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Diario di viaggio · Italia · Piemonte · 2017

Convivio con Alfieri e i fantasmi in gonnella: una giornata ad Asti tra storia e buona tavola

“Via, via, vieni via con me”, canta Paolo Conte, e stavolta abbiamo preso alla lettera le parole della famosa canzone, venedo a visitare Asti, la città natale del grande cantautore. Conosciuta anticamente come…

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Milano
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14 ottobre 2017 → 14 ottobre 2017
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14 ottobre 2017 → 14 ottobre 20171 giorni · viaggio del 2017
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Francesca Bertha@Francesca Bertha · Milano
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“Via, via, vieni via con me”, canta Paolo Conte, e stavolta abbiamo preso alla lettera le parole della famosa canzone, venedo a visitare Asti, la città natale del grande cantautore. Conosciuta anticamente come la città delle cento torri, Asti, libero comune nel Medioevo, con diritto di battere moneta, fu da sempre un importante centro artistico, commerciale e anche bancario, grazie alle cosiddette casane, dei banchi che esercitavano attività di cambio valuta e di prestito su pegno. Famosa per i suoi vini, tra cui l’Asti spumante, la città è sede ogni anno di un importante concorso enologico, la Douja D’Or.

Ma anche la tradizione medievale trova spazio tra le più belle manifestazioni della città, grazie all’antichissimo Palio, che si svolge nel mese di settembre e che culmina con la coloratissima corsa dei cavalli in cui si contendono la vincita i ventuno partecipanti: quattordici dei borghi cittadini e sette delle pertinenze e dei comuni del contado. Iniziamo la nostra passeggiata in città dalla Cattedrale di Santa Maria Assunta, costruita in tipico mattone rosso in cotto su una precedente basilica, e che al suo interno conserva le opere di importanti pittori e scultori astigiani. Nella Collegiata di San Secondo invece, nel 1535 ci fu un miracolo eucaristico: allo spezzare dell’ostia consacrata durante la messa, sarebbero stillate delle gocce di sangue nel calice e sulla patena.

Girando per le caratteristiche vie di Asti, capita spesso di camminare col naso all’insù, ammirando qualcuna delle numerose e torri e casaforti antiche che a modo loro raccontano delle piccole e grandi storie. Un’incisione cinquecentesca rende la campana della Torre dell’Orologio, eretta a partire dalla fine del XII secolo, una sorta di “campana parlante”. Dice, infatti la scritta: “Un tempo scandivo le ore della giornata. A causa della guerra sono stata trasformata in macchina. Ora sono restituita al mio primitivo compito.” La Torre Comentina invece fu usata per diversi secoli come posto di comando durante la corsa dei cavalli del Palio. Asti ha dato i natali anche a uno dei più importanti intellettuali del Settecento: il poeta e drammaturgo Vittorio Alfieri, a cui oggi è dedicata una piazza della città. Ma a proposito di scrittori, era di Asti anche il poliedrico Giorgio Faletti.

Quando arriviamo al Palazzo Catena, importante edificio medievale della città, incontriamo una signora che ci racconta una storia misteriosa che ci ricorda le atmosfere dei libri di Faletti: in questo palazzo abiterebbe tuttora il fantasma di Iginia d’Asti, protagonista di una tragedia di Silvio Pellico. Se ciò fosse vero, Iginia sarebbe in buona compagnia, perché la leggenda vuole che in centro vaghi anche un altro spirito femminile, quello dell’irrequieta contessa Adelaide, discendente di Arduino d’Ivrea, re d’Italia nel decimo secolo. Se qui la storia si respira ad ogni angolo, questo vale anche per la zona in cui si trova il ristorante dove ci fermiamo per gustare le specialità del territorio: Il Convivio – Vini e Cucina, situato in via Giovan Battista Giuliani, nel cuore della città a due passi dalla Collegiata di San Secondo.

Il locale si trova in un palazzo d’epoca che si affaccia su una via caratteristica e l’atmosfera che si respira al suo interno è in piena sintonia con il contesto in cui si inserisce: le sale sono arredate in uno stile sobrio ed elegante, con grande cura dei particolari. Durante la ristrutturazione della storica location è stata posta la massima attenzione anche alle necessità dei diversamente abili, i quali possono infatti accedere al ristorante senza difficoltà. Mentre aspettiamo di assaggiare le prime specialità, il nostro sguardo spazia tra delle belle stampe d’epoca sulle pareti che rievocano momenti storici della città e della vita dei viticoltori, sottolineando il legame del ristorante con il territorio e con le sue tradizioni.

Legame che si percepisce molto chiaramente anche nella filosofia di cucina che contraddistingue il Convivio, proprietà del signor Danilo e del signor Giuliano, da sempre soci i quali lo gestiscono insieme dal 1986 e che ora ci accolgono con grande gentilezza svelandoci qualche particolare riguardante il ristorante. “Quando abbiamo aperto, il centro storico di Asti era un po’ trascurato, ma la nostra intenzione era quella di creare una “casa” che fosse parte integrante della storia astigiana, come lo è anche la nostra cucina. Il menù cambia tutti i giorni e si basa sempre su prodotti freschi, di stagione e rigorosamente provenienti dal territorio, se non a chilometro zero, sicuramente a chilometri pochi”, ci spiega il signor Danilo. Dopo gli squisiti antipasti gustiamo con piacere una saporita zuppa che non è solo una zuppa, ma un’autentica filosofia di vita.

“Per noi le minestre sono un vero elogio del vivere lento, capaci di valorizzare degli ingredienti semplici, così come il tempo necessario per cucinarli”, ci confida Danilo. Il suo pensiero è condiviso da molti affezionati ospiti che non rinunciano alle zuppe nemmeno durante la bella stagione. Bisogna dedicarsi del tempo, e pure molto, anche alla ricerca dei tartufi, altro cavallo di battaglia del ristorante. Il mitico tartufo bianco d’Alba è il re dei piatti autunnali che abbiamo il piacere di gustare: specialità del territorio a volte rivisitate con fantasia, ma sempre nel rispetto della tradizione.

Il tubero che Gioacchino Rossini definì “il Mozart dei funghi” ci allieta nella degustazione di piatti come i flan di verdure, l’uovo strapazzato o all’occhio di bue, la mitica carne cruda affettata e condita solo con olio extravergine di oliva e un pizzico di sale e pepe, ma resta protagonista anche quando passiamo ai deliziosi primi come i risotti o i tajarin. Annaffiamo queste bontà con gli ottimi vini della ricca cantina che offre oltre duecento etichette italiane accuratamente selezionate, con una particolare attenzione al Piemonte e all’Astigiano, terra di grande tradizione enologica in cui spicca l’eccellenza dell’Asti spumante.

Proseguiamo con degli squisiti secondi di carne, mentre la nostra amica si gode invece il menù vegetariano, sempre più popolare anche perché offre un’esperienza sensoriale tra le delizie degli orti astigiani con l’abbinamento dei buonissimi formaggi piemontesi che a fine cena assaggiamo anche noi. Le meraviglie dei caseifici piemontesi come il Castelmagno, il Bra duro o il Raschera di alpeggio saranno alcuni tra quei validissimi motivi, insieme agli sfiziosi dolci fatti in casa del Convivio, per i quali non esiteremo a tornare nella città di Alfieri appena possibile, sperando di poter magari assistere anche al prossimo Palio. Francesca Bertha PER INFORMAZIONI: www.comune.asti.it www.convivioasti.it Ristorante Il Convivio – Vini e Cucina Via Giovan Battista Giuliani, 4/6 Asti Tel.: 0141/594188

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