Giorno 127 maggio 2007
Visita a Colorno, Fontanellato e Soragna
Siamo partiti di buon'ora da Verona per sfruttare al massimo quella che, nei nostri progetti, avrebbe dovuto essere una domenica satura di cultura. Gianni, Tina, anzi Agatina, Antonella e io Gianfranco, seguendo un programma stilato dall'organizzatore principe ( Gianni ) siamo partiti verso le 7 del mattino ancora assonnati ma con tanta voglia di scoprire le bellezze del territorio Parmense. La prima meta prevista è la reggia di Colorno monumentale edificio eretto intorno al XIII secolo a difesa dell'olrepo successivamente modificata ed arricchita sino a diventare nel 1815 con il Congresso di Vienna Palazzo "Imperiale" (cioè residenza eventuale dell'imperatore dei francesi), e assegnato alla moglie di Napoleone Maria Luigia d'Asburgo, Duchessa di Parma, Piacenza e Guastalla dal 1816 al 1847.
Prima di poter accedere alla reggia siamo entrati nell'immenso parco dove i reali amavano trascorrere le loro giornate con il proprio seguito di cortigiani. Con l'aiuto di vari enti stanno cercando di riportarlo all'antico splendore per poter fare immaginare all'ignaro turista quello che doveva essere nei bei tempi passati. A noi, sinceramente, ha colpito molto di più la vastità dell'ambiente che ora è molto ridotta rispetto al passato. Una volta entrati nella reggia con visita guidata ci preparavamo ad assistere ad una sfoggio di magnificenza con tanto di quadri, arazzi ,arredamenti d'epoca etc. Delusione! Niente di tutto questo ma solamente la guida che ci esortava ad immaginare con molto sforzo di fantasia quello che ci sarebbe dovuto essere nella varie stanze e che non c'era.
Solamente i pavimenti erano rimasti! Abbiamo appurato che almeno per questa volta i saccheggi non erano stati attuati da Napoleone ma, udite udite, dai Savoia boiardi d'italia. Usciti un pò delusi dalla reggia ci siamo rinfrancati al bar difronte con un panino al prosciuttto crudo prodotto principe, assieme al culatello, del luogo. Le ricerche in rete di Gianni su Fontanellato ci incuriosivano e rendevano inerminabili quei pochi chilometri che ci separavano dalla nostra prossima meta. Giunti a destinazione e controllato gli orari di apertura abbiamo optato per la pausa pranzo. Raggiunto il luogo dove avremmo duvuto pranzare, i gestori con dispiacere ci hanno gentilmente fatto notare che il luogo era tutto prenotato da una cerimonia nuziale.
Tornati sui nostri passi ci siamo incamminati verso il castello al centro del paese fiduciosi che un posto dove pranzare l'avremmo pur trovato! E così fu. La Locanda Grande, situata a pochi metri dall'entrata del maniero, ci parve di primo acchito il posto giusto dove sederci. Mai scelta fu più azzeccata! Da buoni turisti ci siamo affidati alle sapienti mani sel gestore, un simpatico ragazzo coadiuvato dai genitori, che ci ha consigliato come primo piatto delle lasagne oppure dei tortelli. Entrambi i piatti erano di ottima qualità ma il bello, anzi il buono, doveva ancora venire. Un trionfo di salumi accostati al re culatello, con pezzi di parmigiano, sapientemente scelto dal padre del gestore esperto in materia, innaffiati da un brioso vino bianco ci lasciavano senza parole. Le bocche infatti erano troppo piene per lasciar spazio a quet'ultime.
Dopo alcune doverose repliche di portate e sazi di tutto questo ben di Dio un caffè chiudeva questa parentesi culinaria alla Locanda Grande luogo che vi consiglio vivamente. Nel salutere i cordiali gestori ci veniva offerto pure un digestivo che cadeva all'uopo in quanto successivamente avremmo dovuto scarpinare parecchio. Ah tutto questo con meno di 20 euro a persona. Il biglietto d'entrata al castello prevedeva anche una guida che ci ha delucidato sui vari passaggi storici del sito. Finalmente la fantasia ha lasciato spazio alla realtà, infatti all'interno conserva l'appartamento nobiliare arredato con mobili e suppelettili del 1500, 1600 e 1700.
In una piccola saletta si trova una delle più splendide opere del manierismo italiano, dipinta dal Parmigianino nel 1524 con il mito di Diana e Atteone.Curiosa è la "Camera ottica" dalla quale, grazie ad un sistema di lenti e prismi, i castellani potevano osservare segretamente la vita della piazza. Il nostro viaggio prosegue per Soragna. Arrivati un pò provati alla rocca ci siamo affidati pure qui alla guida, molto cordiale, che ci ha aiutato a comprendere le varie vicissitudini del posto. Colpisce la varietà del contenuto delle stanze che spazia da tesori d'arte, clip pittorici, saloni magnificamente affrescati, salottini, arredi, gallerie di antenati, sale d'armi. Bello, veramente bello, tutto il contenuto della rocca.
L'esterno della rocca non dice granchè, sembra un grande palazzo vecchio! Stremati dalla fatica e confusi da tutte queste nozioni storiche volevamo tornare verso casa ma come potevamo lasciare questi posti saturi di storia senza perlomeno passare dai cosiddetti " luoghi Verdiani" ? Prossima tappa la casa natale di Giuseppe Verdi a Roncole Verdi. Siamo entrati quasi fuori tempo massimo in questo luogo che ha visto i natali di uno dei più famosi artisti italiani. Molto ben conservata la casetta e gentile la signora dell'ingesso che ci invita pure a visitare il piccolo cimitero ove giace anche un noto romanziere Giovannino Guareschi, quello di Don Camillo e Peppone per capirci. Attraverso alcune stradine di campagna, poco aiutati dal famigerato navugatore satellitare, ci siamo avviati verso casa la nostra bella Verona.
Alle 23 ci siamo salutati con i nostri compagni di viaggio Tina e Gianni ringraziandoli per la gradevolissima compagnia che ancora una volta ci hanno offerto. Gianfranco.
foto di gaaf69