braciola di maiale, di vitello e di costata al manzo riscuotono grande successo.
Infine, gustiamo anche uno sfizioso piatto di formaggi della Marca Trevigiana, scambiando ancora quattro chiacchiere in allegria con il signor Giovanni. L’indomani facciamo colazione con le marmellate e con i dolci fatti in casa: tutte queste bontà, l’aria buona di Tarzo e la bellezza del suo paesaggio ci faranno tornare qui sicuramente per molti altri piacevoli weekend di vacanza. Testo: Francesca Bertha Consulenza e fotografie: Stefano Zanus PER INFORMAZIONI: www.comune.tarzo.tv.it www.armandodalcolseiwabonsaien.com www.albergoaipini.it Albergo Ristorante Ai Pini Vicolo dei pini, 6 Tarzo (TV) Tel.: 0438/586206