Le Samoa di daniele Somenzi (pacifico)

stato: samoa (ws)

Data inizio viaggio: sabato 1 gennaio 2000
Data fine viaggio: sabato 1 gennaio 2000

Samoa
Donato è al primo viaggio della sua vita, 18 anni appena compiuti, che fortuna avermi conosciuto, di solito per primo viaggio si fa un giretto in europa; Lui no, prima volta all'estero, prima volta in aereo e dove và? Niente meno che in un'isola del pacifico. Se dovessi schiattare, dovrebbe portarmi un cero tutti i giorni al cimitero.
Anche perche il viaggio alle Samoa gli è piaciuto moltissimo, e perche no, è piaciuto anche a me.
L'atterraggio è venuto di notte con Air new zealand boeing 767 da Los angeles. Ci siamo fatti una "overdose" di aereo, Linate- londra- los angeles (Apia) tutto in un colpo.
Meno male che a lui è subito piaciuto volare altrimenti schiattava in 22 ore di volo.
Atterriamo alla notte, e ci facciamo portare al flame tree bungalow, una ragazza samoana mezza nuda in costume con tanto di corona di fiori in testa e collana ci assegna l'unica stanza a 4 muri e porta disponibile( è si perche gli altri sono tutti bungalow esterni fatti di foglie di palme senza porta.)Ma che siamo stati fortunati lo scopriamo la mattina seguente.
Qui danno la colazione in stile samoano, ossia tutti assieme noi clienti seduti per terra su delle stuoie con, sul pavimento apparecchiato con grandi foglie di banana e fiori a piu non posso come tovaglia, noci di cocco per bicchiere,piatti di foglia pieni di frutta tropicale gia tagliata, tipi di mango papaia banane passion fruit ecc, in oltre burro marmellata e latte, noi seduti a gambe incrociate, cosi facciamo colazione tutte le mattine; ha dimenticavo la cameriera, naturalmente vestita alla polinesiana e molto carina.Ma la particolarità piu interessante del Flame tree, è quella che il prezzo della camera lo fai tu e non loro.Cosi che, dopo essermi consultato con uno che era li da qualche giorno, abbiamo sparato una cifra, che secondo noi meritava e i padroni, hanno accettato senza batter ciglio.
Io e Donato in una decina di minuti, togliamo dall'impacchettatura le nostre 2 bici graziella tutte smontate, che ci siamo portati dall'italia sull'aereo, e ci facciamo una pedalata in città, Apia, la capitale delle Samoa. Qui gli uomini indigeni hanno la gonna per tradizione.
Incredibile la gentilezza e l'ospitalità di questo popolo isolato dalla delinquenza e da tutto ciò che hanno le civiltà moderne ed emancipate.
Qui sono molto cattolici, c'è pieno di chiesette per tutta l'isola.
Il giorno dopo io e Donato, prendiamo a noleggio uno scooter 125 cc e ci facciamo il giro dell'isola e, arrivati dall'altra parte, sempre sotto il sole e in mezzo alla vegetazione lussureggiante , ci facciamo un bel bagno in mare, pulitissimo,incontriamo anche una piccola cittadina piena di capannelli e di persone che si fanno i tatuaggi.
Ad un certo punto del nostro giro, molto lungo, c'è una gran salita, con la strada non ancora asfaltata, e lì troviamo due ragazzi che raccolgono dei pali di legno per fare un recinto ai loro maiali; li salutiamo e ripartiamo. Le mangrovie sono piene alle loro radici, vista la bassa marea, di quei pescetti che saltellano fuori dall'acqua e tengono in bocca una piccola goccia del prezioso liquido per respirare ( fanno l'inverso di noi, che ci portiamo le bombole d'aria sott'acqua.)
Ma è incredibile come tutti gli indigeni a piedi ai bordi della strada, ci continuano a salutare.; magari avessimo questo spirito in Italia!
Entriamo in un'agenzia viaggi del posto per chiedere un'informazione, e a Donato capita una cosa che ci ha lasciati esterefatti: il ragazzo al pc che stava controllando una rotta aerea, ad un tratto gira su se stesso sulla sedia girevole e palpa le palle a Donato, cosi, all'immprovviso, al che abbiamo all'istante capito da che parte pendeva il tipo, e ci siamo subito dileguati spanciandoci dal ridere per almeno un'ora.
Al nostro alloggio vediamo casualmente una danza Samoana fatta da ragazze adulte e bambine; io mi affretto a prendere la telecamera,per immortalare la tipica danza , molto bella con movimenti repentini del corpo.In bici, andiamo alla spiaggetta dove Donato si fa un bel bagnetto e poi al negozietto a comprarci un mezzo pollo arrosto che ci mangiamo nei giardini pubblici.
Valutiamo se passare una notte all'isola vicina di Savaii, dove ci porterebbe un traghetto o potremmo andarci anche in bicicletta, ma poi l'alloggio in quell'isola costa molto e come il Flame tree non ce ne è un'altro al mondo, però nel contempo siamo combattuti per non prendere l'occasione; alla fine chiediamo a che ci è gia stato e ci dicono di non andare, quelta isola di Upolu è piu bella, al che decidiamo di rimanere. Alla notte di qualche giorno dopo rischiamo anche di perdere l'aereo, perchè il taxi prenotato non arrivava mai, ma alla fine ce l'abbiamo fatta e abbiamo preso il bestione che, a malincuore, ci ha portato via dalle Samoa.
ciao



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