Washington city

località: washington
regione: district of columbia
stato: stati uniti d'america (us)

Data inizio viaggio: venerdì 8 marzo 1996
Data fine viaggio: domenica 10 marzo 1996

Giunto a Washington dalla Pennsylvania passando per il Maryland.
Il District of Columbia è praticamente Washington mentre Washington non è solo il District of Columbia, infatti la Capitale degli Stati uniti d'america si è ingrandita a tal punto da occupare anche la vicina Virginia dove si trovano importanti istituzioni nazionali come il Pentagono e il cimitero militare di Arlington. A separare il District of Columbia dalla Virginia c'è il fiume Potomac attraversato da grandi modernissime autostrade a 5 corsie che come quasi ovunque in U.S.A. sono gratuite. La parte monumentale della Capitale si sviluppa ovviamente nell'originario nucleo, quello creato dal nulla su indicazione del primo Presidente George Washington all'indomani della rivoluzione antibritannica che permise la nascita degli States. Sono arrivato qui con tre compagni di viaggio e una macchina presa a nolo a New York come tappa di un lungo viaggio negli U.S.A. Arrivati nel primo pomeriggio ci rifocilliamo in un "Donut" alla periferia della città poi cerchiamo inutilmente di raggiungere Mount Vernon in Virginia, il traffico è agevole ma il nostro navigatore satellitare va in tilt così rinunciamo e rientriamo in città. Siamo arrivati con un giorno di anticipo sulla prenotazione dell'hotel fatta in Italia per cui dovremmo trovare un'altra sistemazione ma intanto siamo in centro, parcheggiamo e iniziamo la visita. Raggiungendo il centro abbiamo visto dalla strada la possente mole del Pentagono, abbiamo sfiorato la recinsione del cimitero di Arlington e siamo passati nei pressi del Jefferson Memorial. A piedi andiamo verso il Campidoglio e scattiamo qualche foto davanti alla grande scalinata voltando le spalle all'enorme cupola. Davanti a noi si apre un largo e lungo viale diviso in due da un prato dove si affacciano gli edifici più significativi della Capitale. Percorriamo il viale fino al Washington Monument, l'alto obelisco visibile da molte parti della città, passando di fronte ai musei che ci ripromettiamo di visitare domani. Sbirciamo comunque dalle vetrate diel Museo dello Spazio e dell'Aria che sembra davvero promettente. Dal Washington Monument osserviamo il Lincoln Memorial, edicola neoclassica con colonnato ma siamo troppo stanchi per raggiungerlo, preferiamo deviare verso la Casa Bianca per fare qualche foto davanti alla più famosa dimora del mondo. Mentre cerchiamo di arrivarci vediamo sfilare una lunga colonna di macchine blu con sirena spiegata, probabilmente è il Presidente che sta uscendo di casa. Facciamo le foto di rito sui lati principali dell'edificio, quello dove si trova la sala ovale e quello dell'ingresso. Osserviamo come il luogo dove vive l'uomo più potente del mondo sia in realtà una casa neoclassica neanche tanto grande come ce ne sono tante, molto più piccola e meno ambiziosa di altre dimore signorili. Tra l'altro si può sostare tranquillamente davanti al cancello di ingresso che apparentemente non sembra neanche ipersorvegliato. Torniamo in taxi alla nostra vettura osservando come Washington sia una città sobria, ordinata, pulita, sistematica ma tutto questo è comprensibile visto che è stata creata a tavolino dal nulla su terreni ceduti da Maryland e Virginia. Purtroppo questa città burocratica e direzionale non è una città viva, almeno per quello che abbiamo visto pare in un eterno letargo, in forte contrasto con molti centri nevralgici degli Stati Uniti come New York o Las Vegas. Mi rendo conto che non esiste un solo Paese ma ce ne sono tanti ma è invitabile in una Nazione grande come un Continente dove le distanze sono enormi, dove i centri a volte sono separati da ampie zone disabitate indipendentemente che si tratti di un arido deserto, di una prateria o di una florida campagna. L'unico comune denominatore di questo grande Paese è il senso patrio che ogni americano custodisce dentro, lo esterna esponendo la bandiera a stelle e strisce sulla propria casa e questo patriottismo Washington lo identifica bene con i suoi monumenti.
Ripresa la nostra macchina riattraversiamo uno dei numerosi ponti sul Potomac e rientriamo in Virginia dove nei dintorni di Alexandria prima ceniamo in un McDonald poi dormiamo in un Motel.
Torniamo nel District of Columbia solo nella tarda mattinata, prendiamo possesso dell'hotel prenotato dall'Italia davvero bello e centrale. Dopo aver mangiato in un fast-food torniamo sul lungo viale monumentale per vedere i due musei a nostro avviso più interessanti. Il famoso Museo dello Spazio e dell'Aria, il più importante di questo genere al mondo, espone navette spaziali, stazioni orbitanti, satelliti, moduli lunari, tute e caschi da astronauta. Sono reperti che fanno parte della storia dell'astronautica come il modulo dell'Apollo 11 o la navicella che portò il primo uomo nello spazio. L'altra parte del Museo è dedicata all'aviazione, da Icaro ai disegni di Leonardo, dai voli sperimentali dei fratelli Wrayt ai moderni aerei. Durante la visita è possibile salire su alcuni mezzi sia aerei che spaziali e osservare storici aerei come quelli della seconda guerra mondiale e lo "Spirit of St.Luis con cui Limberg per primo attraversò l'Atlantico.
Usciti da qui, attraversato il largo viale, raggiungiamo il Museo di Storia Naturale per visitare il settore dedicato ai dinosauri. Qui è possibile vedere gli scheletri di numerosi animali preistorici sia terrestri che marini che aerei, strutture ossee spesso gigantesche che danno il senso di come dovevano essere enorni queste bestie. In alcune teche sono esposti fossili di conchiglie, insetti e impronte trovati in varie parti degli Stati Uniti mentre attraverso un vetro è possibile osservare un archeologa intenta nel lavoro di ripulitura delle ossa dei dinosauri. Non visitiamo il resto del Museo anche se prima di uscire prestiamo attenzione ad alcuni tronchi d'albero pietrificati e ad una delle famose statue dell'isola di Pasqua. Vorremmo andare anche al Museo di Storia Americana ma è chiuso per risistemazione e così visto che abbiamo accumulato in questi giorni molta stanchezza andiamo in taxi in hotel per riposarci. La sera usciamo per cena non molto lontano dal nostro alloggio mangiamo una pizza e rientriamo per dormire.
Ci svegliamo dopo poche ore perchè di prima mattina dobbiamo lasciare Washinton e il District of Columbia per la Virginia, prenderemo all'aereoporto Dulles l'aereo American Aerlines direzione Los Angeles.

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