Raid in Nevada

località: las vegas, hover dam
regione: nevada
stato: stati uniti d'america (us)

Data inizio viaggio: sabato 16 marzo 1996
Data fine viaggio: domenica 17 marzo 1996

In questo itinerario il racconto di due soste a Las Vegas, la prima durante il trasferimento da Los Angeles al Grand Canyon, la seconda al ritorno dai grandi parchi. Las Vegas, la città del divertimento per adulti, ci accoglie con le sue slot-machine, i grandi lussuosissimi hotel, i casino, le piccole chiese dal matrimonio facile, le lunghe limousine e i camion con vela che pubblicizzano le prestazioni di bellissime prostitute.

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LAS VEGAS ALL'ANDATA

sabato 16 marzo 1996

Giunto in Nevada dalla California con tre compagni di viaggio a bordo di una macchina noleggiata a Los Angeles durante un lungo Tour degli U.S.A. Per arrivare qui abbiamo attraversato una regione desertica fatta di pietre e poche sterpaglie e anche in Nevada la situazione non cambia. Sul confine tra i due Stati però c'è un grande centro commerciale che con grandi insegne informa che qui è possibile giocare d'azzardo. Quello del gioco è infatti il buisness principale del Nevada e le slot machine di ogni forma e grandezza si trovano davvero ovunque, anche in posti dove non te lo aspetteresti mai. Entri in un distributore di benzina e trovi una slot, vai in un alimentari e trovi un altra macchinetta per giocare, insomma ovunque ti giri puoi tentare la fortuna. Nel centro commerciale dove ci fermiamo per fare rifornimento c'è pure una montagna russa!! Proseguiamo lungo la strada desertica finchè come per un miraggio appare Las Vegas, una città costruita dal nulla come un grande parco giochi per adulti. Arriviamo con il sole e ci sistemiamo in uno degli enormi hotel da 5000 camere, l'Excalibur che con un prezzo decisamente conveniente ti fà vivere per un giorno in un ambiente di gran lusso. Del resto questa è la città dei lustrini, delle insegne al neon, degli spettacoli sfavillanti, delle costruzioni avvenieristiche. Il nostro hotel è in stile chich-medioevale nel senso che ricostruisce sì un castello delle fiabe ma come lo farebbe un bambino utilizzando le costruzioni della Lego. Anche l'interno è arredato con quello stile: lampadari, balconcini, merletti, cortili a bo-window. La camera in cui dormiamo in quattro è ampia e presenta due grandi letti matrimoniali, cosa abbastanza rara in america dove generalmente si dorme in letti a una piazza e mezzo. Ceniamo in uno dei tanti ristoranti dell'Excalibur dove con pochi dollari puoi servirti in un buffet e mangiare di tutto, dalle specialità americane, alla cucina internazionale, dall'italiana alla cinese. Pure la pasticceria offre un grande assotimento anche se si punta più sulla quantità e l'apparenza delle cose che sulla qualità. I distributori di bibite sono a completa disposizione e puoi servirtene a volontà assaggiando pure cose assurde come l'acqua aromatizzata alla ciliegia. Cala la sera e le mille luci di Las Vegas si accendono per cui ne approfittiamo per percorrere lo Strip, il lungo viale dove si affacciano i principali alberghi. Partendo dalla piramide del Luxor dal cui vertice viene proiettato un fascio di luce verso il cielo proseguiamo passando di fronte al nostro hotel quindi attraversiamo lo Streap per entrare nell'albergo della casa cinematografica Metro Goldwin Mayer il cui simbolo è il leone e infatti l'ingresso è preceduto dalla possente statua dorata di questo animale. Nella hall una gabbia di vetro dove è stata ricostruita la foresta ospita alcuni leoni molto meno possenti di quello statuario all'esterno, infatti incuranti dei turisti si sono appisolati. La nostra lunga passeggiata prosegue osservando il New York New York dall'esterno, un hotel la cui facciata ripropone lo skyline della grande mela con tanto di fedele riproduzione della Statua della Libertà e inserimento di un ottovolante che gira intorno ai grattaceli. Tra le mille luci dello streap emerge la mole della riproduzione in scala della Torre Eiffell, grande la metà dell'originale, simbolo dell'Hotel Paris che riproduce anche altre architetture francesi come il Teatro dell'Opera e il Louvre. Davanti al Paris la mole del lussuoso Hotel Bellagio fà da contorno ad un lago artificiale dove con regolarità viene presentata una spettacolare danza di fontane illuminate, bellissimo! Entriamo nel Bellagio perchè vorremmo vedere i suoi famosi giardini interni ma sono in allestimento per cui ci limitiamo a vedere gli splendidi fiori di vetro colorato posti sul soffitto della hall. Entriamo poi nel vicino hotel in stile Roma dei Cesari con ricostruzione di ambienti d'epoca come la Domus Aurea di Nerone. Troppo approssimativo lo stile esterno delle facciate e il Colosseo appare troppo stilizzato, molto bella invece la riproduzione della Fontana di Trevi anche se con l'antica Roma non ha molta attinenza. Corriamo al Tresure Island per vedere lo spettacolo dei pirati ma è gia terminato per cui ci limitiamo a vedere il la riproduzione del veliero e la sala da gioco all'interno. Il più bell'hotel di Las Vegas è però il Venetian, la facciata ricostruisce alcuni dei principali monumenti veneziani come il Palazzo Ducale, la Torre dell'orologio, il campanile di San Marco e il Ponte di Rialto. E' strano vedere le macchine passare sotto al Ponte o i cartelloni pubblicitari sul Campanile ma questa è Las Vegas! Al Venetian non delude l'interno, estremamente lussuoso con laghetti e cascate ma il vero gioiello è, al secondo piano, la ricostruzione di parte di Piazza San Marco con tanto di canali, gondole e cielo a giorno. Si sale fin qui con una scala mobile e quando si arriva in "Piazza" pare di essere in pieno giorno perchè le luci sono studiate così bene da dare questo effetto ottico che è dato non solo dal cielo finto ma anche dalle piastrelle che sembrano bagnate. Il Venetian ci ha appagato e così con una lunga camminata rientriamo all'Excalibur, il nostro hotel.
Il mattino seguente proseguiamo il tour sulla strada per l'Hover Dam, una poderosa diga la cui costruzione che sbarra il corso del Colorado ha permesso lo sviluppo di Las Vegas in una zona così desertica. Ci si arriva attraverso una strada di aride colline e attraversata la diga si entra in Arizona.

LAS VEGAS AL RITORNO

domenica 17 marzo 1996

Tornando dai grandi Parchi di Arizona e Utah la strada, se si è diretti alla Death Valley, transita nuovamente per Las Vegas. Rientrati in Nevada dall'Arizona ci fermiamo nella grande area commerciale sul confine tra i due Stati per uno spuntino, quindi eccoci di nuovo a Las Vegas che ci accoglie sotto la luce del sole. E' sabato e i prezzi degli hotel sono più che raddoppiati. Questa volta troviamo una sistemazione al Luxor e la nostra camera è proprio all'interno della grande piramide tanto che il soffitto ne segue la sua angolazione. Ceniamo come la volta prima al full inclusive dell'Excalibur, visto che al Luxor è più caro, assaggiando un pò di tutto ma riempiendoci più gli occhi ch lo stomaco. Anche in questa seconda occasione ci aspetta lo Streap con i suoi grandi hotel e questa volta iniziamo dal New York New York visitandolo all'interno dove è stata ricostruita una parte della "grande mela". Proseguiamo per rivedere la meravigliosa danza delle fontane del Bellagio e visto che ci siamo, torniamo all'interno dell'hotel per vedere se l'allestimento floreale è terminato. La nostra perseveranza è stata premiata da uno spettacolare giardino con automi sul tema del treno. All'uscita, dopo aver rivisto per l'ennesima volta la danza delle fontane, i miei compagni di viaggio rientravano in hotel stanchi mentre io proseguivo la visita entrando nuovamente nell'Imperial Palace e riuscendo a vedere almeno il finale dello spettacolo dei pirati al Tresure Island, tra l'altro, almeno per quel che ho visto, niente di eccezzionale. Proseguivo fino quasi in fondo allo Streap entrando nel Circus Circus, peraltro non eccelso, quindi tornavo indietro facendo sosta al già sopracitato Venetian, troppo bello per non fare il bis. Entravo anche al Paris nella cui hall penetrano le "gambe" della riproduzione della Torre Eiffell e in cui sono ricostruiti tra un tavolo da gioco e l'altro caratteristici scorci parigini e perfino una stazione del metro. Di sabato lo Streap è più affollato del solito e a tarda notte circolano anche strane persone come un tipo che, con un estintore a polvere chissà preso dove, si diverte a spruzzare la gente. Lo Streap è lungo e io ne ho percorso tanto e sono stanco, mi fermo incuriosito davanti a un bar all'aperto dove si è radunata molta gente, c'è un barman-giocoliere che lancia in area le bottiglie come birilli e prepara cocktail. All'Excalibur prendo la monorotaia gratuita per il Mandalai e da qui vado a piedi al Luxor dove con difficoltà riesco a raggiungere la camera: non ho la chiave a scheda e senza quella non posso prendere l'ascensore. Finalmente approfittando di altri ospiti dell'hotel che alloggiano al mio stesso piano riesco ad arrivare davanti alla porta di camera e farmi aprire.
Il giorno seguente dopo un abbondante colazione full inclusive all'Excalibur lasciamo Las Vegas e dopo non molti chilometri di deserto usciamo dal Nevada ed entriamo in California.