Il Paraguay di Daniele Somenzi

stato: paraguay (py)

Data inizio viaggio: sabato 1 gennaio 2000
Data fine viaggio: sabato 1 gennaio 2000

Paraguay
Questo è uno stato del centro america un po ambiguo, poco parlato e turisticamente, veramente snobbato, e capisco subito il perche.
Come tanti altri paesi poveri, dilaga la delinquenza, e i turisti sono i piu targhettati, almeno questo è quello che ci è stato detto dall'autista del bus.
Entriamo in Paraguay in pullman dal Brasile, il grande ponte sul fiume Paranà fa da frontiera, ma la dogana è talmente scassata, che posso vedere che molta gente a piedi passa senza essere controllata, sicuramente, sono i cosi detti frontalieri che dal Paraguay vanno a lavorare nel piu prosperoso Brasile. Qui tra l'altro siamo proprio a ridosso della grande diga di Itaipu, la piu grande del mondo solo dopo quella cinese, costruita recentemente. Penso che qualche paraguayano lavori li.
Il nome Paraguay significa acqua che va verso l'acqua, la lingua è naturalmente lo spagnolo, e le facce che si vedono in giro per la cittadina frontaliera, sono tipiche degli indios,con la pelle sul rossiccio.
La capitale Assuncion, è lontana, ma nemmeno ci tengo ad andarci, come noto, le città caotiche mi sono indigeste.
Scendo dal bus, e cammino tra le strade di Encarnasion, stando molto attento a non far vedere la telecamera mentre filmo. Mi hanno messo paura addosso, come se fossimo in un'posto terribile. Ci sarà anche qual'cosa di vero ma terrorizzare la gente, fa si che poi non ci sia un seguito per il turismo di quel paese.
Ho comperato uno strumento tipo flauto a tromboncini di misure diverse che si suona con le labbra, strumento tipico dei peruviani andini, lo metterò nella mia bacheca a Massa, assieme a tutti gli altri cimeli da me presi durante tutti i miei viaggi.
Comunque, ripeto, per quel poco che sono stato in Paraguay, ero all'erta e attento ad ogni passante che mi passava accanto con alta tensione per un 'eventuale furto, dunque non ho potuto godermelo tranquillamente. Evidentemente l'autista del Bus odia questo popolo chissa per quale motivo essendo lui un brasiliano. Suppongo che se fosse stato del Paraguay non avrebbe parlato cosi male di questo popolo di frontiera.. Saliamo sul bus e li mi sbizzarrisco con la telecamera filmando ogni scenetta interessante dal finestrino, e in quel punto ce ne sono tante: La mamma col bambino per mano, il mendicante straccione, il mercante vu cumprà e tanto altro. poi Ripartiamo per la cosi detta dogana, dove non ci fermiamo nemmeno, solo rallentiamo per permettere all'autista di farsi riconoscere. Se fossimo stati imbottiti da una tonnellata di droga, sarebbe passata tranquillamente
ciao ciao

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