Parchi ovest U.S.A

stato: stati uniti d'america (us)

Data inizio viaggio: mercoledì 7 settembre 2011
Data fine viaggio: martedì 18 ottobre 2011

Volo diretto Roma-Chicago e pernottamento in Motel vicino all'aeroporto. Con l'auto siamo andati verso ovest......nel percorso abbiamo soggiornato nei motel vicino ai parchi. Viaggio in solitaria.
Viaggio nei parchi americani

Premessa:
Visitare i Parchi dell'Ovest americano e alcuni monumenti Nazionali è stato come realizzare un sogno, la vacanza che tutti abbiamo sognato di fare una volta nella vita. Siccome, per noi, è la prima volta che visitiamo il continente nordamericano, dopo aver visitato il Canadà, siamo rimasti completamente affascinati dalla bellezza, dalla varietà, dalla grandiosità della Natura ancora incontaminata, spesso mescolata alla modernità più 'spinta' in una maniera che noi italiani non riusciamo a concepire facilmente, abituati come siamo ad un nostro piccolo mondo domato e plasmato ormai da secoli. Negli Stati Uniti, e in particolare nell'Ovest, l’idea di ambiente "a misura d'uomo" tende a svanire con il risultato di sentirsi piccoli, piccoli.
L'auto (o il camper) è sicuramente il mezzo migliore per scoprire gli Usa autentici, quelli dei film on the road, perché se si vuole scoprire l'essenza di un paese, non si possono visitare solo le grandi città (New York ecc...) ma è la provincia, i posti sperduti, i deserti e le praterie che trasmettono la vera natura degli States. Noi abbiamo noleggiato un'auto e siamo partiti verso l'ignoto, verso le meraviglie naturalistiche che questo paese può offrire e non abbiamo avuto alcuna paura di girare per le "routes" americane.
Gli Usa possiedono un numero spropositato di parchi naturali e aree protette, monumenti rocciosi, canyon, laghi, montagne... non basta una vita per vederli tutti, e luoghi come Yellowstone, il Grand Canyon, la Monument Valley, Mesa Verde, le Montagne Rocciose, ecc possiedono un fascino unico che dev'essere respirato e vissuto. Nessuna foto e video possono minimamente riprodurre il reale splendore impressionato nella nostra memoria e nei nostri occhi.
In generale si può' affermare che il costo della vita, fuori dalle grandi città, è inferiore al nostro in Italia. (a prescindere dal cambio favorevole)
Le bibite: mettono molto, molto ghiaccio in qualsiasi bevanda che non sia il “famoso” caffè lungooooooooooooooooooooo. Per gli americani è incomprensibile bere un bicchiere d'acqua o una bevanda senza ice cubes.
Km Percorsi: abbiamo guidato per 13.500 km circa.
Gli USA sono organizzatissimi e potete fidarvi molto della loro organizzazione. Sotto certi aspetti, per noi italiani “mediterranei”, possono anche sembrare un poco naif, esagerati e, se siamo rispettosi della loro cultura e delle loro regole, ci accorgiamo immediatamente che sono molto gentili, ospitali e sorridenti (gaudenti), altrimenti sanno essere molto duri.
È molto importante conoscere BENE l’inglese se si vuole partecipare a delle escursioni con i ranger altrimenti non si capisce niente di quello che dicono in americano e nemmeno perché tutti ridono alle loro battute che fanno spesso e volentieri...oppure non siamo nemmeno accettati al tour previsto (esempio scendere nel Grand Canyon a dorso di mulo fino ad arrivare al fiume Colorado e restarvi probabilmente due giorni).

Preparazione del viaggio
Abbiamo incominciato a organizzare il nostro viaggio negli Usa alla fine di giugno.
A noi interessava maggiormente la visita del parco di Yellowstone (che dista circa 2500 km da Los Angeles) perciò abbiamo deciso di rinunciare alla visita delle città e dei parchi della California.
In internet abbiamo letto che nel parco di Yellowstone (altezza media 2500 metri) è probabile che cada la neve e faccia molto freddo già alla fine di settembre, quindi abbiamo deciso di partire i primi di settembre e andare subito a vedere i parchi del Sud Dakota,Montana e Wyoming e, dopo scendere al sud per visitare i parchi del sud-ovest (Utah,Colorado,Arizona ecc). Per scrupolo abbiamo verificato, sempre in internet, la disponibilità degli hotel situati dentro i parchi e sempre li abbiamo trovati occupati: ergo impossibile prenotare in anticipo una camera.
Abbiamo letto i diari di coloro che sono andati in USA ed hanno visitato i parchi , ma per la quasi totalità erano diari di giovani e relativi ad un periodo di 15/20 giorni massimo, mentre non abbiamo trovato alcun diario di persone più grandi ( forse perché sono andati con le gite organizzate dai vari tour operator).
Sono stati giorni frenetici alla ricerca di possibili soluzioni per superare l’handicap del pernottamento negli hotel che si trovano dentro i parchi. La decisione è stata quella di partire con al seguito una piccola canadese così da poter dormire nei campeggi situati all’interno dei vari parchi.
Abbiamo controllato le nostre 2 (vecchie) piccole tende e le abbiamo trovate inutilizzabili. Modificata la scelta…..abbiamo anche una tenda grande, la apriamo..è tutto a posto questa va proprio bene. Proviamo a metterla nella valigia e…….scopriamo che non entra ed è anche troppo pesante!
Ripensiamo il tutto..no! abbiamo deciso di partire e partiremo con una nuova piccola canadese. Andiamo a comperarla e la prendiamo della misura che entra dentro la valigia, così potremo partire con un borsone a mano ciascuno ed una sola valigia grande.
Non ci resta che programmare il viaggio. Prima di decidere come, dove e quando prendere l’aereo verifichiamo in diversi siti di compagnie aeree i costi, la durata ed i pesi e le misure dei bagagli. E qui troviamo alcune difficoltà c’è la compagnia che per i bagagli a mano richiede certe specifiche misure e pesi, altre che non indicano le misure, altre ancora che non permettono di portare il bagaglio a mano a meno di una piccola borsa ecc ecc….una giungla! , forse sarebbe più semplice affidarsi ad un tour operator e fare scegliere a lui che ci dice come, e cosa si può portare; ma non è il nostro caso, il viaggio è il nostro e vogliamo prendere noi tutte le decisioni- giuste o sbagliate!
La nostra scelta è: compagnia aerea americana con volo diretto senza scali da Roma per Chicago.
E così il 4 agosto 2011 prenotiamo il volo Roma - Chicago a/r con partenza il 7 settembre e ritorno il 17 ottobre, il primo pernottamento del motel a Chicago per la sera del 7 settembre e gli ultimi due giorni (15 e 16/10/2011) di pernottamento nel centro di Chicago (in Adams str. -nel loop ), infine l’auto alla Hertz vicina all’aeroporto O’Hara di Chicago per il periodo 8 settembre - 15 Ottobre e con pagamento alla consegna dell’auto a Chicago.
Ora non ci resta che attendere il giorno della partenza!
Antero decide, visto che abbiamo comperato una nuova piccola canadese di diventare socio del club KOA (Kampgrounds of America), si iscrive, riceve la tessera ed ottiene la possibilità di avere uno sconto per la sosta nel campeggi.

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mercoledì 7 settembre 2011

Sempre leggendo in internet viene a conoscenza che è possibile acquistare delle carte telefoniche con pochissima spesa che permettono di parlare con telefoni fissi in Italia ad un costo irrisorio e per una durata di oltre 1000 minuti ( salvo diminuire velocemente se si chiamano cellulari). Effettua una prenotazione di una carta telefonica via internet e subito iniziamo con le difficoltà legate alla lingua. Infatti con una mail ci viene comunicato che riceveremo una telefonata dal loro centro per confermare il tutto. E così avviene, Antero è costretto a capire (!) e rispondere (!) in inglese alle domande che la signorina gli rivolge. Crede che tutto vada bene, anche perché riceve immediatamente una mail di conferma che contiene anche il pin da utilizzare quando saremo in Usa.
Tutto a posto? Nemmeno per idea! Arriva un’altra mail, dove ci chiedono di telefonare ad un numero italiano a Roma per darci ulteriori informazioni circa l’attivazione della carta telefonica.
Antero compone il numero e...un disco registrato in americano pone delle domande che non si riesce a capire. Siamo in difficoltà! non riusciamo a capire se la carta telefonica funzionerà oppure no. Cerchiamo qualcuno che capisca e parli bene l’inglese e troviamo fra i nostri conoscenti una persona che ha vissuto a lungo in Inghilterra e parla correttamente l’inglese.
Andiamo a trovarla ( si tratta di una gentilissima signora) la quale prova a fare il numero di Roma. Bene per ben quattro volte è costretta a chiudere il telefono perché non riesce a comprendere bene cosa dice il disco parlato in americano e non in inglese! Poi dopo vari tentativi entra in contatto con un operatore “ vivo” il quale parlando in inglese riferisce che la scheda telefonica è a posto e funzionante.( n.b. ci siamo preoccupati per niente perché il messaggio con il quale ci chiedevano di telefonare era stato inviato antecedentemente al messaggio di conferma della validità della carta telefonica ma a noi era pervenuto subito dopo.)
Tutto questo fa parte del frizione, dell’agitazione che ci prende quando dobbiamo pensare ad un lungo viaggio in posti che non conosciamo ed in particolar modo quando ( come sempre) SIAMO SOLI.
Passano i giorni e ripensando al viaggio che faremo, ci viene in mente (lo avevamo dimenticato!!!!!) che, se vogliamo dormire nella tenda , nei campeggi dobbiamo avere anche 2 sacchi a pelo e due materassini gonfiabili...fuggiamo ed andiamo ad acquistare quello che ci manca:1 sacco a pelo.
Riprendiamo la valigia grande, ci mettiamo dentro i due sacchi a pelo, la tenda e……..scopriamo che non ci sta altro se non le scarpe da trekking che dobbiamo portare per fare le escursioni nei parchi, e non vogliamo portare con noi 2 valigie grandi!
Cambio. Partiremo senza tenda ci sistemeremo come e dove possibile. Di nuovo in internet alla ricerca di motel nei pressi dei parchi e prendiamo nota che quelli dove c’è la disponibilità di camere si trovano tutti a circa 30-50-80 chilometri dai vari parchi.
Bene la nostra ultima decisione è: fissare tre notti nel campeggio vicino al parco di Yellowstone ( 50 km!) prendendo un bungalow per la notte così siamo sicuri che potremo visitare il parco con tutto il tempo che vogliamo. Così facciamo ma ci attende un’altra sorpresa: nella lettera di conferma della prenotazione ci viene spiegato che in tutti i campeggi americani non viene data la biancheria ( lenzuola, guanciali e coperta) ma in compenso, in tutti c’è il riscaldamento.
Non importa, appena arrivati in America ci attrezzeremo comprando quello che ci manca.
Nel frattempo nostro figlio ci regala uno smartphone e lo prepara in modo tale che, prendendo Wi-Fi in Usa possiamo telefonare con internet.( Si rivelerà una grande cosa, abbiamo telefonato a tutti i parenti, amici e conoscenti, spendendo pochissimi euro!)
Finalmente arriva il giorno della partenza, ci accompagna all’aeroporto nostro figlio, il tempo per il check in e siamo pronti per partire. Il volo parte in orario, atterrando a Chicago lo stesso giorno alle ore 15,30.
Durata del viaggio: 42 giorni (7 settembre - 18 ottobre 2011).
Stati che abbiamo attraversato : 14
Illinois, Wisconsin, Minnesota, South Dakota, Wyoming, Montana, Idaho, Utah, Colorado, Arizona, New Mexico, Texas, Oklahoma, Missouri .
Inoltre abbiamo visitato tantissimi parchi statali e monumenti nazionali.

mercoledì 7 settembre 2011

Parchi e siti visitati:

Illinois
Visita della città di Chicago.

South Dakota:
(Parchi Nazionali) Badlands e Wind Cave ,
(Siti Storici Nazionali) Minuteman Missile,
(Monumenti commemorativi) Monte Rushmore e Crazy Horse, (Montagne Rocciose) Black Hills, , Belle Fourche ( centro geografico nazionale).

Wyoming e Montana:
(Parchi Nazionali) Yellowstone e Grand Teton,
(Monumenti Nazionali) Devils Tower,
(Aree Nazionali) Bighorn Canyon e la Chief Joseph scenic byway.

Utah:
(parchi Nazionali) Zion canyon, Bryce Canyon, Capitol Reef, Arches, Canyonlands
(Monumenti Nazionali) Cedar Breaks, Grand Staircasse Escalante, Needles Park, Hovenweep, Natural Bridges
(Aree nazionali e Parchi Statali ) Anasazi park, Devils Canyon, Dead Horse Point, Kolob Canyon, Snow Canyon.

Colorado :
(Parchi Nazionali) Mesa Verde
(Monumenti Nazionali) Dolores, Yucca House
(Siti storici) Fuor corners.

Arizona:
(Parchi Nazionali) Grand Canyon, Petrified Forest, Monument Valley Navajo Tribal Park
(Monumenti Nazionali) Canyon de Chelly, Montezuma Castle, Walnut Canyon, Navajo, Meteor Crater.
(Parchi Statali) Slide Rock state park Sedona
la scenic byway di Sedona e la famosa Route 66 fino a Chicago.

New Mexico:
(Parco Storico) Pecos
(Monumenti Nazionali) Petroglyph Circle, Santa Fe, El Malpais, Acoma Pueblo
(Sentieri storici) El Camino Real, Santa Fè , Pecos, Los Angeles NM e Ruote 66.

Oklahoma:
(siti storici Nazionali) Forte Reno a El Reno
(Monumenti commemorativi) Oklahoma city



Mercoledì 7 settembre
Partiamo!
Alle 6, dopo aver salutato i figli, i nipoti, il cane e il gatto, con la macchina ci dirigiamo verso l’aeroporto di Roma. Troviamo confusione nel raccordo anulare ma siamo partiti con comodo ed arriviamo al terminale 5 in orario per fare il check in, tutto veloce e senza disguidi e siamo già in attesa di imbarcarci.
Mentre attendiamo facciamo il controllo di tutti i documenti, biglietto aereo compreso riscontrando che non abbiamo ricevuto il biglietto relativo al ritorno. Minuti di panico poi approfittando della cortesia di un giovane Italiano che deve andare a Chicago per lavoro, tiriamo un grosso respiro di sollievo. Ci dice che è tutto memorizzato nel computer della compagnia aerea e non c’è bisogno di avere il cartaceo.( Io e Mary ci guardiamo...che figura!!!! Sono passati 3 anni dal nostro ultimo viaggio in aereo e le cose nel frattempo sono cambiate e noi non siamo aggiornati).
Ore 10,30 ci imbarchiamo, ore 11,15 in perfetto orario l’aereo decolla e lascia il suolo Italiano. Dall’oblò possiamo vedere l’Isola d’Elba, la Sardegna, poi la terra scompare, siamo sopra l’oceano.
Il viaggio si svolge tranquillo, le ore di volo sono tante (10,45) e cerchiamo di appisolarci tra un pasto e l’altro. Il servizio a bordo è continuo ed abbondante facciamo, colazione, pranzo, merenda e cena. Arriviamo puntuali all’aeroporto O'Hara di Chicago che sono le 15,30 locali, mentre siamo in fila per i controlli proviamo a telefonare e inviare messaggi ma non prendiamo la linea, vediamo dei cartelli che avvisano che non c’è copertura di rete, rimandiamo a domani anche perché in Italia sono le 22,30.
Mentre gli americani, che sono sbarcati assieme a noi effettuano velocemente i controlli a tutti gli altri, noi compresi, ci fanno fare una lunga mostruosa fila di attesa, poi ci fanno fotografie, prendono le impronte delle dita, controllano i documenti ecc; solo dopo quattro ore riusciamo ad uscire dall’aeroporto e sono le 19,30.
Il primo impatto in America è negativo! ma non è il solo: infatti quando prendiamo il tassì e consegniamo un biglietto con su scritto il nome dell’hotel, la via,ecc ecc il tassista, afro-americano, fa’ un sacco di eccezioni, dice di non conoscere la zona, tergiversa, ci fa arrabbiare fino a farci dire che, avendo il navigatore, basta che inserisca l’indirizzo dell’hotel ! Così fa’ e così riusciamo ad arrivare per cena al nostro Hotel.
Siamo stanchi, dopo aver lasciato le valigie in camera, andiamo in un vicino Burger restaurant, consumiamo un pasto veloce e poi andiamo a dormire.

mercoledì 7 settembre 2011

................................il diario continua fino al 18 ottobre 2011.

Completo di foto etcc è possibile leggerlo qui:

http://www.conilcamper.it/sito/diario_usa.html

giovedì 8 settembre 2011

Giovedì 8 settembre
Alle 4 ci svegliamo per telefonare in Italia; nell’hotel c’è wi-fi free, ci colleghiamo ad internet e parliamo con i figli.( Il nuovo smartphone si è subito dimostrato utilissimo!)
Facciamo colazione e chiamiamo un tassì che ci conduce alla Hertz autonoleggi vicino all’aeroporto.
E’ presto abbiamo fissato l’auto per le 12 ma sono appena le 10,30. Chiediamo allo sportello se è possibile anticipare, ci dicono di si, sbrighiamo alcune formalità, confermiamo il pieno di benzina per chilometri illimitati, aggiungiamo al contratto un’assicurazione per ulteriori danni alla vettura e...ci consegnano l’auto.
Sono le 11, un impiegato che parla anche un po’ di italiano ci consegna una macchina nuova (il contachilometri segna 10.700 miglia); si tratta di una Chevrolet mod. Impala, 3500 di cilindrata e ci ricorda di non usare mai il piede sinistro altrimenti pigiamo il freno e corriamo il rischio di inchiodare.
Partiamo lentamente e con una certa preoccupazione, raggiungiamo il casello di uscita che è regolarmente sbarrato; un altro impiegato della Hertz ci chiede il passi, lo controlla elettronicamente e la sbarra si alza. Ecco, ora siamo fuori ci stiamo immettendo nella strada ( anche questa sembra un’autostrada essendo a 4 corsie) che ci conduce velocemente all’ingresso dell’autostrada 90, quella che conduce fino a Rapid City.
Che confusione, macchine che ci superano da destra e da sinistra, tutte vanno molto veloci mentre noi non superiamo le 45 miglia. Arrivati al primo casello dobbiamo pagare, (sappiamo di avere il Telepass che ci consente di passare velocemente ma non vogliamo utilizzarlo, dato il costo abbastanza sostenuto in caso di utilizzo) quindi prepariamo le monetine esatte, ma c’è anche il casellante che riscuote...tutto diventa più facile. Per uscire da Chicago paghiamo ancora altre 3 volte (1 $ alla volta !!) poi niente più, intanto il traffico è diventato ancora più caotico, Antero decide di uscire dall’autostrada per ...riprendere fiato e pieno possesso del concetto che guidare una macchina automatica è diverso da guidare una vettura con il cambio manuale.
Non appena si presenta uno svincolo sulla destra Antero fa per uscire dall’autostrada. E qui succede quello che non volevamo succedesse. Poiché lo svincolo è in salita, Antero cerca di scalare la marcia e utilizza il piede sinistro per “schiacciare la frizione” invece….si blocca l’auto in modo repentino! Le macchine che sono dietro sono costrette a frenare, fino a far fumare le gomme, tanto erano veloci.
Che fortuna ! 2 macchine si fermano a meno di 5 centimetri da noi, senza toccarci, le altre sono riuscite a scansarci. Ci becchiamo un po’ d’insulti, chiediamo venia, poi, lentamente, molto lentamente, con il piede sinistro lontano dalla pedaliera ed il braccio destro che non tocca il cambio ripartiamo. Mary da ora in poi deve controllare che Antero non metta assolutamente la mano sopra il cambio!
Ora che anche il traffico è molto diminuito abbiamo il tempo di goderci lo spettacolo circostante, breve sosta per pausa pranzo, superiamo la città di Madison, poi nella zona turistico-balneare del lago Delton , anche se ancora è giorno decidiamo di fermarci per rilassarci un pochette, poi cerchiamo nelle vicinanze un motel e lo troviamo a Willis-Dells.
Sistemate le valigie in camera ( questa operazione “ stressante” la ripeteremo per i prossimi 40 giorni), avendo visto che nel motel c’è la piscina e la spa, decidiamo di andare a fare un lunga e rigenerante pausa nelle calde acque della spa che con le sue bollicine ci tonifica il corpo. E così facciamo ora di cena.

venerdì 9 settembre 2011

Venerdì 9 settembre
Alle 8 sveglia, telefonate ai figli (grazie wi.fi !), una buona colazione e un caffè lunghissimo che ci fa rimpiangere i nostri caffè, forti, pastosi, bassi...eccitanti.
Riprendiamo l’autostrada, facciamo sosta per uno spuntino e con il solito caffè, acquistiamo viveri per il pranzo che consumiamo in una area picnic , in mezzo al verde; ci sono molti tavoli da picnic e dei bagni superpuliti. Proseguiamo, la strada è monotona, poco traffico e davanti a noi campi sterminati coltivati a granturco.
Ogni tanto vediamo grandi fattorie con grandissimi silos e annessi per il bestiame e tutto è pulito ed ordinato. Raggiungiamo la cittadina di Mittchell dove troviamo un motel che sembra uscito da un film, è decorato con teschi di buoi e corna di cervo ed ha una grandissima piscina sul davanti,incominciamo a vedere cose che ci ricordano che il west si sta avvicinando.
Sabato 10 settembre

Non riusciamo a prendere la linea AT&T quindi non ci resta che provare con la famosa scheda americana. E’ una procedura lunga il numero da comporre è molto lungo poi si deve aggiungere il codice pin, infine il numero di telefono italiano da chiamare con lo 039 davanti, ma ci riusciamo utilizzando il telefono che abbiamo in camera. Che bellezza abbiamo 1111 minuti da consumare e via a telefonare ad amici e parenti. Partiamo e la prima sosta è in un grosso centro commerciale Val-Mart ( ipermercato grandissimo che troveremo anche nei più piccoli paesi) e comperiamo il necessario per poter trascorrere 3 giorni nel campeggio Koa a West Yellowstone e cioè un caldo piumino, un guanciale, una scatola termica per cibi e….un pitale. si, proprio un pitale !, per la notte. Non sappiamo come siamo sistemati nel campeggio...e se fossimo molto distanti dai bagni? meglio non rischiare.
Naturalmente abbiamo già cambiato il nostro modo di mangiare. Abbiamo abbandonato il tipico menù americano ( i dolci sono tutti con la glassa, ricoperti con vaniglia o altro e molto, molto dolci, poi il pane a noi piace il pane con la crosta croccante e qui in America esiste solo pane molliccio, morbido buono solo per fare i famosi panini MacDonalds, le salse sono inserite in tutti i cibi che sono sì gustosi, ma altamente calorici, la pasta è sempre una specie di colla, la carne è superspeziata e le quantità sono sempre da giganti….poi a completare l’opera la televisione fa vedere come i ristoranti preparano il cibo e come i clienti se li gustano aprendo la bocca a mo’ di forno, poi, cosa ancora più importante, abbiamo visto tantissimi americani obesi, non grassi, ma obesi-grossissimi- tanto che ci siamo impauriti e fra noi abbiamo detto: modifichiamo subito il nostro modo di mangiare. La mattina facciamo colazione con i corn flakes nel latte freddo, freddo ( il latte,già freddo, si trova in termos immersi in una ciotola di ghiaccio), meno di mezzo bicchiere di caffè lungo lungo, una banana o altra frutta e via; per il pranzo facciamo scorta di frutta di vario tipo, cracker, formaggini e yogurt ; talvolta prendiamo fette di prosciutto o altro con del pan carré. Per la cena ci procuriamo cosce di pollo fritte, pollo arrosto, affettati vari e formaggi, bistecchine di bisonte con purea ed altre amenità pronte da cuocere in pochissimi minuti al microonde; e poi asparagi, fagioli, piselli, e altri tipi di verdure in scatola, compriamo in gran quantità l’insalata, le carote, i pomodori, carciofi e altre verdure già pronte.
Ecco questa è stata la nostra alimentazione per tutto il periodo salvo qualche volta mangiare al ristorante messicano, cinese e ....americano.
Oggi vogliamo andare a visitare il famoso National Park delle Badlands percorriamo sempre la interstate 90 e prendiamo l’uscita 131, facciamo 5 chilometri ed ecco davanti a noi l'ingresso nord-est del Parco.

Al ranger di guardia ( anzi è una grossa ranger ) chiediamo un pass valido per 1 anno che ci consente di entrare in tutti i parchi e monumenti nazionali Usa al costo di $ 80.
Entriamo e subito notiamo che il parco intero é un’area geologica di incredibile fascino, costituita da calanchi, pinnacoli, guglie d’arenaria stratificata, con differenti colorazioni, in un percorso labirintico di estrema bellezza, un vero caleidoscopio di colori strani e luccicanti delle formazioni la cui spettacolarità è data dalla continua erosione del terreno che continua a scolpire la “butte" ancora oggi. ( Butte = "piccola collina" isolata, dai lati fortemente inclinati e dalla cima piatta), tanto che un giorno - nel futuro - le Badlands saranno completamente erose.
Percorriamo lentamente la Loop Road e facciamo sosta ogni qual volta che troviamo un trial ( percorso o sentiero) il quale ci permette di avvicinarci a piedi ai pinnacoli ed ai calanchi.
Lungo il percorso notiamo tante macchine ferme lungo il ciglio della strada: siamo nella zona di Robert Prairie dog town ,dove troviamo la più grande comunità di cani della prateria (Prairie Dog) delle Badlands.
Continuando nel percorso e arriviamo nella riserva indiana di Pine Ridge dove si trova il White River Visitor Center con ranger della comunità tribale Oglala Sioux. Al Ben Reifel Visitor Center – aperto tutto l’anno e sede centrale del parco abbiamo assistito ad un filmato molto interessante. Ci dirigiamo verso Wall e troviamo il Cedar Pass Lodge con un accampamento di tende indiane ( tepee).
Ritorniamo nella I90 e poi andiamo a visitare il “Missili Minuteman National Historical Site” dove vediamo gli aerei, i missili e tutta la tecnologia americana per lo spazio.
Si sta facendo tardi andiamo a Wall, piccolo paesino particolarmente conosciuto per il suo Drug Store, che è diventato una attrazione turistica.
Nella città vecchia sono stati ricostruiti bar e negozi tipici del Far-west americano. C’è anche un piccolo museo, colmo di fotografie originali dell’epoca che ritraggono i capi indiani; il Wounded Knee , completamente dedicato ad un tragico episodio del 1890 quando il 7° cavalleria massacrò le tribù di Toro Seduto e Big Foot , segnando la fine della resistenza indiana.
Troviamo un motel vicino al centro e dopo cena ritorniamo nella strada dove si affacciano tanti vecchi saloon ,abbiamo la sensazione di vivere nel passato.

Domenica 11 settembre
Al contrario del primo impatto che abbiamo avuto con gli americani, ora constatiamo una disponibilità ed una accoglienza veramente calorosa.
Tutti si sforzano di capire il “nostro” inglese, e collaborano con cortesia.
Stasera vogliamo pernottare a Custer. A Rapid City facciamo compere in una famosa gioielleria; “Rushmore Gold & Diamond Factory ” . Acquistiamo 2 orologi particolari hanno entrambi una foglia di vite e un grappolo d’uva così come tutti i gioielli che qui producono. Quando arriviamo al Canyon Lake vediamo dei cartelli che pubblicizzano una chiesa in legno originaria della Norvegia. Noi ne abbiamo viste tante ma qui in America è davvero una rarità; è stata smontata in Norvegia, portata qui e ricostruita. Proseguendo, prima di arrivare al Monte Rushmore entriamo con l’auto dentro un parco dove gli animali sono liberi. Orsi che ci attraversano la strada, alci che pascolano liberamente, bisonti sonnolenti che ci accompagnano fino all’uscita non senza averci dato quel certo frizzicore e timore per gli eventuali danni all’auto.

Una breve sosta per il pranzo e alle 15 siamo finalmente all’ingresso del Monumento Nazionale di Monte Rushmore.

lunedì 12 settembre 2011

. Presentiamo il Pass ne verificano la validità, ci consegnano il materiale illustrativo del monumento e posteggiamo la macchina in un grande garage sotterraneo ( a pagamento). Percorriamo pochi metri lungo un viale con tutte le bandiere di ciascun stato americano e, giunti nel piazzale vediamo scolpiti su una grande parete di roccia i volti di quattro famosi Presidenti degli Stati Uniti d’America ( da sinistra a destra: George Washington, Thomas Jefferson, Theodore Roosvelt, Abraham Lincoln), scelti rispettivamente come simboli della nascita, della crescita, della conservazione e dello sviluppo degli Stati Uniti. La scultura è veramente imponente, è alta circa 18 metri ed è un'importante meta turistica, anche per le bellezze naturalistiche delle Black Hills ( montagne nere ) e rappresenta il simbolo dei primi 150 anni della storia americana.
Dal piazzale si vede il grande teatro scavato nella roccia,mentre a lato alcuni scalini conducono ad un museo e proseguono fino al bosco diventando un trail (sentiero) che arriva fin sotto i volti dei Presidenti. Fa molto caldo e i ranger suggeriscono di portarsi dietro l’acqua così facciamo e percorriamo il trail ammirando quelle imponenti sculture che incombono sopra di noi. È ancora giorno quando lasciamo Monte Rushmore. Proseguiamo e arriviamo nel villaggio di Custer nel Parco nazionale delle Black Hills. Quando arriviamo ci attende una gradita sorpresa, tutto il villaggio è in stile western, case, bar, banche, stazione dello sceriffo.
Tutte sono di legno con colori vivaci, tutte hanno la bandiera americana. Facciamo una breve passeggiata, compriamo qualcosa da mangiare che consumiamo nel motel dove passeremo la notte.
Lunedì 12 settembre
Di buon’ora ( sono appena le 8) prendiamo la US16 che ci porta in breve tempo nel luogo dove si trova la meravigliosa scultura (ancora da finire) creata dagli indiani in memoria di Cavallo Pazzo. All’ingresso del Crazy Horse memorial notiamo subito i tratti somatici caratteristici degli indiani, posteggiamo l’auto, prendiamo gli opuscoli che ci consentono di conoscere la storia di questo popolo e del suo grande desiderio di costruire questo monumento, assistiamo ad un interessante filmato che illustra tutte le fasi di preparazione della immensa scultura, la quale, una volta completata, sarà la più grande scultura nella roccia mai costruita, larga 195 mt ed alta 172 mt.( solo per fare un paragone, le teste scolpite sul Monte Rushmore sono alte solamente 18 metri).
I capi Lakota appoggiarono l’idea di uno scultore intenzionato a onorare la memoria di quello che viene definito l’ultimo Sioux a fare la scultura così enorme per riparare alla "provocazione" dell’uomo bianco che aveva costruito Rushmore nel territorio sacro agli indiani.
Nel 1999, l'allora presidente americano Bill Clinton si recò sul luogo degli scavi. Chi aveva dedicato la vita affinché Cavallo Pazzo potesse tendere il braccio a indicare le sue amate Black Hills , anche a lavori incompiuti poté legittimamente affermare che un risultato era stato raggiunto: un presidente americano rendeva omaggio alla memoria del più grande condottiero Lakota che la Storia ricordi, mai divenuto ufficialmente capo del suo popolo ma leader indiscusso solo in virtù del proprio carisma.
Prendiamo una piccola corriera che ci conduce fin sotto la testa scolpita e ne ammiriamo la grandezza, resta ancora molto da fare per terminare l’opera ma gli indiani vanno fieri della loro decisione: non desiderano i contributi Nazionali e mandano avanti i lavori solo con i ricavi degli ingressi e delle vendite di oggetti ricordo. Incontriamo una coppia di Francesi, i primi europei che vediamo, sono venuti in America per ben 3 volte e ora sono diretti a Yellowstone. Noi invece andiamo nel Custer Park dentro le Black Hills e ci immettiamo nella US 87. L’itinerario si snoda lungo le pendici di alte montagne, attraversiamo piccole gallerie scavate nella roccia, passiamo vicini ad un lago bellissimo vedendo colline tondeggianti e montagne con infinite guglie di granito, percorriamo strade ( il Wildlife loop) che si aprono su panorami mozzafiato in uno scenario sempre stupendo. Durante il nostro giro all’interno del parco ci dobbiamo fermare varie volte per far passare branchi di bisonti, cerbiatti con la coda bianca, tacchini, scoiattoli, cani della prateria e asinelli, tantissimi asinelli. Lo sapevamo, per averlo letto in alcune riviste che qui si trova uno dei branchi più grandi degli USA di bisonti, una notevole quantità di antilocapre, e tanti altri tipi di animali ma, una cosa è leggere e fantasticare ed un’altra è vivere questi incontri ravvicinati.
Arriviamo nella mitica scenic byway 16a che percorriamo fino a superare Keystone, poi ci immettiamo in un’altra strada panoramica, la 385 dove godiamo di panorami superbi, la natura qui è la padrona assoluta. Arriviamo finalmente a Deadwood , monumento storico nazionale: è una città del Far West una volta governato da banditi, giocatori d'azzardo e pistoleri, la sua storia inizia nel 1876, due settimane dopo la battaglia del Little Bighorn dove avvenne la sconfitta del generale Custer.

martedì 13 settembre 2011

La scoperta dell’oro attira fuorilegge,giocatori e pistoleri insieme ai cercatori d’oro, Deadwood è una città che deve ancora nascere, che vive senza leggi, popolata da ogni sorta di criminali. In un luogo dove non vi sono leggi, l'unica legge che vale è quella del più forte, in questo caso Al Swearengen, uno dei pionieri fondatori della città, padrone dell'unico Saloon dove gestisce i suoi loschi affari. Altri personaggi arrivano in città con l'intento di ricominciare una nuova vita: tra loro vi sono Seth Bullock, ex-sceriffo, il più famoso pistolero del west e cercatore d'oro Wild Bill Hickock ( ma solo poche settimane dopo il suo arrivo, viene ucciso mentre gioca a poker e tiene una mano di poker di assi e otto - per sempre conosciuta come la mano del morto) , e Calamity Jane i quali sono entrambi sepolti nel Cemetery Mount-Moriah a Deadwood. Dopo gli incendi che hanno devastato più volte la città, facendola diventare un vecchio paese fantasma, ecco che nel 1989 viene legalizzato il gioco d’azzardo. Così oggi si presenta la città, come un immenso casinò con sale da gioco in ogni angolo di strada; infatti anche nel nostro motel esiste un saloon con annesso una sala da gioco.
Dopo esserci rilassati nella spa ( piccola piscina con acqua calda – 38°- e con le bolle !), andiamo a mangiare nella sala da gioco e qui troviamo molta gente impegnata alle slot machine e ai tavoli verdi. Le luci abbaglianti e lampeggianti, assieme al chiasso ci fanno pensare a come dovevano essere i saloon nell’800, e facciamo subito caso al fatto che la cassa del casinò è riparata da grosse sbarre utili a limitare le intemperanze dei giocatori nei confronti della cassiera.
Ci sono giocatori sorridenti ( hanno vinto) ed altri che sembrano disperati ( hanno perso) , altri che strascicano i piedi e sembrano rincretiniti dai suoni e dai rumori del saloon; e così passiamo la serata, sono le 24 ora locale ed ancora entrano persone per tentare la fortuna mentre noi andiamo a riposare.

Martedì 13 settembre
Come al solito facciamo colazione con i corn flaks poi alle 8, dopo pochi chilometri siamo nella cittadina di Lead famosa per la sua miniera d’oro che fino alla chiusura avvenuta nel 2001 era la più antica al mondo ancora in funzione. Chiediamo di partecipare ad una visita guidata per andare a vedere l’enorme pozzo largo 550 metri e profondo 300 metri ma le visite sono terminate il 10 settembre; pazienza, ci accontentiamo di vedere l’enorme pozzo da una terrazza.
Prendiamo la US 14 ed arriviamo a Spearfish, incastonato negli spettacolari paesaggi del suo canyon, e che ci affascina con il suo quartiere storico. Proseguiamo verso il “ il centro geografico degli Stati Uniti”, infatti nella nostra guida abbiamo letto che si trova nei pressi di Belle Fourche.
A Spearfish ci procuriamo un depliant con l’indicazione del “centro”; interroghiamo il nostro Neverlost ( il navigatore americano), facciamo la rotta e partiamo decisi ad immortalare questo momento. Superiamo la cittadina di Belle Fourche ed il navigatore ci dice che il “centro” è a circa 30 miglia (50 km), siamo confusi, credevamo che fosse vicino alla città, invece il navigatore conferma sempre la posizione.
Continuiamo su una lunga striscia di asfalto circondata da praterie , steppa e niente altro; già incominciamo a vedere i cartelli che indicano il vicino confine con il Canada mentre rarissime macchine percorrono la strada; ci domandiamo ..ma dove si va? Finalmente il navigatore indica di prendere una pista così da arrivare al punto esatto…ma siamo in pieno deserto, niente e solo niente, davanti a noi e non vogliamo lasciare la pur solitaria strada asfaltata. Ci guardiamo intorno e non vediamo niente ( nel depliant c’era la foto del “ centro” con tanti alberi intorno ma qui non c’è proprio niente. Improvvisamente, e per fortuna, arriva una macchina. Antero fa cenno all’autista di fermarsi e questo si ferma proprio in mezzo alla strada (tanto è tutta diritta e non ci passa quasi nessuno!). Chiediamo dove si trova il famoso “centro degli Stati Uniti” e facciamo vedere il navigatore , ci dice di tornare indietro fino a Belle Fourche e superare il ponte, subito a sinistra troveremo il famoso “centro”. Il navigatore ci ha imbrogliato, voleva forse che arrivassimo in Canada? Ma !
Ritorniamo indietro, ripercorriamo i 50 chilometri che ci separano da Belle Fourche, arrivati al ponte troviamo una piazzetta, lasciamo la macchina e, dietro il visitor center, appare ai nostri occhi il famoso “ centro geografico degli Stati Uniti”. Si tratta di un grande disco di marmo con incisa la sagoma dell’America , dell’Alaska e delle Hawai che insieme formano gli stati uniti. Si, anche se il “centro” può sembrare troppo a nord bisogna tenere in conto anche questi 2 stati che sono agli estremi del territorio degli Stati Uniti d’America.
Facciamo le fotografie di rito, telefoniamo, grazie alla connessione wi-fi, ai figli un breve spuntino e ripartiamo per visitare la famosa Torre del Diavolo così chiamata dagli indiani la Devils Tower. Alle nostre spalle lasciamo il Sud Dakota ed entriamo nel Wyoming; in questo stato si respira la storia quella magica e cruenta, del west; è anche lo stato meno popolato degli Usa e nulla è cambiato dai tempi dei pionieri e dei cowboy. La spettacolare natura delle montagne rocciose è rimasta intatta, il rodeo è ancora il fatto più importante, mentre il lavoro più ambito è quello dell’horse whisperer ( l’uomo che sussurra ai cavalli): e ci sono persone che riescono a domare cavalli selvaggi semplicemente sussurrandogli dentro le orecchie.
La strada scorre senza alcun panorama, solo praterie, poi improvvisamente all’orizzonte compare un grosso cono di pietra: la Devils Tower che è quanto rimane di un cono vulcanico.
E’ veramente imponente e quando siamo alla base della “ montagna” ci sentiamo piccoli, piccoli. La sua strana forma è costituita da tante colonne verticali di roccia e notiamo che ci sono molti scalatori che cercano di arrivare sulla cima. Noi facciamo il giro della base della torre, entriamo in un sentiero dentro il bosco e vediamo tanti, tantissimi scoiattoli poi tantissime buche nel terreno…sono i famosi cani della prateria che entrano ed escono come a volersi far fotografare.
Si è fatto abbastanza tardi, non ci resta che andare nella prima cittadina e trovare un motel, facciamo pochi chilometri e ci fermiamo a Gillette un paese che non ha niente di particolare se non quello che a noi serve: un motel.

mercoledì 14 settembre 2011

Mercoledì 14 settembre
Anche stamane lasciamo presto il motel, vogliamo visitare Buffalo, le Big Horn Mountains con la famosa scenic Byway che da Lowell in uno spettacolare panorama ci condurrà fino a Cody.
Arriviamo a Buffalo , improvvisamente il cielo si fa scuro, tira un forte vento, fa freddo tant’è che alla prima sosta notiamo che siamo a 0 gradi, proseguiamo sperando in un miglioramento. Saliamo nella montagna fino a raggiungere 3000 metri ma non riusciamo a vedere alcunché perché la nebbia ha avvolto tutto, ora proseguiamo a 5/10 miglia, non c’è traffico, siamo soli ci sono curve a gomito e continui saliscendi, ad ogni curva abbiamo la sensazione di uscire di strada, quindi abbiamo anche un po’ di paura. Purtroppo lo stupendo panorama che si doveva vedere passando da questa strada è rimasto avvolto nella nebbia e non vedevamo l’ora di ridiscendere ed arrivare a Cody.
Finalmente e solo quando arriviamo a Powell la nebbia sparisce. Lungo la strada c’è un visitor center, dagli opuscoli vediamo che nei pressi meriterebbe una visita un Canyon bellissimo ma noi ci accontentiamo di vederne il filmato perché mancano ancora circa 50 chilometri per arrivare a Cody dove dobbiamo prenotare la camera , ed assistere allo spettacolo western che si terrà davanti all’Hotel Irma alle ore 18.
Entrati in relativa confidenza con la cordiale, disponibile, gentile e cortese ranger del visitor center, Antero le chiede di prenotare per nostro conto una camera all’hotel Irma per questa sera. Certo la discussione si protrae per alcuni minuti visto il nostro inglese, ma alla fine la ranger capisce e telefona all’Hotel, comunica i nostri dati e, più importante, la nostra carta di credito, e ci rassicura per l’esito della prenotazione.
Evviva! Facciamo in tempo ad arrivare a Cody, visitare la cittadina , sistemare le nostre cose nella camera prenotata ed assistere tranquillamente allo spettacolo.
Questa città è anche famosa per il Buffalo Bill Historical Center che contiene delle collezioni di cultura western e per il Cody Firearms Museum, la più grande raccolta la mondo di armi da fuoco americane e ancora oggi Cody parla ancora di lui: di Buffalo Bill ( William Frederick Cody) e dei suoi famosi rodeo. Inoltre uno dei siti storici della città è l’hotel ristorante Irma, perché fu costruito da Buffalo Bill come albergo di lusso e come concreta rappresentazione della leggendaria ospitalità western; porta il nome della figlia più giovane, Irma, e ancora oggi viene gestito dalla famiglia. Ogni sera davanti all’hotel è possibile assistere alla rappresentazione dei tradizionali duelli con le pistole del vecchio west.
Quando arriviamo all’hotel riceviamo una calorosa accoglienza, dei camerieri in perfetto stile western ci accompagnano nella nostra camera e qui una gradita sorpresa: dormiamo nella camera n.20 quella preferita dal colonnello W.F Cody (Buffalo Bill) ed a lui intestata, in altre camere ci sono ancora i buchi lasciati dalle pistolettate. Superato l’attimo di naturale emozione per quella stanza arredata nello stile western ed in considerazione che la temperatura oscilla tra 3 e 7 gradi ci facciamo una bella doccia calda riscaldandoci un po’, ripensando che solo ieri avevamo avuto oltre 35 gradi!
Che emozione! tutto qui ricorda il vecchio west,la scala di legno per andare nei piani superiori, la grande sala dove è stato allestito il ristorante. Il bar dove nel bancone ( di ciliegio regalo della regina Vittoria a Buffalo Bill ) ci sono i maniglioni di ottone, un grande specchio dietro i barman e…le sputacchiere per terra.
Alle 18 in punto, proprio dalla uscita laterale dell’hotel, in una strada che viene chiusa per l’occasione, assistiamo alla preparazione della scenografia. Lo spettacolo comincerà subito dopo l’inno nazionale americano al quale partecipano tutti in piedi e mano sul cuore; non solo gli attori ma tutto il pubblico presente, e alla fine dell’inno scroscia un enorme applauso! Veramente emozionante.
Poi lo spettacolo; gli attori ( gente del paese) parlano, gridano ( noi naturalmente non capiamo cosa dicono) sparano con il fucile e con le pistole, si ubriacano, fanno una rapina alla banca, si sfidano a duello e… vince la legge. Alle 19,30 termina lo spettacolo tra grandissimi applausi, tutti andiamo incontro agli attori per scattare una foto ricordo.
E’ finita la giornata in modo splendido e domani ci attende Yellowstone.
Giovedì 15 settembre
Partenza per il parco di Yellowstone dove resteremo 4 notti e 5 giorni.
“ Il parco nazionale di Yellowstone si trova nell'estremo settore nord-occidentale dello stato del Wyoming e sconfina, per un piccolo tratto, negli stati del Montana e Idaho,occupando un'ampia zona delle Montagne Rocciose. È uno dei più grandi ecosistemi intatti della zona temperata rimasto sulla Terra. Yellowstone è il più antico parco nazionale del mondo (è stato fondato nel 1872 ed è stato dichiarato Patrimonio dell’umanità dall'Unesco nel 1978).
Il parco si estende per 8.980 km² su una serie di altipiani che hanno un'altitudine media di 2.400 metri s.l.m. La zona è attraversata da diversi corsi d'acqua, il più lungo dei quali è il fiume Yellowstone, da cui il parco prende il nome, che lo attraversa totalmente da sud a nord per poi gettarsi in un profondo canyon e creando due magnifiche cascate.
Nel parco sono presenti molti trail ( sentieri) e mulattiere che si estendono in totale per 1600 chilometri.
Geyser e formazioni
Il parco è celebre per i numerosi geyser, le sorgenti calde (200° c) e altre interessanti zone geotermiche. I Geyser sono circa 400 e qui raggiungono la più alta densità al mondo, i più grandi emettono getti di vapore a intervalli regolari che arrivano fino a 50 metri.
Le sorgenti calde sono ancora più numerose; l'acqua fuoriuscita da molte di queste e ricca di minerali che creano nei terreni attorno coni e terrazzi. L'esempio più famoso e impressionante è quello del Mammoth Hot Springs, dove sono sorti dei depositi che toccano addirittura i 90 metri. Il geyser più noto è senz'altro "l'Old Faithul" (il "Vecchio Fedele"in inglese) che i turisti possono osservare quando emette getti di vapore ogni 93 minuti.
Sotto il parco di Yellowstone si nasconde un Supervulcano che secondo gli esperti prima o poi erutterà, facendo fuoriuscire immense quantità di cenere che si depositeranno su tutto il Nord America. Un'accentuata pendenza del terreno ha in effetti del tutto svuotato un lago, a dimostrazione della salita e della crescente pressione del magma sottostante la superficie del terreno.
Vi sono poi molte altre formazioni rocciose come alcuni vulcani di fango (mucchi di fine materiale roccioso bagnato da acque sorgive) o come le Tower Falls, cascate alte 40 metri, il Golden Gate Canyon e l'Obsidian Cliff, una formazione di ossidiana alta circa 50 metri.
Il parco è molto importante in campo nazionale e internazionale per essere popolato da specie rare e spesso in via di estinzione.
Ci sono quasi 60 specie di mammiferi nel parco, tra cui il Lupo grigio, il Bisonte americano, l’orso bruno,, l’alce, il cervo mulo, il bighorn, lo wapiti, la capra delle nevi, il puma, la lontra, l’antilocapra, l’aquila di mare dalla testa bianca simbolo degli stati uniti d’America, il leone di montagna, la lince ed il famoso orso grizzly, ormai diventato il simbolo di Yellowstone “.

venerdì 16 settembre 2011

Lasciamo Cody e proseguiamo per circa 100 chilometri nella US 14 A fino ad arrivare all’entrata est del parco dove facciamo la classica fotografia ricordo.
Al casello d’ingresso, dopo il controllo del pass, il ranger ci consegna tutta la documentazione e notiamo che i luoghi del parco da visitare sono frazionati in 5 momenti ed il percorso forma una specie di 8 quindi se incominciamo da dove siamo entrati noi visiteremo per primo il Fishing Bridge e Lake Village , successivamente il Canyon Village, a nord il Mammoth Hot springs,ad ovest l’Old Faithfull ed il Grant Village a sud ( tutti con una altezza media di oltre 2.000 metri).
Un opuscolo in Italiano ci semplifica la lettura quindi dividiamo in 5 giornate la visita del parco. Fatti pochi chilometri davanti a noi, nelle vicinanze del lago, una mandria di bisonti pascola tranquillamente nella prateria. Costeggiamo un po’ il lago, siamo a 2400 metri di altezza,fa caldo.Vediamo il maestoso Lake Yellowstone Hotel completamente di legno e di colore bianco e giallo così come era stato costruito nel 1891, ritorniamo a nord e costeggiamo il fiume Yellowstone che è il più lungo fiume senza dighe degli Stati Uniti e sfocia nel Missouri , qui ha carattere torrentizio, e vediamo tanti pescatori che pescano a mosca ; qui è possibile catturare pesci anche da 50/80 chili! Ad una curva ci appare sulla sinistra un immenso bacino di pozze con acque bollenti con colori che vanno dal verde al rosso bruciato mentre l’acqua è blu cobalto; siamo nella zona del sulphur Caldron e del Mod Vulcano.
Percorriamo per intero il trail in mezzo a queste meraviglie; le passerelle talvolta sono proprio sopra le fumarole e a volte le esalazioni non permettono di vedere nulla. Percorriamo la valle Hayden lussureggiante di prati e zone paludose paradiso degli animali selvatici. Non facciamo molta strada e siamo costretti a fermarci in coda a tante altre macchine; Come mai, cosa succede? C’è un branco di bisonti che, lentamente, attraversa la strada. Poco più avanti un piccolo gruppo di alci pascola nella prateria in mezzo alle fumarole; quasi senza accorgersene siamo già arrivati al Canyon Village e tralasciamo la visita delle famose cascate . Giunti all’incrocio est del Grand Loop Road ( una strada che forma un 8 perfetto lunga 280 chilometri) .Dobbiamo ancora percorrere più di 100 chilometri per andare al campeggio che abbiamo prenotato per 3 notti e che si trova a circa 10 chilometri da West Yellowstone.
Giunti alla Norris junction ( incrocio) scendiamo a sud poi a Madison junction giriamo a destra per andare verso l’uscita ovest del parco e raggiungere west Yellowstone e poi il nostro campeggio.
Le distanze sono ragguardevoli e la velocità è limitata a 25 miglia orari.
Arriviamo al campeggio che alle 18 circa , Antero mostra la tessera di socio, ritira la chiave del bungalow ma prima di andare nella nostra “ piccola casetta” il gestore ci fa l’elenco delle cose che non possiamo fare ; la principale è quella di non lasciare niente fuori, mettere la spazzatura negli appositi contenitori in ferro coperti ermeticamente, perché ( ci troviamo in un bosco dentro il parco) di notte gli orsi e gli altri animali vanno alla ricerca di cibo e, possono essere pericolosi. Quindi se abbiamo qualche alimento che teniamo in macchina deve essere accuratamente coperto affinché gli animali non sentano l’odore ; il rischio è trovare l’auto sfasciata se non ci atteniamo alle regole.E così, informati sul da fare andiamo a prendere possesso della nostra piccola baita in legno. Davanti all’ingresso, sotto un piccolo porticato c’è un terrazzo con un grande dondolo, a fianco c’è un grande barbecue e……il famoso recipiente con coperchio, tutto in ferro, per la spazzatura, chiuso ermeticamente. L’interno della baita è spartano, è un monolocale con un letto grande e 2 lettini a castello, mancano lenzuola,, coperte e cuscini e, manca anche il bagno. Noi abbiamo però tutto il necessario perché lo abbiamo comperato a Rapid City. In compenso abbiamo il riscaldamento che proviamo subito essendosi abbassata la temperatura in modo repentino: durante il giorno la temperatura è sempre tra 20/25 gradi, ora, alle 19, ci sono 2 gradi e di notte farà ancora più freddo.
Nel campeggio, a circa 150 metri da noi, c’è anche una grande piscina riscaldata ed una spa che resterà aperta fino alle 23 ma ,con questo freddo non è proprio il caso di attraversare il parco per andare in piscia.

Venerdì 16 settembre

Abbiamo dormito al calduccio mentre fuori stanotte è andato sotto zero. Il letto è un po’ duro ma nel complesso siamo stati bene. Per fare colazione dobbiamo andare in paese a 10 chilometri perché qui, nel campeggio c’è di tutto ma solo fino al 10 settembre. Nella cittadina tutte le abitazioni, motel, ristoranti, bar, etcc sono in stile vecchia America, molto caratteristici ed accoglienti. Entriamo in una libreria perché espone un cartello con su scritto “ caffè espresso”, esiste una macchina per caffè e domandiamo alla gentile signorina se è possibile avere un caffè ristretto. Capisce che siamo Italiani e ci mette tutto il suo impegno ma…ne viene fuori un caffè abbastanza buono ma ancora molto, molto lungo; comunque è bevibile e non è un litro! Intanto il cielo si è coperto di nubi che non promettono niente di buono. Prendiamo dalla valigia il necessario per coprirsi, ripararsi dalla pioggia e dal freddo ed entriamo nel parco. La strada costeggia il Madison River e, arrivati all’incrocio decidiamo andiamo a sud ovest, verso l’Old Fathful per visitare Lower Geyser Basin, Gran Prismatic, insomma tutte le meraviglie che incontreremo nei 30 chilometri che percorreremo. Il cielo è coperto, fa abbastanza freddo e talvolta cade una leggera pioggerella.
Impossibile elencare le meraviglie che incontriamo: alcuni placidi bisonti pascolano tra i soffi ribollenti, prendiamo il primo camminamento in legno che ci conduce direttamente a pochi metri da calderoni che odorano di uova marce, intorno a noi una frenesia di colori, l’acqua di un azzurro trasparente contrasta con il giallo ed il rosso dovuto ai batteri che si riproducono solo a temperature letali per qualsiasi altro essere vivente, pare di essere in un paradiso travestito da inferno di Dantesca memoria.
Arrivati nei pressi del Grand Prismatic Spring , lasciamo la macchina nel parcheggio e prendiamo la passerella che ci porta fin sul bordo di questa grande polla colorata ma i fumi che sprigiona sono cosi tanti e spessi che riesce difficile poterla vedere bene. C’è una possibilità, raggiungere un piccolo ponte a circa un chilometro, oltrepassarlo e prendere un sentiero che, dopo circa 2 chilometri ci porta nella montagna, proprio sopra la grande polla.
Andiamo con l’auto fino al piccolo ponticello, poi dopo aver letto che è molto probabile incontrare orsi nel percorso, lasciamo perdere. Nell’arco di parecchi chilometri quadrati ci sono decine di altri geyser alcuni più grandi e più belli dell’Hold Faithful ma molto meno costanti e precisi nelle loro esibizioni, quindi uno spettacolo riservato ai pochi che hanno la possibilità di trascorrere molte ore qui. Noi abbiamo la fortuna di assistere ad alcune di queste eruzioni ed è solo in questo momento che ci rendiamo conto che non esiste solo il fenomeno eruttivo ma anche i colori delle concrezioni tutt’intorno, fino a scoprire che tutte le bocche sono collegate fra loro. Infatti vediamo che, mentre un geyser erutta, la polla accanto si svuota, risucchiando l’acqua verso il basso. Entrambe si riempiranno pochi minuti più tardi ad eruzione avvenuta: un fenomeno che ci ha lasciato a bocca aperta.
Ed arriviamo al geyser più famoso e suggestivo in quanto, per una strana alchimia sotterrane

sabato 17 settembre 2011

il seguito lo trovi nella sezione diari del mio sito:

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