USA 2009 - CANADA

località: niagara falls
regione: niagara
stato: canada (ca)

Data inizio viaggio: lunedì 11 maggio 2009
Data fine viaggio: mercoledì 13 maggio 2009

Fra i tanti viaggi che un camperista sogna, è quello di attraversare gli Stati Uniti da costa a costa, il Camper Club Italia, lo ha organizzato e noi abbiamo aderito. Era da tanto che ne parlavamo con amici, altri, con altre organizzazioni oppure da soli, c’erano stati, ma sempre in percorsi molto limitati: California, Nevada ed Utah, nessuno, che noi conoscessimo, aveva fatto il “coast to coast”. Visto il programma, abbiamo notato che era molto vasto, ma ristretto nel tempo, in poche parole: bisognava correre, però si poteva fare. Dopo due riunioni a Bologna, sede del club ed una a Bergamo, dove abbiamo avuto tutti i ragguagli ed i costi definitivi, si decide e si và. Il costo, tutto compreso (purtroppo non sarà così) è stato quantificato in € 12.500. Venti giorni prima della partenza ci sarebbe stato un conguaglio, a favore o a sfavore, sul valore dollaro/euro e questo poi non si è avverato, circa € 400 a favore. E’ stato deciso di fare un costo uguale per tutti per i camper anche se erano di diverse misure perché non tutti potevano avere quelli piccoli, pertanto si è estratto a sorte. Il massimo dei partecipanti doveva essere di 20 camper con due responsabili, si sarebbero fatti due gruppi, purtroppo uno dei due capi, per motivi di salute ha dovuto rinunciare, ci è stato chiesto se volevamo partire con un solo responsabile e tutti abbiamo accettato, però il costo del secondo personaggio era già stato conteggiato e non è stato rimborsato ai vari partecipanti. Molti hanno fatto richiesta di rimborso, ma non c’è stata risposta.
Per poter immettere più foto e rendere la lettura più veloce, ho voluto inserire questo viaggio diviso in stati, ad ogni gruppo oltre alle foto inerenti, ci sarà il diario dei giorni collegati a quello stato.



Condividi questo articolo se ti è piaciuto...

Da Harrisburg stato della Pennsylvania a Grand Island Stato di New York km. 480

lunedì 11 maggio 2009

Partenza ore 7, ci aspetta una giornata di trasferimento.
Non si fa l’autostrada, lunga e monotona, ma attraversiamo campi sterminati e con notevoli estensioni di foreste di quercia, hickory, acero castagno, frassino e faggio. Arriviamo sulla costa orientale del Lago Erie, là dove ha inizio il fiume Niagara che lo connette al Lago Ontario.
Nel tardo pomeriggio arriviamo al Niagara Falls KOA Kampground, dove sosteremo per due notti. E’ un bellissimo campeggio, pulito e ben ordinato, ampie piazzole con relativi allacciamenti.
Ormai esperti colleghiamo i vari tubi di carico e scarico senza problemi
Campeggio Niagara Falls Koa – N 43 01 55 W 78 58 20.

Campeggio Niagara Falls Koa – N 43 01 55 W 78 58 20.

martedì 12 maggio 2009

L’appuntamento odierno era previsto per le 9.00 presso l’ufficio del campeggio dove, un autista con guida parlante in italiano, sarebbe dovuto venirci a prenderci per iniziare il tour “Ultimate Niagara Falls Experience”. Purtroppo non e mai arrivato, dopo un’attesa vana di due ore e varie telefonate di Pierluigi, scopriamo che il bus era ad aspettarci al campeggio Koa ma a Niagara Falls in Canada, leggendo bene tra i documenti abbiamo scoperto che c’era una lettera della Hotelplan, l’agenzia che ha prenotato i vari tour e campeggi, che diceva chiaramente il luogo di ritrovo per la gita. Sfortunatamente PL ha prenotato il campeggio Niagara Falls Koa in America e non in Canada. In fretta e furia abbiamo mosso 6 camper, tra i quali il mio, e ci siamo recati al punto di incontro, al Koa in Canada, per fare questo ci siamo sorbiti il passaggio in dogana tra Usa e Canada, però è stato abbastanza veloce. Finalmente sistemati sul bus, l’interprete, una bella signora di discendenza italiana, ci comunica che non potremo effettuare tutto il tour prefissato per il ritardo accumulato, vedremo solo le mete più importanti.
Arrivati a Niagara Falls, il pullman parcheggia nelle vicinanze per parco della Regina Vittoria, con giardini curatissimi fino ad arrivare di fronte alle cascate. Il suono è come il tuono e la vista una dolcissima ispirazione. Le cascate del Niagara (Niagara Falls), a cavallo tra il Canada e gli USA, sono considerate per la loro vastità e la spettacolarità del loro scenario tra le più famose del mondo, anche se in realtà il loro salto è di solo 52 mt. Formate da un complesso di tre cascate distinte anche se originate dal medesimo fiume, il Niagara. Nel versante canadese si trovano le Horseshoe Falls (ferro di cavallo), chiamate così per la loro forma semicircolare, dette anche talvolta Canadian Falls, separate dalle American Falls, sul lato statunitense, dalla Goat Island (Isola delle capre). Ambedue finiscono sempre nel suolo statunitense con le più piccole Bridal Veil Falls (cascate a velo nuziale). Famosissime nel mondo per la loro bellezza e la loro produzione di energia. Grande notorietà fu data a questo luogo dal film “Niagara” girato nel 1953 con l’attrice protagonista Marilyn Monroe. Iniziamo il nostro giro presso il Visitor Centre di Table Rock proprio accanto alle cascate. Il rumore è fortissimo. Diamo una prima occhiata. Di fianco allo stabile troviamo l’ingresso per scendere sotto la cascata, Journey Behind the Falls. Ci consegnano una specie di plastica gialla che funzionerà da impermeabile e prendiamo l’ascensore che scenderà per 150 mt. nella roccia. Usciti dall’ascensore e percorso un tunnel ci troviamo su una piattaforma quasi a livello del fiume, ai piedi della cascata. Un altro tunnel percorre le cascate dal dietro interrotto ogni tanto da una serie di piccoli Scenic Tunnel, impressionanti punti di osservazione che permettono di vedere il muro dell’acqua che cade. La vista e l’attività fotografica è limitata da notevoli spruzzi d’acqua. Praticamente siamo dietro la cascata denominata Ferro di cavallo. Lo spettacolo è straordinario. Risaliamo e ci ritroviamo nel negozio di souvenir del complesso di Table Rock. Una volta usciti riprendiamo il nostro percorso. Indimenticabile è lo skyline osservato dal Queen Victoria Park che incontriamo costeggiando a piedi il fiume Niagara (il nome indiano significa strettoia). Nei pressi si trova anche la Skylon Tower, che visiteremo nel pomeriggio. A nord delle cascate ci imbarchiamo sul battello che porta proprio sotto il balzo del Maid of the Mist. Appena saliti a bordo ci assegnano da mettere addosso una specie di impermeabile di plastica (blu, questa volta) che dovrebbe proteggerci dagli spruzzi. Costeggiamo la cascata per uno spettacolare (per non dire intenso) incontro ravvicinato con l’acqua. Tanto vicino che è difficile tenere gli occhi aperti da quanta acqua abbiamo intorno. Sembra all’improvviso che il tempo diventi uggioso, come una giornata di temporale. In effetti, ci si ritrova nella nebbia e sotto la pioggia mentre, guardando indietro, si vede il sole riflettere sul fiume. Stranissima sensazione. Scendiamo sottocoperta per un momento. Sembra che sopra stia proprio piovendo a dirotto.
Sbarcati decidiamo si salire in ascensore i 158 mt. della Skylock Tower, alla cui sommità la visione spazia a 360° gradi sul panorama circostante. Si gode una fantastica vista del complesso della cascate che risulta grande e spettacolare. Davanti a noi il Rainbow Bridge cavalca le sponde del fiume. Dopo le fotografie di rito riscendiamo e spostiamo i camper dal campeggio Koa in un parcheggio vicino ad un ristorante adocchiato per la sera. Alcuni del gruppo preferiscono rientrare al campeggio in USA, due camper si staccano dalla compagnia e tornano al Koa americano. Prima di cenare si fa quattro passi nella città con i suoi magnifici alberghi e casinò contornati da parchi e giardini ben tenuti. Verso sera torniamo al ristorante visto in precedenza, principalmente si è mangiato pizza e bistecche, purtroppo la pizza non era buona ma la carne, a detta di chi la mangiata, era ottima, il conto è stato diviso equamente tra tutti, chi ha mangiato la pizza si è lamentato per aver pagato parte delle costate che costavano molto di più. Particolare di questo ristorante erano i servizi, con un singolare lavandino: unico per tanti rubinetti formato da un’unica lastra di vetro inclinata.
Comincia a far buio quando ritorniamo in cima alla Skylock Tower, si stanno accendendo le luci sulle cascate che rimarranno illuminate fino a mezzanotte. E’ un complesso di 21 fari allo xeno, ciascuno di 76 cm. di diametro. 18 sono situati presso la Torre e tre si trovano sotto il livello stradale nella gola di fronte alle American Falls. Ciascuno dei fari allo xeno ha una luminosità di 250 milioni di candlepower. Tutto intorno c’è lo splendore dell’acqua resa luminosa da tantissime e coloratissime luci. Lo spettacolo che ci viene offerto ed al quale assistiamo attoniti è unico: sembra la scena di un film. Uno sfavillio meraviglioso. La macchina fotografica sembra un mitra. Spara fotogrammi uno dopo l’altro all’infinito, purtroppo non ho con me il cavalletto, molte foto verranno mosse.
Leggendo il programma della visita giornaliera, constatiamo quello che non abbiamo potuto vedere: il Rainbow Bridge, da vicino, il ponte che unisce la sponda canadese a quella americana, la Whirpool Rapids, consistente in 4 Km. di onde alte dai 3 ai 5 mt, rendendo questo tratto di acque bianche famose per essere la più bella serie di onde stazionarie di tutto il Nord America, non derivanti da ostacoli o rocce sul fondo del fiume ma causate dalla pura forza (volume e velocità) in cui le acque sono in questo punto costrette attraverso il restringimento della gola, la Whirpool Aero Car, una specie di antica funivia che corre aerea sopra il fiume per un chilometro, permette ai visitatori di apprezzare l’improvviso cambiamento di direzione del fiume che, in questo modo, crea uno dei fenomeni naturali di volte spaventose chiamati mesmerizing (affascinanti), offrendo così la possibilità ai turisti di vedere da vicino il più grande e gigantesco vortice, la Butterfly Conservatory per ammirare la funzionante magica attrazione di oltre 2000 farfalle tropicali liberamente fluttuanti tra lussureggiante verde e fiori esotici in una foresta pluviale con percorsi del vento, con un laghetto e una cascata.
Rientriamo anche noi al campeggio.

Da Grand Island stato di New York a Ypsilanti stato del Michigan km. 445

mercoledì 13 maggio 2009

Partenza ore 7
Rifacciamo per la terza volta la dogana USA/Canada e prendiamo un’autostrada che costeggiando il confine ci riporterà negli Stati Uniti nel Michigan, bellissima strada e magnifico panorama.
Alla dogana per il rientro negli Stati uniti, il gruppo di testa si infila dietro ai camion e perderà molto tempo per le pratiche doganali per i mezzi che li precedono, la coda accortasi dell’errore si immette nella corsia giusta ed in poco tempo è negli USA, procediamo in direzione del campeggio e qui aspettiamo l’arrivo degli altri.
Campeggio Detroit Greenfield Koa N 42 11 48 W 83 33 45.

Conclusione

sabato 13 giugno 2009

Tanti sforzi e tanta fatica per questo viaggio che ci ha regalato emozioni difficili da descrivere. Ogni giorno è stato unico, imperdibile, straordinario, grazie anche all’impegno e la volontà di tutti i nostri compagni di avventura. Che cosa ricordiamo di più? Difficile dirlo. Ogni luogo, nel suo genere, è stato meraviglioso. Questo viaggio sarà memorabile. Il nostro pensiero va, nell’ordine, al fascino impetuoso delle cascate del Niagara; ai calanchi delle Badlands; alle facce dei Presidenti scolpiti nella montagna; alla magnifica Dewil Tower, all’emozionante Old Faithful e a tutto il Parco dell’Yellowstone (anche se non abbiamo visto l’orso Yoghi e Bubu), alla Monument Valley, ed ai suoi delicati archi e le sue guglie; alla luce filtrata attraverso l’Antelope Canyon; al mitico Lago Powell con la Glen Canyon Dam; al superbo, al grande, al bellissimo, al mozzafiato Grand Canyon; alle luci, ai suoni di Las Vegas; al caldissimo Badwater nella Death Valley; al vecchissimo e grossissimo General Sherman ed all’inaspettata nevicata al Sequoia National Park; al meraviglioso Golden Gate Bridge ed allo skyline di San Francisco visto dalla romantica Sausalito; ed infine, alla grandissima New York, ai suoi grattacieli, al Central Park, al ponte di Brooklyn, alla Statua della Libertà (vista da lontano). Ci sarebbero state tantissime altre cose da raccontare che non abbiamo inserito in questo testo. Altre che avremmo potuto dire ma che si trovano in tutte le guide turistiche. Altre ancora, come le sensazioni e le emozioni più intime….che non si potranno mai descrivere ma che rimarranno prigioniere per sempre in noi. Ora è proprio tutto finito. E’ tempo di ritornare a casa, rivedere gli amici, continuare la nostra vita di sempre, in attesa di un altro meraviglioso viaggio da gustare insieme.