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Un palazzo barocco, oggi sede del Bistrot Nuares
Diario di viaggio · Italia · Piemonte · 2010

Il baluardo dell'arte da gustare: Viaggio a Novara

Una città che porta nel suo nome il concetto di novità, e che ha sempre attratto grandi personaggi e artisti, alcuni dei quali divennero importanti proprio grazie alla loro opera compiuta in questo luogo:…

FRdiario di Francesca Bertha
Milano
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1 ottobre 2010 → 1 ottobre 2010
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Dove
NovaraItalia · Europa
Quando
1 ottobre 2010 → 1 ottobre 20101 giorni · viaggio del 2010
Chi
Francesca Bertha@Francesca Bertha · Milano
Il racconto
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Una città che porta nel suo nome il concetto di novità, e che ha sempre attratto grandi personaggi e artisti, alcuni dei quali divennero importanti proprio grazie alla loro opera compiuta in questo luogo: abbiamo scelto di passare una giornata di relax all’insegna della cultura, dell’arte e della buona tavola a Novara, ispirandoci anche proprio all’idea che arrivare in questa città potesse in qualche modo essere di buon auspicio, e portare delle piacevoli novità anche nella nostra vita. Un viaggio a Novara, se si parte dal Nord, è sorprendente anche perché la città è vicina a tutto: a Milano, all’aeroporto di Malpensa, al Lago Maggiore.

Una delle storie più belle riguardanti un personaggio arrivato qui molto prima di noi è quella del patrono, San Gaudenzio: nato nel 327 a Ivrea, da famiglia pagana, divenne il primo vescovo di Novara, dove da secoli lo ricorda la splendida Basilica di San Gaudenzio. Gaudenzio aveva cominciato ad avvicinarsi al cristianesimo ancora nella sua città natale, e il suo percorso spirituale fu completato prima a Vercelli, accanto a Eusebio, il primo vescovo piemontese, e dopo a Novara, dove compì una grandiosa attività di predicatore in un’epoca in cui il territorio era ancora in gran parte pagano, e perfino all’interno della Chiesa c’erano degli aspri conflitti religiosi. Proprio in seguito a questi ultimi, Costanzo II mandò Eusebio in esilio in Palestina, e poi in Egitto.

Gaudenzio lo raggiunse in quelle terre lontane, ma Eusebio gli disse di tornare a Novara, dove il sacerdote Lorenzo fu appena assassinato, e c’era bisogno di un bravo religioso come lui. Così Gaudenzio divenne sacrdote in Novara, sostenuto da un prezioso amico: il futuro Sant’Ambrogio di Milano. Ci è bastato fermarci alla prima tappa del nostro giro novarese, la Basilica, appunto, per renderci conto che qui ogni angolo potrebbe svelare un intero romanzo. A cominciare dall’altissima cupola che disegna lo skyline della città: è opera dello stesso Alessandro Antonelli che progettò la famosa Mole di Torino. Ma mentre i lavori della Mole furono terminati nel 1897, nove anni dopo la morte del grande architetto, la cupola della Basilica di San Gaudenzio è stata completata nel 1887, quando l’artista era ancora in vita.

Anche il campanile è un importante capolavoro, opera nientemeno che di Benedetto Alfieri, zio di Vittorio Alfieri, famoso drammaturgo e poeta settecentesco. Mentre percorriamo i baluardi, ovvero i bei vialoni alberati che oggi ricordano la posizione delle antiche mura romane, demolite agli inizi del Novecento per consentire l’espansione urbanistica, ci ricordiamo anche della ricca tradizione musicale di Novara, che diede i natali tra l’altro al direttore d’orchestra Guido Cantelli, allievo preferito di Arturo Toscanini, scomparso prematuramente in un incidente. Oggi la sua eredità musicale viene portata avanti anche da un festival a lui dedicato, curato dall’Associazione Amici della Musica Cocito, la stessa che organizza il suggestivo Festival Cusiano di Musica Antica sul Lago d’Orta, a circa 40 km da Novara.

Prima di approdare a tavola, pur con una discreta fame, dopo tanto girovagare, andiamo ancora a visitare l’Arengo del Broletto, l’antico centro della vita politica di Novara: un complesso architettonico costituito da quattro palazzi storici disposti a quadrilatero, tra cui il palazzo del Comune, risalente al XII secolo. Restiamo in centro anche per cena e scegliamo un ristorante dal nome novarese, che però offre anche molte specialità toscane: il Bistrot Nuares, in Corso Cavallotti. Gestito da una gentilissima coppia giovane, Gabriele e Francesca, questo ristorante si trova in un bellissimo palazzo barocco, in cui era situata la prima sede della Banca Popolare di Novara. Come antipasti prendiamo uno sformatino di verdure con fonduta al Castelmagno, e del prosciutto toscano DOP tagliato a coltello.

I nostri amici optano invece per i piatti di pesce fresco, che qui si trovano ogni venerdì e sabato, e scelgono una zuppetta di calamari su pane abbruscato, oltre al tortino di baccalà, patate e robiola. Facciamo seguire questi primi dagli gnocchi con tartufo nero estivo fresco, mentre gli altri del gruppo si dividono tra il risotto con gorgonzola e pere, con polvere di pistacchio, e gli spaghetti di pasta fresca allo scoglio. Trovandoci in un locale anche toscano, non potevamo certo rinunciare a una bella fiorentina di Chianina, ma sono rimasti altrettanto contenti i nostri amici ad aver scelto il filetto in crosta di pistacchio e il baccalà con crema di ceci e bagnetto piemontese.

Abbiamo accompagnato la nostra cena con dei vini che richiamavano i paesaggi mozzafiato delle colline toscane ma anche di quelle monferrine, e per non farci mancare nulla, abbiamo chiuso con lo zabaione con biscotti di Novara e con i cantucci e vin santo. Cosa chiedere di più a una giornata fuori porta? Semplicemente che si ripeta presto! Francesca Bertha PER INFORMAZIONI: www.comune.novara.it Bistrot Nuares Cucina tipica toscana e piemontese Corso Felice Cavallotti, 9/E Novara 0321/30285

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