Giorno 127 novembre 2012
Fuori Madrid
Abbiamo ritirato la nostra macchinetta non lontanissimo dal nostro albergo e ci siamo diretti a sudest uscendo dalla città attraverso grandissime strade. Abbiamo attraversato la Mancha verso Tembleque, paese che ha conservato la tipica antica piazza-corte mancega,ma in realtà alla ricerca dei mulini a vento. Ne abbiamo visti alcuni,tutti rigorosamente chiusi e senza lo straccio di un cartello,nonostante il sito del turismo spagnolo desse indicazioni diverse. Nonostante questa delusione, è stata un'emozione per me, vedere la Cresta Manchega,ossia la cresta con i famosi mulini a vento a cui si rivolse idealmente Don Chisciotte, scambiandoli per giganti.I Mulini sono 12 e lo spettacolo è mozzafiato davvero:al loro confronto e certamente anche per la loro posizione, il vicino e grandioso castello medioevale impallidisce proprio.
Poi siamo risaliti verso nord da una diversa strada,per raggiungere Toledo,dove siamo arrivati all'ora di pranzo. Qui,come nelle future città che visiteremo e a differenza che a Madrid, la Cattedrale è meravigliosa. Toledo è stata la prima capitale del paese,fino a quando Filippo II ha deciso nel 1561 che le succedesse Madrid. Ma,per quanto si sappia che ha un ricco passato,in cui la cultura è stata favorita per secoli dalla tranquilla convivenza tra ebrei, arabi e cristiani..la mia sensazione permanente è che sia una città un po' finta, con restauri che sembrano aver ricostruito piuttosto che preservare. Ma a volte mi sembra che questo sia un po' lo stile di restauro spagnolo :ossia, se il Colosseo fosse stato a casa loro,lo avrebbero totalmente "ricomposto".
La Sinagoga è molto interessante e bella,mentre purtroppo è chiusa la Mezquita del Cristo de la Luz,una ex moschea che è descritta come bellissima. So che ci sono dei monasteri interessanti,ma un po' per il poco tempo,un po' perchè Toledo no ci ha catturato molto ed un po' perchè dobbiamo fare un altro centinaio di chilometri attraversando le montagne ad ovest di Madrid,per raggiungere Avila, andiamo via senza vederli.Il parcheggio di questa città troppo turistica costa parecchio. Tagliamo le montagne attraverso strade belle ma un po' lente e verso le 17.30 raggiungiamo senza difficoltà Avila. Parcheggiamo la nostra macchinetta con pochissimi soldi lungo le mura, attraversiamo una delle sue entrate e con 200 metri di camminata raggiungiamo il nostro economico, carino e centralissimo albergo: Puerta del Alcazar.
Il tempo di rinfrescarci e quando usciamo...nevica che Dio la manda ! Panico ! Non abbiamo noleggiato le catene, perchè le "nostre" previsioni non ne parlavano! D'altra parte,la città è a 1131 m.sul livello del mare,in piena Meseta spagnola e ci dicono che nevica spessissimo, ma che per questo motivo,sono velocissimi a pulire le strade e a tenere tutto sotto controllo. La città, con le sue mura spesse 3 metri (le più spesse al mondo), con le sue chiese e i suoi vicoli, è particoalrmente magica sotto la neve. La mattina dopo,fortunatamente,non nevica più ed è effettivamente tutta percorribile e pulita,così come le strade che ci porteranno a Segovia. Sia Avila che Segovia ci sono piaciute moltissimo,ma quella sensazione di restauro forzato a volte ritorna...ad esempio per le mura della prima e nel famosissimo acquedotto romano e nel castello nella seconda.
Comunque..tant'è! Prima di raggiungere l'aeroporto di Madrid,in cui dovete stare ben attenti al T in cui avete l'aereo (ce ne sono 4 ed alcuni ben staccati tra loro,raggiungibili con una navetta gratuita,ma che se avete poco tempo,vi butta letteralmente nel panico), siamo riusciti a concludere la nostra vacanza al Monastero di San Lorenzo a El Escorial. E' gratuito come molti monumenti spagnoli lo sono il mercoledì per i cittadini UE (se corredati di documento); è grandioso come un Palazzo Reale e non è da meno rispetto al Palazzo di Madrid. Emozionanti le sale che ospitano il riposo dei Re di Spagna e la Sala delle Battaglie,bellissima la Bioblioteca ed un capolavoro il Cristo di Benvenuto Cellini. Insomma, 5 giorni del tutto soddisfacenti e la Spagna ci entra sempre più nel cuore,del tutto simile a noi,ma molto molto più ordinata e civile. Hasta luego Espana!
San Loroenzo a El Escorial