Petra - la meraviglia delle meraviglie

località: petra, wadi musa, amman, jerash, madaba, wadi rum
stato: giordania (jo)

Data inizio viaggio: venerdì 26 gennaio 2018
Data fine viaggio: martedì 1 gennaio 2019

petra è un sogno.
petra non è una (qualsiasi) delle meraviglie del mondo… è LA MERAVIGLIA delle MERAVIGLIE.
Da anni immaginavo un tour in Giordania, anche soltanto per raggiungere petra dall’aeroporto di amman , ed in 3 giorni essere già di ritorno in Sicilia, grazie al collegamento notturno Catania – Istanbul – amman con Turkish Airlines.
Quest’anno si è presentato povero di viaggi, a causa di problemi familiari, quindi quando una amica ci propone di raggiungere la Giordania dopo Natale comincio a pianificare un itinerario che permetta in pochi giorni di assaporare quanto di meglio questo Paese possa offrire. Scopro che il wadi rum è un deserto diverso dagli altri, e che una notte in tenda è un MUST, mentre una escursione diurna è necessaria per alimentare un minimo di adrenalina. Scopro che jerash e amman meritano una visita. Scopro che il Mar Nero ha tanto da offrire, e che una escursione che contempli il Monte Nebo e la Betania, oltre a qualche ora di svago sul mare… è cosa buona e giusta. Scopro che petra non è solo l’immagine che fa da sfondo al film di Indiana Jones, ma è molto di più… è una escursione di almeno 10 ore in una antica città nabatea. Sebbene non sia amante di immersioni, e Aqaba non sia propriamente la meta del viaggio, capisco che ritagliarsi qualche ora per tentare lo snorkeling nel Mar Rosso può essere una esperienza unica nella vita, per cui devo lasciare una mezza giornata libera per questa escursione nel caso le condizioni climatiche lo permettano. In totale, necessitano almeno 5 giorni , non contando il tempo per gli spostamenti, e la visita dei castelli nel deserto. Organizzo il tutto considerando giornate “piene”, da almeno 7 ore di escursioni giornaliere, con levatacce mattutine e giri fino alla chiusura dei siti; fatta eccezione per la prima giornata, che trascorreremo per lo più in auto con soste di massimo 1 ora e “tiratona” fino alle porte di petra, e la penultima, che ci vedrà impegnati nel rientro dal deserto del wadi rum verso il Mar Morto, nelle altre giornate limiteremo l’uso dell’auto e ci affideremo al nostro fisico da viaggiatori esperti.
A 2 mesi dalla partenza siamo già pronti, ma l’ennesima situazione negativa ci piove addosso quasi inaspettata; la gentil consorte deve subire intervento a fine novembre, e la vacanza quindi passa in secondo piano. Passano i giorni ed il recupero fisico è lento. Verifico quanto posso recuperare dalla cancellazione delle prenotazioni alberghiere, del volo, del noleggio auto, ma ahimè soltanto le tasse del volo aereo e qualche notte in hotel è “recuperabile”, per il resto son soldi persi; non contando i soldi già spesi per la nuova patente internazionale, per il rinnovo del passaporto della consorte e le solite cazzatelle tecnologiche acquistate ad hoc per permettere di salvare apparati fotografici e files dalle intemperie, acqua e sabbia comprese (sigh!!). Ovviamente prima la salute, dei soldi e delle meritate vacanze ce ne freghiamo ! Ma una volta che il peggio è passato, l’intervento è riuscito, e a 10 giorni dalla partenza riusciamo entrambi a reggerci su due gambe senza bastoni e oppioidi… il dilemma è : partire e rischiare di affaticarci troppo ? O non partire e piangerci su? L’ipotesi partire ha più punti a favore. Certo non è pensabile riuscire a superare oltre 10 ore di tour a petra, per vedere almeno l’indispensabile, ma … asini, carrozze, cammelli dromedari e cavalli non mancano all’ingresso del Sik, e al limite mi immolo da solo nella ascesa degli 800 gradini che portano al Monastero. Il 23 dicembre è l’ultimo utile per le cancellazioni gratuite degli hotel … la disperazione del viaggiatore è ai massimi livelli, si palesa la sindrome di wanderlust. La gentil consorte si sente in grado di partire !! Il viaggio subirà notevoli cambiamenti; alcune tappe salteranno, l’itinerario verrà modificato anche a scapito della logica degli spostamenti; preferiremo star più tempo in auto e visitare amman e madaba di giorno anziché vagabondare la notte di Capodanno alla ricerca del Natale tipico giordano….. preferiremo il tour in auto nel deserto del wadi rum alla più avventurosa cammellata; useremo l’hotel sul Mar Morto per mezza giornata di puro relax, in luogo di una lettura veloce della locale gazzetta dello sport galleggiando sull’acqua più salata del pianeta prima di dirigerci verso mete ignote ai più; cancelleremo l’escursione sul mar Rosso ad Aqaba.
In sintesi: gestiremo la vacanza da compassati ottantenni, studiando i comportamenti dei presunti parietà giordani per evitare ogni inutile fatica e goderci il viaggio solo per il fatto di essere in viaggio.
Tutto pronto per la partenza…. Si parte ! O forse no??? Ci si mette pure l’Etna a sbuffare e far tremare la Sicilia, oltre i miei genitori che non condividono la avventata partenza della nuora ancora convalescente… e del sottoscritto sprovveduto… Fino all’ultimo minuto il fato ci darà chiari segnali di contrarietà !
Il 26 Dicembre alle 6 di mattina si parte per l’aeroporto Fontanarossa di Catania, dopo aver accertato che il nostro aereo da Istanbul è già in volo , e che nessuna cancellazione di voli è stata ancora registrata . Nonostante le mille perizie siamo pronti alla partenza, ed alle 9 siamo davanti l’imbarco del primo volo, in tenuta da guerra: pantaloni con tasconi da viaggio, atti a contenere passaporti, patente internazionale , Jordan pass , preno hotel ed auto; due macchine fotografiche, 4 dispositivi tra smartphone e tablet, filtri per obiettivi (non sia mai la sabbia distrugga i miei sogni di immortalare petra o il wadi rum ogni 5 passi e da qualsiasi angolazione possibile… meglio portarsi anche i filtri di ricambio oltre i titolari designati….); caricabatterie da viaggio, prese e cavetti come se non ci fosse un domani (o l’intera nazione venga a trovarsi in un primordiale black-out), memorie digitali per oltre 100 gb, chiavette usb (per il back-up dati giornaliero), zaini capienti per contenere il tutto; inoltre, keyways (sperando non ci sia necessità di utilizzarli), frutta secca a volontà come ricostituente per le fatiche cui soltanto il sottoscritto si sottoporrà, kit da pronto soccorso (integrato per l’occasione di quanto possa essere utile alla gentil consorte in caso di “imprevisti”). Siamo decisamente pronti al piano di invasione del territorio giordano!!

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Finalmente si parte....

mercoledì 26 dicembre 2018

Partenza da Catania il 26/12 alle 9.20, in business class per gentile concessione della compagnia Turkish Airlines, atterraggio ad Istanbul alle 13.30 in perfetto orario (fuso orario di 2, spostiamo le lancette dell’orologio avanti); la coincidenza per amman ritarda di quasi 2 ore, per cui partiremo alle 23.05 atterrando in Giordania dopo mezzanotte (lancette indietro per una ora di fuso). In aeroporto non perdiamo tempo al cambio valuta e andiamo subito ai controlli doganali, che superiamo velocemente anche grazie al Jordan Pass acquistato on line (costo 75jd, include i 40 jd di visto ingresso oltre accesso a numerosissimi siti di interesse giordano); ritirati i bagagli dopo una attesa di 30 minuti ci spostiamo verso l’agenzia di noleggio auto della Thirfty dove ci affidano una utilitaria con cambio automatico. In 20 minuti in mezzo al nulla ed al buio assoluto raggiungiamo madaba e fatichiamo non poco per trovare l’hotel; la polizia locale si rende disponibile, e tra strette di mano e manovre improbabili, riusciamo da soli a trovare l’albergo proprio di fronte il posto di blocco!! L’aspetto esterno del Moab Hotel è terribile, ma confortati dalle recensioni su internet , dalla calorosa accoglienza del proprietario, e dalla splendida veduta di San Giorgio che si gode dalla nostra stanza, riusciamo a trascorrere una tranquilla nottata. L’auto la parcheggiamo in un’area poco distante, a pagamento, 1 jd al giorno.