Stato di New York

località: new york, niagara falls
regione: new york
stato: stati uniti d'america (us)

Data inizio viaggio: sabato 2 marzo 1996
Data fine viaggio: mercoledì 6 marzo 1996

Ho visitato lo Stato di New York in compagnia di tre amici come parte iniziale di un lungo Tour negli U.S.A. Arrivato all'aereoporto di New York con volo da Roma e cambio a Londra. Uscito una prima volta dallo Stato a New York City per il New Jersey, rientrato dalla Pennsylvania per recarmi a Niagara Falls, uscito una seconda volta da qui per un brevissimo raid in Canada, rientrato a Niagara Falls e uscito definitivamente per la Pennsylvania. Nel diario di viaggio seguente il racconto del nostro arrivo, dei giorni trascorsi a New York City e della lunga trasferta alle cascate del Niagara.

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ARRIVO A NEW YORK

sabato 2 marzo 1996

Giunto all'aereoporto di New York in tarda serata in compagnia di tre amici, prendevamo un taxi per raggiungere l'hotel Manhattan Club in pieno centro. Nonostante la prenotazione dall'Italia siamo stati dirottati su altro hotel per fortuna migliore e in zona più prestigiosa, proprio di fronte al Central Park: il Park Line Hotel. La"Grande mela" ci ha accolto con la pioggia e siamo pure senza valige perchè per un disguido sono rimaste a Londra. Per il disagio creato la British Airway ci ha fornito una speciale carta di credito con cui abbiamo potuto prelevare 50 dollari a testa a uno sportello automatico dell'aereoporto.

SECONDO GIORNO A NEW YORK

domenica 3 marzo 1996

Il mattino seguente al nostro risveglio nell'elegante camera dell'hotel abbiamo sbirciato la città dalla finestra osservando che purtroppo stava piovendo. Siamo senza valige, rimaste per un disguido a Londra, dovrebbero arrivare in serata al Manhattan Club dove dormiremo da stasera come da prenotazione e per questo andiamo a depositarvi i nostri bagagli a mano. Dopo la colazione all'americana in un locale vicino all'hotel, armati degli ombrelli che ci ha regalato il Park Line, iniziamo la visita alla città. Lo facciamo usufruendo dei bus turistici della "Gray Line", il biglietto valido 48 ore ci consentirà di salire e scendere a piacimento ma non abbiamo considerato che durante il percorso le loro guide continueranno ad assillarci con spiegazioni per noi, che non conosciamo l'inglese, incomprensibili. Saliamo sul bus nei pressi di Time Square, centro nevralgico della vita newyorkese pieno di insegne colorate ed enormi monitor video che ricoprono interamente le superfici dei palazzi trasmettendo curiosa pubblicità di questo o quel prodotto. L'effetto è molto bello anche se un pò troppo chich, la luce è talmente intensa che il tutto è ottimamente visibile pure di giorno. Passata la piazza, che in realtà è una strada molto ampia, proseguiamo tra altissimi grattaceli, dobbiamo alzare il capo e lanciare lo sguardo verso il cielo per vederne i vertici. Transitiamo di fronte ai grandi magazzini Macy's e al Madison Square Garden, vediamo in lontananza le transenne di Graund Zero, osserviamo la rete di recinzione dove si depongono disegni e foto a ricordo delle vittime della strage terroristica dell'11 Settembre e poco distante il toro bronzeo presso Wall Street. Scendiamo a Battery Park da dove dopo un pò di coda ci imbarchiamo sul traghetto per l'isoletta che ospita la Statua della Libertà. Si giunge a Liberty Island entrando nelle acque territoriali del New Jersey perchè l'isoletta è un'enclave newyorkese interamente circondata dalle acque del New Jersey. La grande statua donata dai francesi al popolo americano non è più visitabile dall'11 Settembre 2001 così preferiamo gustarcela dall'attracco dove il traghetto si ferma, quindi proseguiamo nelle acque territoriali del New Jersey per Ellis Island dove scendiamo per la visita del Museo dell'immigrazione. L'isola appartiene quasi completamente al New Jersey ma all'interno una piccola parte, che comprende qualche edificio museale, è un enclave dello Stato di New York. (Per Ellis Island vedi itinerario New Jersey). Dopo la visita del Museo memoriale riprendiamo il traghetto e lasciate le acque terrtoriali del New Jersey rientriamo in quelle dello Stato di New York e torniamo a Battery Park da dove con una breve passeggiata raggiungiamo la statua bronzea del toro vista precedentemente dal bus. Siamo a Wall Street per cui decidiamo di percorrere l'omonima strada osservando gli edifici neoclassici che ospitano le più importanti istituzioni economiche del mondo come lo Stock Excange e la Bank of America. Davanti ad uno di questi la statua di George Washington ricorda il luogo in cui egli fu eletto primo Presidente degli Stati Uniti. In fondo la strada dà accesso al vecchio porto dove sono ancorati alcuni antichi velieri ma soprattuto dove la vista spazia sul celebre ponte di Brooklyn. Ripercorriamo Wall Street a ritroso fino alla piccola Chiesa anglicana di Trinity il cui campanile gugliato era un tempo l'edificio più alto di New York, ora è soffocato dai grattaceli circostanti ed appare piccolissimo. Rimane comunque un oasi di pace e spiritualità, il sobrio edificio dai colori ocra è circondato da un vecchio cimitero con semplici tombe di pietra, il portale presenta la copia dei bassorilievi della porta del Paradiso di Ghiberti del Battistero di Firenze. A pochi passi dalla Chiesa la grande voragine creata dal crollo delle "Torri gemelle" è transennata per i lavori di ripristino dell'area ma da alcune fessure è possibile osservarne la vastità e comprenderne la tragedia. Riprendiamo il bus per raggiungere il porto vecchio dove cambiamo linea per dare un'occhiata oltre il ponte, nel quartiere di Brooklyn. Il bus non attraversa il Brooklyn Bridge ma quello parallelo poi fà un giro panoramico piuttosto lungo e noioso nel quartiere costeggiando parchi, palazzi e qualche monumento neoclassico. Qui le costruzioni non sono così alte come a Manhattan, è più facile trovare palazzi con le celebri scale antincendio in ferro viste in tanti film. Ci fà piacere tornare al vecchio porto per riprendere la linea principale del bus Gray Line per un giro panoramico di Manhattan. Il bus costeggia il mare poi, all'altezza del "Palazzo di vetro" sede dell'Onu, devia passando di fronte al Rockfeller Center quindi si imbottiglia nel traffico del centro dove lentamente passa di fronte al Central Park e termina il suo giro vicino a Time Square. Da qui con altro bus fino all'Empire State Building, sta calando la sera e c'è una lunga coda di gente che vuol vedere il tramonto dall'alto dell'osservatorio. Saliamo con due ascensori velocissimi che ci portano fino al celebre osservatorio. E' calato il buio New York si offre ai nostri occhi con le sue miriadi di luci, i grattaceli circostanti che da giù apparivano altissimi ora sono sotto di noi, lo sguardo spazia sulla guglia illuminata del Crysler Palace, sulla curiosa sagoma del palazzo denominato "Ferro da stiro" e sulla lontana Statua della Libertà. Scesi dall'Empire raggiungiamo a piedi il nostro hotel dove apprendiamo con piacere che i nostri bagagli sono arrivati, per il loro ritardo in aereoporto la British ci aveva dato 50 dollari di risarcimento a testa. Prendiamo possesso della camera in cui dormiremo insieme poi andiamo a cena in una pizzeria self service della zona. La giornata è stata lunga, per fortuna la pioggia ci ha infastidito solo la mattina, torniamo in albergo stanchi per dormire.

TERZO GIORNO NEW YORK

lunedì 4 marzo 1996

Il giorno seguente ci alziamo di buon ora, facciamo colazione all'americana nello stesso locale vicino all'hotel, torniamo al Park Line dove avevamo dormito la prima sera perchè ci era rimasta una chiave elettronica in tasca poi rientriamo in albergo. Dobbiamo aspettare che arrivi la figlia di due dei miei compagni di viaggio con il suo fidanzato,sono da due settimane negli States e dopo aver fatto la Route 66 si fermeranno qualche giorno a New York prima del rientro in Italia. Arrivati, stiamo un po con loro poi ci dividiamo dandoci appuntamento per la sera. Noi andiamo al Rockfeller Center, molto più famoso che interessante, un centro commerciale piuttosto cupo all'interno, molto più vivace all'esterno con fontane e statue dorate. A due passi da qui visitiamo la Cattedrale Cattolica di San Patrizio in stile neogotico, poi saliamo sul bus della Gray Line fino al Central Park. Visitare il parco è molto interessante perchè pur essendo al centro di uno degli agglomerati urbani più grande del mondo dà la sensazione di essere in un bosco. L'area è molto estesa e ti rendi conto di essere in città solo alzando gli occhi al cielo verso i grattaceli che lo contornano. All'interno ci sono laghetti, piste di pattinaggio, campi da baseball, casine tirolesi, giostre. Uscendo dal Central Park aspettiamo inutilmente il bus per il Bronx, optiamo allora per un taxi che con un breve tragitto ci riporta di fronte all'ingresso del parco da dove potremmo riprendere la linea principale della Gray Line. Prendiamo il bus che passa per Time Square e scendiamo a Macy's, il grande magazzino piuttosto deludente. Ripreso il bus scendiamo alla fermata più vicina a Little Italy. Passeggiamo nella strada principale del quartiere italiano su cui si affacciano numerosi ristoranti gestiti soprattutto da meridionali.
Proseguiamo a piedi per l'adiacente China Town, il quartiere cinese è vasto, occupa diversi isolati, è pieno di negozi che vendono strani alimenti ed inutili cianfrusaglie, la merce è esposta disordinatamente anche sulla strada. Le pescherie emanano nell'aria odori forti ma per noi niente di quello che viene venduto risulta invitante. Raggiungiamo la fermata del bus e torniamo in centro passando di fronte al "Palazzo di vetro" sede dell'Onu e al Rockfeller Center. Abbiamo compiuto anche oggi, come ieri, l'intero giro offerto da questi bus, è stato interessante attraversare strade su cui si affacciano li alti grattaceli cercando anche di porre attenzione ai particolari, le strane piattaforme con cui si puliscono i vetri che salgono così in alto da apparire minuscole, le scale antincendio, il fumo che esce copioso dalle tubature sottostrada. Anche se non ci sei mai stato New York ti sembra familiare perchè l'hai vista decine di volte nei film o nelle cronache dei telegiornali. La città non è bella nel senso europeo dell'estetica ma è bella nel senso innovativo del termine, perchè è sperimentale di nuove tecnologie costruttive, perchè è unica nel suo genere, perchè è il prototipo di decine di altre città. Verso sera facciamo una passeggiata sulla Quinta strada, la via dei negozi alla moda e dei grandi alberghi come il Plaza che fa bella mostra di se davanti al Central Park. E' sera e ci incontriamo con la figlia dei miei compagni di viaggio e con il suo fidanzato, insieme ceniamo nella pizzeria dove avevamo mangiato il giorno prima non perchè siamo abitudinari ma perchè è il modo migliore per non rischiare di ordinare cose che non ci piacciono. Dopo cena passeggiamo fino alla vicina Time Square che si mostra in tutta la sua brillantezza, le luci delle insegne dei teatri di Brodway e i pixel degli enormi monitor pubblicitari sono risaltati dalla notte. Torniamo in hotel per il pernotto.

QUARTO GIORNO

martedì 5 marzo 1996

Stamani lasceremo la "Grande mela", per questo salutata la figlia dei miei compagni di viaggio e il suo fidanzato ci facciamo portare dal taxi all'autonoleggio prenotato dall'Italia. Ci forniscono una macchina americana in tutti i sensi: marca e tipologia sconosciuta, cambio automatico e tanti altri accessori, chissà però perchè manca di tergigristallo posteriore!! Ovviamente non manca un navigatore satellitare che inizialmente non riusciamo a far funzionare forse perchè disturbato dall'altezza dei grattaceli. Riusciamo comunque a prendere la strada per lo Stato del New Jersey e da qui attraversare un tratto di Pennsylvania per poi rientrare nello Stato di New York che percorriamo fino a Niagara Falls. La strada per Niagara Falls è piuttosto monotona, si sviluppa in campagna e durante il percorso non si passano centri abitati. Entrati nella cittadina sbagliamo strada e anzichè andare direttamente alle cascate ci ritroviamo sul Raimbow Bridge da cui non è possibile tornare indietro. Costretti ad attraversarlo ci ritroviamo in Canada (vedi Raid in Canada). A tarda sera rientriamo negli Stati Uniti sempre dal Raimbow Bridge e prendiamo alloggio nel semplice e poco pulito Boston hotel.

QUINTO GIORNO

mercoledì 6 marzo 1996

Ci svegliamo con una bella giornata di sole, l'ideale per vedere le cascate dalla parte statunitense. Dopo la colazione al Donut a base di muffin andiamo nel parco delle cascate dove, a differenza del lato canadese, si paga per entrare. Con uno dei miei compagni di viaggio saliamo sulla barca che ci porterà proprio sotto le cascate, prima alle vere e proprie Niagara Fall poi alle più belle Canada Fall che formano uno splendido anfiteatro d'acqua. La vaporizzazione è così forte che nonostante ci abbiano fornito un impermeabile con cappuccio è inevitabile bagnarsi. Le cascate sono davvero belle e meritano questa lunga deviazione per arrivarci. La barca affollatissima ci riporta all'imbarcadero e da qui con un ascensore risaliamo dal letto del fiume fin sulla torre da cui si gode di un bel panorama e da qui nel parco dove abbiamo parcheggiato la macchina.
Proseguiamo verso sud dove lasciamo definitivamente lo Stato di New York per la Pennsylvania (vedi Tour in Pennsylvania)