Nel bel mezzo di un gelido inverno a NY

località: new york
stato: stati uniti d'america (us)

Data inizio viaggio: sabato 5 febbraio 2000
Data fine viaggio: domenica 20 febbraio 2000

Una New York dall'aria di puro cristallo, splendida e sicura di se.
Una vacanza bellissima passata con mia sorella, il suo regalo di laurea... benchè ci sia tornata altre 2 volte questo viaggio nella Grande Mela non ancora brutalizzata dal terrore inetto è stato davvero speciale.
Le foto sono tutte scansioni dal cartaceo, per questo mi scuso se alcune non sono proprio perfette...

Il viaggio è proprio cominciato da downtown, attenzione a prendere la metro per arrivarci perchè in pratica se si vuole partire proprio dalla punta estrema si deve scendere all'ultima fermata, poi il treno va sott'acqua e arriva fino a Staten Island... ma la cosa bella è che quella stazione è piccolissima e in pratica la maggior parte del treno si ferma in galleria, per cui per poter scendere bisogna trovarsi nei primi cinque vagoni!
Il tutto te lo dicono quando sei già dentro e visto che non si può passare da una carrozza all'altra dall'interno è necessario mettersi a correre fra una fermata e l'altra fino a raggiungere le testa del treno! in un certo senso.. a pensarci ora è divertente!

Poi una volta arrivati lì è davvero incredibile, perchè le strade di downtown sono molto strette e i palazzi sono altissimi per cui sono dei veri e propri canyon e non vi dico il vento agli incroci! Da wall street si risaliva la Broadway e ad un certo punto ci si ritrovava sulla sinistra queste due torri immense! che per guardarle tutte ti veniva il torcicollo e per fotografarle avresti votuto sdraiarti per terra.
Saliti sopra... si era sul tetto del mondo... il punto di vista degli angeli.

Un unico rimpianto: essere stata "braccine corte" al momento della visita alla statua della libertà e non aver approfittato dell'occasione di salirci su. Non potevo sapere che nei viaggi successivi lo stato d'allerta post 11 settembre non mi avrebbe più consentito di visitarla...

Un'altra cosa meravigliosa di questo viaggio, fatta su suggerimento degli amici che ci hanno ospitate, è stata quella di andare ad Harlem per vedere una vera messa gospel. Non quella tanto reclamizzata all'Abyssinian Baptist Church per la quale si devono fare ore di fila, ma in una chiesetta meno battuta.
Il vero senso della comunità: la messa dura più di due ore, e si ringrazia il signore perchè alla festa della parrocchia ci si è divertiti o perchè la signora Jones ha portato una torta buonissima, e poi tutti gli stranieri vengono salutati, ti chiedono da dove vieni e ogni nazionalità diversa viene salutata con applausi da parte di tutti e al momento dello scambio di pace... non c'è solo il tuo vicino ad offrirti una mollissima mano svolgiata... ma tutti si abbracciano e vengono da te e ti stringono la mano (e quando dico tutti... intendo dire proprio TUTTI!)

E poi si ritorna in strada, per le avenue che ad ogni passo ti riportano alla mente film, cartoline e canzoni che hanno popolato tutta la tua esistenza. Il ponte di Brooklin e il Manhattan Bridge, punteggiati di bianco e d'azzurro la notte. Il riflesso delle acque dello Hudson. Il fumo che esce pensoso dai tombini.
Di ogni district ricordo un odore... quello di verdure marce a chinatown, di caffè al village, di lusso a soho, d'arte a chelsea, di hot dog bruciati a time square, di neve ghiacciata a central park, di noccioline ricoperte di zucchero ad harlem e poi ancora la gente...

...la gente che gioca a scacchi nei parchi, che cade nelle stazioni della metro e aspetta sdraiato a terra che arrivi il soccorso medico (senza nessuno che li tocchi per paura di venir citato per danni nel caso in cui gli provocasse qualche lesione nel tentativo di aiutare), che recita piccole preghiere e lascia biglietti sul mosaico dedicato a John Lennon, che corre in calzoncini anche se ci sono meno 6 gradi a mezzo giorno, che va al lavoro con le scarpe da tennis sotto il business suit da cambiare in ufficio.

un mondo diverso, strano e assurdo. Cheap e dozzinale per certi versi, elegantissimo e posh per altri ma che comunque ti travolge e ti prende e ti accompagna. Sempre.

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