California del Sud

località: los angeles, calico
regione: california
stato: stati uniti d'america (us)

Data inizio viaggio: giovedì 14 marzo 1996
Data fine viaggio: sabato 16 marzo 1996

A proseguio di un lungo Tour in U.S.A. arrivo nella California meridionale con tre compagni di viaggio grazie a un volo dalla Virginia. Sarà solo la prima parte della nostra scoperta della California, infatti il lungo Tour statunitense si concluderà proprio in questo Stato ma solo al ritorno dai grandi parchi nazionali del West.

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HOLLYWOOD E BEVERLY HILLS

venerdì 14 marzo 2008

Giunto in California del Sud in aereo American Airlines con volo da Dulles in Virginia con tre compagni di viaggio come prosecuzione del nostro lungo tour in U.S.A. All'aereoporto di Los Angeles dove siamo sbarcati siamo saliti su di un bus-navetta della Copagnia National che ci ha condotto all'autonoleggio dove avevamo prenotato la macchina dall'Italia. Da qui prendevamo un potente suv dotato di molti accessori alcuni dei quali neppure utilizzavamo. Se è vero che per la particolarità delle strade a più corsie e poco trafficate risulta molto utile sia il cambio automatico che l'impostazione costante della velocità abbiamo ritenuto invece sconsigliabile utilizzare il telefono di bordo, chissà quanto ci sarebbe costato!! Ci siamo lasciati alle spalle i giorni trascorsi sulla parte orientale del Paese baipassando in aereo le grandi monotone praterie e ci ritroviamo in un ambiente diverso, certamente più latino, meno ordinato. Anche i colori del cielo e la vegetazione sono diversi e con la nostra macchina stiamo entrando in una delle città più estese del mondo, Los Angeles. Il centro della città che negli States si chiama downtown, ma non vedo come potrebbe chiamarsi centro storico visto che sono tutti modernissimi grattaceli, lo vediamo dall'autostrada avvolto dalla foschia. I grattaceli li abbiamo visti a New York e quelli non hanno uguali negli U.S.A., quindi puniamo direttamente su Holliwood. Los Angeles non è una città nel senso europeo del termine ma sono tante città messe insieme collegate da ampie autostrade e tra queste Holliwood è una delle più celebri. Il navigatore satellitare della macchina ci conduce subito ad un motel da cui dopo aver preso possesso delle camere comodamente raggiungiamo The Walk of Fame. Sarà pure una visita dozzinale ma è inevitabile venire qui e farsi una passeggiata in questo viale dove sui marciapiedi sono intarsiate le stelle con i nome dei personaggi più noti del cinema americano. Sul viale si affacciano il moderno centro commerciale che ospita il Teatro della notte degli Oscar e dove parcheggiamo nel vasto garage e numerosi Teatri. Tra questi il più celebre è senz'altro il Teatro Cinese che davanti all'igresso che ricorda una pagoda presenta le celebri orme di mani e piedi delle più importanti stars di Holliwood fin dal tempo del bianco e nero. Sul viale che di fatto è una parte di Holliwood Buelevard si trovano negozi di souvenir, musei delle cere e molti artisti di strada, c'è chi fà la break-dance e chi imita personaggi cinematografici come Marylin Monroe. Lasciamo questa zona piena di turisti per Sunset Boulevard, il viale dall'andamento irregolare era un tempo la sede dei teatri di posa delle case cinematografiche, poi quando queste si ingrandirono furono costrette a trasferirsi e divenne la strada dei locali frequentati dalle stars holliwoodiane, poi subì un lento degrado infine è stata recentemente rivalorizzata. Ora ci sono molti locali per tutti i gusti, da quello di proprietà di uno dei Blue's Brothers, molto gettonato e ubicato in una capanna di lamiera, al lussuoso ristorante. Noi optiamo per cenare in un locale di legno stile western con cameriere col cappello da cowboy e ottima bistecca servita con patata al cartoccio e burro. Sarà uno dei nostri migliori pasti americani, una delle poche volte in cui la pietanza non è stata sciupata da assurde salsine!! Dopo cena facciamo una passeggiata a Beverly Hills tra negozi lussuosissimi, siamo i soli fruitori di Rodeo Drive perchè a quest'ora le attività sono chiuse e la zona è deserta. Dall'architettura degli stabili, la cura dei giardini, la pulizia e la presenza delle maggiori firme dell'alta moda si capisce che questa è la strada vip di Los Angeles. Abbiamo avuto un intensa giornata fatta di camminate in città e 4000 km di volo, raggiungiamo il motel per dormire.

UNIVERSAL STUDIOS E SANTA MONICA

sabato 15 marzo 2008

Il mattino dopo ci alziamo di buon ora, ieri sera abbiamo preso una multa per il prolungamento del parcheggio dopo la fine dell'orario del parchimetro e la paghiamo subito in un Western Union!! Andiamo poi sulla collina che ospita gli Universal Studios ovvero i teatri di posa della nota casa cinematografica affiancati da un parco a tema stile Disney. Non si può andare negli States senza vedere almeno un grande parco dei divertimenti e Los Angeles ne offre un paio ma evitiamo Disneyland perchè pur essendo il primo della catena è anche il più piccolo e troppo simile a EuroDisney. Gli Universal Studios californiani inoltre sono almeno in parte, a differenza di quelli di Orlando in Florida, dei veri studi cinematografici. L'ingresso al Parco vero e proprio è preceduto da una lunga fila di stravaganti negozi di oggettistica e alimenti che presentano facciate molto particolari e coloratissime. Entrati nel Parco saliamo subito sul trenino su pneumatico che ci porta a fare il giro dei teatri di posa. Il mezzo percorre una strada che prima discende poi risale la collina sfiorando i capannoni industriali che ospitano le produzioni cinematografiche e televisive. In alcuni di questi hangar entriamo per assistere ed essere partecipi di ricostruzioni come un terremoto e l'assalto di King Kong. All'esterno vediamo alcuni importanti set: il motel del film "Psyco", la devastante scena di un aereo precipitato di "The war of the world" di Spilberg, il Municipio di "Ritorno al futuro", il porto di "Lo squalo". In poche centinaia di metri si passa dalla ricostruzione di un quartiere di New York, a un paese di provincia italiano con tanto di stazione dei Carabinieri, da un viale parigino a un alluvione in un villaggio del Messico. Al termine del tour in trenino affrontiamo la visita alle attrazioni del Parco iniziando da Shrek 4D, un filmato in cui non solo il cartone animato sembra uscire dallo schermo ma le sedie vibrano, si sente il soffio del vento e ti arrivano in faccia gli sputi dei protagonisti, in pratica il film è tridimensionale mentre la quarta dimensione è quella sensoriale. In Jurassic Park-The Ride, che si raggiunge scendendo dal colle con una lunga scala mobile, si sale su una grande canoa che dopo aver girovagato tra dinosauri animati precipita a capofitto in uno specchio d'acqua. Terminator 2:3D presenta un film tridimensionale in cui i personaggi non solo sembrano uscire dallo schermo ma si materializzano su un palco. La Casa degli Orrori è un percorso pedonale dove insieme a terrificanti manichini l'unica cosa che realmente spaventa sono alcuni costumanti che a sorpresa cercano di impaurirti. Universal's Animal Actors è un anfiteatro che offre uno spettacolo di animali ammaestrati. Backdraft mostra come vengono ricreati gli incendi e le esplosioni nel cinema. Nel vicino Special Effects un animatrice spiega alcuni effetti speciali interagendo con il pubblico. Fear Factor Live è la registrazione di uno show televisivo molto popolare negli States in cui alcuni concorrenti si sfidano in prove di abilità e coraggio a volte anche schifose come mangiare vermi. L'unica attrazione davvero interessante è però Waterwald in cui stuntman ricostruiscono una scena molto spettacolare del film tra moto d'acqua spericolate, tuffi da altezza ragguardevole, incendi ed esplosioni.
Terminata la visita al Parco prendiamo la macchina e troviamo alloggio in un motel rendendoci conto che siamo da due giorni ad Hollywood e ancora non abbiamo visto la celebre insegna. La sera andiamo sul lungomare di Santa Monica e ceniamo a pizza in un ristorante italiano della via commerciale. Rientriamo quindi al motel per la notte.

LOS ANGELES E CALICO

domenica 16 marzo 2008

Il mattino seguente riusciamo a vedere finalmente la scritta Hollywood posta su una collina inaccessibile e nonostante la foschia che la avvolge la fotografiamo poi lasciamo l'agglomerato urbano di Los Angeles per l'interno della California. Appena lasciata la città subentra il deserto, ovvero una regione disabitata con scarsa vegetazione. Dopo poche ore ci fermiamo a Calico, una delle tante città fantasma d'America, tutte con una storia comune: nate dal nulla in prossimità di una miniera e abbandonate con l'esaurimento del filone. Calico essendo sulla strada di collegamento tra Los Angeles e Las Vegas è molto visitata per cui di conseguenza è in ottimo stato, conserva diversi edifici originali ristrutturati ed alcune fedeli ricostruzioni. L'ambiente è quello classico del far west e tutto è in perfetto stile d'epoca, dalla casa dello sceriffo, alla prigione, dall'ufficio postale alla scuola. Ci sono negozi di souvenir, pasticcerie e caffetterie ma tutto rigorosamente western. Visitiamo anche la piccola miniera, il museo che espone foto e oggetti di quando Calico era abitata e la stazioncina da cui parte un treno per un breve giro turistico che evitiamo di fare. Riprendiamo poi il nostro viaggio lasciando la California per il Nevada, destinazione Las Vegas.