Giorno 125 ottobre 2008
Sintra - Mafra - Sobreiro de Mafra - Ericeira
Ritirata l’auto presso la vicina Hertz, arriviamo fino a Praça do Comércio per prendere la N6 e la N247 verso Sintra, preferendo il lungo costa per incontrare l’oceano a Boca do Inferno, Cabo Raso e Cabo da Roca. La bocca non è proprio un inferno, ma lo spumeggiare dell’acqua attraverso il roccioso foro naturale offre una piacevole vista. Cabo da Roca è l’estremo punto ad ovest dell’Europa, a 140 metri sopra il livello dell’acqua, il luogo dove la terra finisce ed il mare comincia, come recita la frase del poeta Luis Vaz de Camões scritta sulla lastra di pietra ai piedi della stele eretta poco oltre l’antico faro. Sintra è uno storico paese appollaiato sulle colline dominate dal Castelo dos Mouros.
Subito incontriamo la Fonte Mouriscas, un merletto moresco che contrasta con le moderne sculture a lato della strada verso il centro, ove poi il saliscendi delle stradine ed i miradouro fanno cambiare continuamente le vedute della cittadina. Due enormi camini conici ci attirano verso il Palácio Nacional per poi visitarne i suoi interni ben conservati, con stanze ben arredate, terrazze, scale interne ed esterne, nicchie, azulejos mudéjar, fontanelle, la grande cucina con i suoi focolari, i pentoloni e le antiche attrezzature ancora al loro posto. Il Palacio da Pena è un eterogeneo complesso architettonico del 1840-50 ove si mescolano tutti gli stili, dando vita ad un fiabesco insieme con colorate torri merlate.
Riprendendo per la N9, arriviamo a Mafra, nota per il Palacio Nacional de Mafra, un possente convento barocco ove tutto è grande, la sua pianta quadrata con lati di 220 m , l’interno di 900 sale con 4500 fra porte e finestre, il tutto a costituire il palazzo reale con stanze arredate, sale da musica, da gioco, della caccia, la lunga biblioteca con 40.000 tra libri ed incunaboli di grande valore, la farmacia, un ospedale, il convento e la basilica con due torri campanarie dotate di ben 114 campane, la cupola rivestita di marmi bianchi e rosa, le statue in marmo di Carrara.
Decidiamo poi di ritornare verso l’Atlantico, ad Ericeira, preferendo la N116 per sostare a Sobreiro ed ammirare la riproduzione di un tipico borgo portoghese in miniatura, 2.500 mq ove si sviluppa la Aldeia típica de José Franco, conosciuta anche come Aldeia Saloia, ove lo scultore José Franco ha riprodotto tipiche case bianche con le attività di ieri, alcune delle quali funzionanti, come la panetteria con il forno a legna, la taverna con i vini locali, ecc. Nel tardo pomeriggio siamo ad Ericeira, un insieme di bianche case con le finestre contornate di azzurro, poi il sole che cala nell’oceano e l’illuminarsi della cittadina per la notte.
Rientriamo a Mafra per cenare al Paris, piccolo locale segnalatoci per la cordialità e simpatia del suo gestore e per i suoi piatti tipici a base di pesce, molluschi e buon vino, una buona scelta, sia per la confermata accoglienza del suo gestore e per quanto abbiamo speso, 31 Euro in due mangiando e bevendo senza restrizioni, assaporando anche una grappa prodotta da loro.
05.08 Sobreiro - Aldeia Saloia
Giorno 226 ottobre 2008
Malveira - Óbidos - Alcobaça - Nazaré - Aljubarrota
I mulini a vento erano oramai sul nostro tragitto e, presa la N8 e poi la A8 per arrivare ad Óbidos, li abbiamo incontrati, sparsi un po’ ovunque su cocuzzoli di dolci colline, ben conservati ma muti testimoni dell’attività di un tempo. Finalmente Óbidos, le cui mura di cinta ed il castello manifestano la loro imponente difesa di questo antico borgo adagiato su una conca dell’intorno collinare. A ridosso dell’antico acquedotto del XVI secolo parcheggiamo per poi proseguire, come d’obbligo, a piedi nella fortificata Óbidos attraversando Porta da Vila, con i suoi azulejos ad aggraziarne l’imponenza delle mura. Entrati, alla vista si presenta un inaspettato insieme di case bianche con vistose bordature colorate e tortuosi vicoli che ci trasportano in un ambiente di bianche pareti adornate di fiori, buganvillee, glicini, gerani, ove la tranquillità regna sovrana.
I turisti preferiscono la principale Rua Direita per i negozietti con souvenir, l’artigianato locale e non, i localini con le specialità del posto e l’immancabile Ginja, il tipico liquore a base di ciliegia, simile allo cherry. La Igreja de Santa Maria, la più bella chiesa di questo borgo, si trova verso la fine di Rua Direita e poco più avanti c’è il ben conservato castello del XIII secolo, con mura, torri e spalti merlati che ora fanno da cornice ad una elegante Pousada.
Riprendiamo la A8 verso Alcobaça per visitare l’imponente Mosteiro de Santa Maria de Alcobaça, il medievale monastero cistercense fondato nel 1153, più volte rimaneggiato, ove da non perdere sono la cappella principale, il deambulatorio con altre cappelle, le Tombe reali, il Pantheon reale, la cappella di San Bernardo, tutte finemente scolpite, poi la Sagrestia, la Stanza dei re, il Refettorio, la Cucina, la Sala Capitolare ed il chiostro del Silenzio, uno dei chiostri cistercensi più grandi d'Europa. Passiamo la sera a Nazarè… descrittoci come un antico paesino di pescatori ci ha deluso per il suo ambiente prettamente turistico. La notte l’abbiamo passata tra Alcobaça e Batalha, ad Aljubarrota, paese ove il Portogallo, nel 1385, salvò la sua indipendenza dagli spagnoli, usando anche la “padeira”, la pala da forno, per cacciare gli ultimi spagnoli nascostisi all’interno di un forno.
Da qui la Casa da Padeira (www.casadapadeira.com), al n. 19 della Estrada Nacional N8, una bella residenza ricavata da una storica e ben conservata villa con giardino, parcheggio, piscina, mini-golf, zona barbecue ed altro. All’interno troviamo bar, sala colazioni, sala TV , sala biliardo, un caminetto, ecc. ed al piano superiore spaziose camere con bagno, TV e telefono, il tutto in un ambiente elegantemente arredato, pulito e dall’atmosfera tranquilla ed accogliente, ove la signora Lina Pacheco fa sentire l’ospite a proprio agio, anche con il piacevole conversare mentre si assaporano le abbondanti ed ottime colazioni amorevolmente preparate da lei… il più bel incontro del nostro alloggiare nei dintorni di Lisbona.
08.01 Aljubarrota - Casa da Padeira
Giorno 327 ottobre 2008
Batalha - Fatima - Tomar- Lisbona
Percorrendo la N8 e la N1, arriviamo a Batalha per visitare lo storico Monastero eretto a ringraziamento per la vittoria portoghese nella battaglia di Aljubarrota. La maestosa struttura, costata due secoli di grandi lavori, è prevalentemente gotica e, oltre alla ricchezza ornamentale dell’insieme, presenta grandi vetrate policrome del 1430, le prime prodotte in Portogallo. La vicina Fatima la raggiungiamo percorrendo la panoramica N356, consentendoci di attraversare e conoscere l’ambiente di quest’area semimontagnosa. L’impatto con la cittadina di Fatima non è tra i più belli in quanto c’è un imperversare di negozi con souvenir a carattere religioso ed alberghi ove i nomi dei Santi costituiscono le loro insegne.
Arrivati nella grande e vuota piazza antistante il santuario incontriamo solo pochi fedeli ad ascoltare una delle perenni messe celebrate nella grotta a sinistra, qualcuno a percorrerne il suo intorno in ginocchio. L’insieme è un po’ freddo, ma, stranamente, una certa emozione pervade il nostro animo, anche se non siamo praticanti perché preferiamo l’aiutare al pregare. Visitato il santuario, nessuna emozione artistica, riprendiamo l’auto e, raggiungendo la IC9, andiamo a Tomar, centro storico dominato dal castello dei Templari o Convento do Cristo, grandiosa e ben conservata costruzione del XII secolo.
Patrimonio dell’UNESCO, è uno dei monumenti più importanti del Portogallo ed il suo meraviglioso ed imponente interno, tutto visitabile, ci mostra la chiesa poligonale con ricche sculture e pitture, i capitelli, le navate, le scale a chiocciola che portano ai piani superiori, fino ai tetti percorribili che consentono un a tu per tu con le decorazioni delle facciate, poi l’immenso dormitorio, il refettorio, la cucina, un tuffo nella storia dei monaci cavalieri, i Templari. Esaurito il nostro tempo a disposizione, rientriamo a Lisbona, consegniamo l’auto noleggiata, l’ultimo bacalhau in centro al ristorante Le Xope Xope, un po’ caretto ma è in pieno centro, in Rua dos Correeiros, pesce e molluschi… ma era il nostro saluto alla Lisbona notturna e l’indomani, il 28, bagagli, colazione, taxiii… aereo per Venezia e rientro a casa.
12.01 Lisbona - Arrivederci !!!