Giorno 11 novembre 2009
La mattina dopo ci siamo alzati con l'intenzione di andare a visitare la Città della Scienza della Tecnica del famoso architetto Santiago Calatraga.Abbiamo fatto un'abbondante colazione e abbiamo raggiunta la Porta di Serranos,una delle 2 antiche porte della città,oltre la quale avremmo dovuto prendere un solo autobus.Intanto,la civilissima manifestazione della sera precedente,aveva lasciato un vero disastro per le strade e la puzza di urina era presente soprattutto nei tanti vicoletti del centro.E' vero che i netturbini erano già all'opera,ma ci hanno messo 2 giorni a far sparre anche gli odori e chissà quanti litri di acqua e detersivi..insomma,la civilissima Spagna,mi ha lasciato perplessa.Gli autobus mi sono sembrati un altro controsenso:da una parte,alla fermata risulta quanti minuti devi aspettare,dall'altra,quando sali,lo stesso autista fa i biglietti a chi non li ha,impiegando,ovv
iamente, un sacco di tempo. I biglietti della metro,non sono gli stessi dell'autobus: !!!!Arriviamo e scendiamo erroneamente un po' prima del necessario.Ma faccimo una bella passeggiata e un sacco di foto:il complesso è grandioso,una sintesi di acqua,trasparenze e aereodinamismo spettacolare.Abbiamo fatto un biglietto unico che comprendeva il Museo della Scienza, l'Hemisferic e l'Oceanografico,prenotando subito l'orario per lo spettacolo tridimensionale.Il museo della Scienza non ci è piaciuto molto,perchè ci è parso non per bambini e non per adulti,non so come spiegare...ma non per questo va tralasciato.Ad altri che ho sentito,è piaciuto molto.forse è che io ho in mente solo quello,insuperabile,di Parigi.L'Oceanografico è bello ed è più un parco acquatico che un semplice acquario,regge bene il confronto con altri che abbiamo visto.L'Hemisferic,con il suo spettacolo tridimensionale,a me è
piaciuto,ai miei un po' meno.Calatrava continua a costruire e poco prima del nostro arrivo era stato appena inaugurato un Palazzetto dello Sport,perfettamente "incastrato" nell'area e che in questi giorni ospitava gli internazionali di tennis.Gradevole anche una passeggiata sotto l'Umbracle,un viale di palme che si trova sotto una specie di serra completamente aperta. Abbiamo fatto un giro nel grande centro commerciale che si trova di fronte e poi ,stanchi morti,abbiamo ripreso l'autobus per la porta di Serranos,e quindi,abbiamo raggiunto a piedi il nostro ostello.Dopo esseci rinfrescati siamo usciti a cena.
La Lonja, particolare
Giorno 22 novembre 2009
Il Lunedì abbiamo bighellonato per il centro,abbiamo visitato il bellissimo Mercato Centrale,in perfetto stile Liberty e poi,approfittando del cldo e della bellissima giornata,abbiamo preso una metropolitana leggera che in una ventina di minuti,ci ha portato al mare,alla spiaggi della Malvarrosa.Sì,perchè,in effetti,Valencia non è una città sul mare,come Barcellona,pur non essendone staccata.Insomma,è un concetto diverso:dal centro antico,devi faticare per vederlo e per raggiungerlo.Siamo andati anche per mangiare la Paella,che abbiamo preso alla Pepica,buono ma non economico.Cioè,è proprio la Paella che è cara,in realtà un po' ovunque.Tornati in albergo verso le 4,i ragazzi sono andati al computer,che era sempre a disposizione,gratis,mio marito si è riposato ed io e mia madre siamo state in terrazza fino al tramonto,a goderci il panorama sui tetti della città.La sera,fuori a cena.
Oceanografìc
Giorno 33 novembre 2009
Martedì è l'ultimo giorno.Facciamo colazione,lasciamo i bagagli al deposito e andiamo in giro.Visitiamo negozi,chiese,saliamo sulla torre di SantaCatalina e su quella del Micalet o Miguelete,dove ci capita un'esperienza emozionante.E' quasi mezzogiorno e ci troviamo su proprio quando i campanari si lanciano in una "suonata"lunga più di 10 minuti e faticosissima,in cui fanno contorsioni,si incastrano tra loro ed è evidente che le corde fanno male.Sudano,sono emozionati loro stessi,sembrano onorati di fare quello che fanno,sono in 4,tra cui una donna ed uno di loro è evidentement il maestro.Le campane,che hanno tutte un nome di persona, sono tante e pesantissime e i campanari a volte si sdraiano addirittura per terra,per dare la forza giusta,facendo leva su tutto quello che possono. Poi finisce.
Noi (siamo in 6 o 7 fortunati) rimaniamo in uno stupito silenzio,io ho gli occhi lucidi,loro sono in un bagno di sudore. Ci riscuotiamo e facciamo gli ultimi pochi scalini,fino al tetto,dove sta il Micalet,la campana più maestosa e che stavolta non aveva suonato.Avrei voluto dire grazie,ma non ce l'ho fatta. Andiamo a riprenderci i bagagli e andiamo a mangiare a Piazza della Reina,alla paninoteca "Cervezeria y Montaditos",dove tutti i gustosi e piccoli panini costano un euro. Lentamente ci avviamo verso la metro e poi all'aereoporto.L'aereo parte in orario doo le 15.A Roma ci aspetta una temperatura più bassa di almeno 12 gradi,ma lo sapevamo ! Telefoniamo ai gestori del parcheggio,che in 10 minuti arrivano a prelevarci con la navetta,paghiamo e via verso casa. Insomma,Valencia è carina, il centro è pieno di chiese e di scorci particolari,e le strutture di Calatrava sono da non perdere.
2 giorni pieni e due mezze giornate,per noi,hanno rappresentato la durata perfetta,per visitare la città,qualche museo e monumento e per bighellonare tranquillamente,gustando una orchata o una cerveza.
Torre della Cattedrale,ovvero El Micalet