Giorno 124 marzo 2007
Milano mi fa sentire meridionale dentro - 2 parte
Sabato. Garibaldi fu ferito, fu ferito ad una gamba… Ristorante prenotato. Qualcosa abbiamo imparato dai nostri peregrinare da una città all’altra per fare l’amore. Organizzati è meglio. Si evita di perdere tempo, quella quarta dimensione preziosa che a noi serve per amarsi. Gironzolare a caso in una grande città alla ricerca di un locale carino e non carissimo non è semplice. LaMadama mi aveva consigliato il ristorante Al Garibaldi, Nath aveva prenotato e noi siamo arrivati puntuali. Ci siamo arrivati a piedi, passando per La Scala, sostando per apprezzare o disdegnare l’abbigliamento di chi si avvia al teatro. Abbiamo attraversando casualmente quel quartiere delizioso che è Brera, giungendo proprio dietro il teatro Smeraldo. Da bravi provinciali quali siamo, ci ha sorpreso dover suonare il campanello per entrare nel ristorante.
Un tipo ci ha aperto e condotto al tavolo passando l’office - mi sembra si chiami così - quell’ambiente demodè tra cucina e sala dove si tengono e si smistano i piatti. Ambiente carino, un po’ fuori moda, quasi decaduto ma non male. Menù interessante, ma meglio stare leggeri (ci siamo mangiati quasi tutta la pizza salata in un attacco di fame chimica post amore) per la salute e per il portafogli. Io vado per l’osso buco, voglio proprio vedere come lo cucinano qui in patria, mentre il mio Nath prende il coniglio non ricordo come. In conclusione piatti buoni, qualche difficoltà sul servizio ma in compenso nessuna complicanza nel giudicare troppo caro il conto. Ottanta euro per un antipasto, due secondi e due bicchieri di vino. Troppo. Una per tutte, coperto cinque euro. Un po’ troppo no? Sabato, una coperta per due.
Che bussola che sono! Non nel senso che non sono slanciatissima, no… e un po’ bussolotto lo sono. Bussola nel senso che ho un buon senso dell’orientamento, mentre Nath, no. Il primo passo fuori dal ristorante l’ha fatto nella direzione sbagliata. E un po’ l’ho preso in giro, ovvio no? Ma quando in via della Repubblica ha indicato la direzione di piazza duomo cercando la stazione, sono proprio scoppiata a ridere da meriodionaledentro. Condotto in albergo gli ho fatto pagare a caro prezzo questo servizio… Come? L’ho costretto a leggere, e a leggere, e a leggere, fino a quando i miei occhi facevano fatica a stare aperti …cosa avevate capito? Durante la notte, ci siamo resi conto che oltre a tutte queste splendide emozioni dell’innamoramento, oltre alla conoscenza di altre città ed altri loghi, stavamo dividendo anche una sola, unica piccola coperta da una piazza.
basilica di sant'ambrogio