Florida 2003-2004

località: orlando, miami, key west, naples, everglades national park
regione: florida
stato: stati uniti d'america (us)

Data inizio viaggio: giovedì 25 dicembre 2003
Data fine viaggio: sabato 3 gennaio 2004

Stati uniti d'america: itinerario di viaggio

Pubblicato il 23/04/04
Eravamo in gruppo
Partenza il 25/12/2003
Ritorno il 03/01/2004
Spesa da 1 a 3 milioni




Florida 2003
di (bianucci@micronet.it)


Genesi del viaggio
Questo viaggio è nato da una brillante idea dei coniugi R., da un loro invito,un amichevole coinvolgimento nella loro sicura e programmata visita natalizia a C., loro primogenita, negli States a Orlando(Fl.) per stage post-universitario. Ridendo e scherzando in un ancor caldissimo sabato settembrino, al parco di Monza, presenti i B. (da Cavezzo,Modena - poi spiegheremo chi sono nella loro "scheda anagrafica" - ), abbiamo dato il nostro accordo. Florida for ever. Ed inoltre visitare d'inverno gli USA, in special modo la Costa Atlantica, Boston,Chicago,New York, sarebbe stato quasi pazzesco per le rigide temperature ed il vento teso che spazza quel territorio. Quindi come primo approccio agli States, "il compromesso Florida" offre tutte le caratteristiche positive di una riuscitissima avventura: USA way of life, mare (anzi oceano),natura, parco nazionale, spiagge bianche, attrazioni internazionalmente note e sapore di Caribe...

E così piano, piano soprattutto con il grande e costante impegno organizzativo di A. e M. (con l'importante ausilio di C., corrispondente dalla Florida) siamo riusciti "a mettere in piedi" questo bel viaggio, senza affidarci passivamente a pacchetti turistici preconfezionati dai tour operator, tra l'altro molto più costosi, non personalizzabili più di tanto, ma soprattutto tali da privarti del gusto vero del viaggio, che risiede invece nella "vigilia", in tutto ciò che precede,nell'organizzazione logistica, nei preparativi, nelle fantasticherie realizzabili e non, nel fare e disfare itinerari, nel parlarne insieme, argomentare soluzioni di alloggio, documentarsi etc..
Ed infatti la differenza sostanziale tra turista e viaggiatore risiede proprio nell'approccio al luogo di destinazione, nel farsi condurre passivamente (turista) o scegliere invece di partecipare attivamente provvedendo anche personalmente a risolvere quesiti e problemi materiali, organizzativi, tecnici: non per niente "viaggio" proviene dal latino viaticum (= ciò che serve per muoversi, la provvista) mentre turismo è voce mutuata dall'inglese attraverso un'interpretazione francese e significa in origine "girare". Noi non andremo in "giro" come tanti giapponesini armati di avveniristiche camere e macchine digitali tecnologicamente all'avanguardia, dietro una guida sbandierante, col nasino all'insù, quasi estraniati e lontani mille miglia dalla realtà del luogo.
Cercheremo di "entrare" nei luoghi che visiteremo proprio con lo spirito del viaggiatore, con curiosità critica, con grande amore per la natura, ma allo stesso tempo anche per le meraviglie inventate ed attuate dall'Uomo.

M. e R. sono già stati in America (del Nord, intendo dire), mentre Ros. è stata in Brasile, tutti gli altri partecipanti invece sono alla loro prima esperienza transoceanica ( qualcuno addirittura al battesimo del volo) : eppure - si dice - andare negli States per la prima volta provoca un fenomeno di deja vu molto particolare, quasi un ritornare in luoghi conosciuti, familiari e questo grazie alla comunicazione di massa ( ora si dice media ) che sin da quando eravamo bambini ci ha fatto familiarizzare - anche troppo a volte - con tutto ciò che è yankee come film, telefilm, mode stravaganti, coca-cola, chewing gum e hoola-hop, hamburgers e patatine, FBI e marines, beach watcher e squali, camicioni fiorati e pantaloni sempre troppo corti, calzini e jogging in Central Park...

CR. si trova a Orlando, DisneyWorld, ormai da due mesi, cura la promozione del turismo nella nostra cara Italia; ci prenderà a braccetto all'aeroporto al nostro arrivo la sera di Natale e condurrà la nostra variegata comitiva al primo hotel vicino a casa sua, il Days Inn Downtown Disney, Lake BuenaVista/Orlando ...

... e da questo hotel inizierà la nostra avventura americana, dopo un Natale molto originale...passato in volo tra amici, familiari, senza parenti,zie, zii, cugini e cuginetti, nipoti e nipotini, tombolate ed affini!

The Sunshine State: FLORIDA
Il colore, quindi la luce abbagliante, è il leitmotiv di questa terra, lo stato più a sud di tutti gli States, lo stato caraibico, lo stato del sole perenne ( speriamo, sic!). E' la stella più "infuocata" della bandiera americana e, per la sua fortunata posizione, è stata ribattezzata "lo Stato del Sole". E proprio il clima invidiabile garantito per tutto l'arco dell'anno ha decretato la fortuna turistica della Florida. Il clima dello stato è in genere caldo tutto l'anno, anche se varia da moderato a nord a subtropicale a sud, in particolare nella zona delle Keys. Le coste sono soggette ai benefici influssi del Golfo del Messico e non si rilevano in genere sensibili variazioni stagionali. Le medie oscillano tra i 16°C invernali e i 27/30°C estivi con punte massime in luglio ed agosto sui 35/40°C. Ora nel momento in cui scrivo ( 17.11.03) a Miami ci sono 18°C di minima e 27°C di massima!
Il successo della Florida è stato decretato nei decenni passati dalle "migrazioni" dei pensionati (ricchi) americani in fuga dal freddo delle regioni settentrionali, ma attualmente con lo slogan "Sun and Fun" (sole e divertimento) è diventata meta invidiabile internazionale di famiglie e gruppi di giovani.

Un colore da albe e tramonti primordiali, distese di verde percorse da rivi d'acqua e popolate da caimani (le Everglades); lunghe e bianchissime spiagge dove si arriva in macchina sino sull'orlo del mare; ma anche raffinati residences e ville per miliardari con le barche attraccate alla darsena privata; mille campi da golf sparsi tra boschi e colline. Città di notevoli proporzioni, ma per fortuna non ancora metropoli nel senso americano del termine ( come New York, Los Angeles o Chicago), grattacieli e skyline classico yankee, ma con lo sfondo di foreste e mangrovie.
Motoscafi Boston-Whaler potentissimi e inaffondabili (a parte qualche sfortunato esemplare importato in Veneto e Trinacria, Italy, ndr), con le insegne della Coast Guard ,che solcano spavaldi le onde oceaniche: quante volte sin da piccoli abbiamo visto in tv le imprese di questi eroi del mare! Ricordate la Tv dei ragazzi? Enza Sampò e Febo Conti, Rin Tin Tin, Gianni e Pinotto, Yoghi e Bubu con Braccobaldo Show, Twin Light Zone e Miami Vice?
L'immaginifico mondo di Disney sospeso tra ingenue fantasie ed alta tecnologia ( Disney World ed Epcot Center), gli Studios della MGM ( il famoso Leone ruggente) e quelli della Universal Pictures. The NASA Cape Kennedy Space Center e la voce del nostro speaker Tito Stagno in sottofondo che annunciava l'allunaggio ( luglio 1969). La Overseas Highway, mitica autostrada di circa 200km che unisce tutte le isolette ( le keys ) da sud di Miami sino alla loro capitale Key West, unendo quasi la Florida a Cuba ( del resto è più vicina l'isola di Fidel che Miami!).
E su tutto questo ben di Dio un sole caldo, luminoso, avvolgente che ci strapperà al freddo e gelo della nostra padania in livrea invernale. Vi sembra poco?

Dimenticavo una cosa molto importante: la musica.
Ora mentre leggete queste quattro ( si dice così tanto per dire)...righe, cercate di visualizzare per esempio la Overseas Highway da Islamorada ( sì, proprio quella della song di Madonna) sino a Key Largo, nastro d'asfalto teso tra mille ponti e viadotti sul cobalto dell'Oceano Atlantico alla vostra sinistra e del Golfo del Mexico alla vostra destra. Siete alla guida d

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