San Francisco, diario di viaggio

località: san francisco, alcatraz, santa cruz
regione: california
stato: stati uniti d'america (us)

Data inizio viaggio: domenica 17 aprile 2005
Data fine viaggio: mercoledì 20 aprile 2005


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domenica 17 aprile 2005

Per la mattina seguente avevamo pianificato un'entrata trionfale in città attraverso il suo ponte più rappresentativo: il Golden Gate Bridge. Attraversando il ponte ci avvicinavamo sempre più alla città... lei era li ed era possibile ammirarla in tutto il suo splendore... bastava volgere lo sguardo un po' più a sinistra e si poteva scorgere anche l'isola di Alcatraz e il Bay Bridge. A bordo della nostra vettura abbiamo letteralmente cavalcato le innumerevoli colline che caratterizzavano l'intera città, una sorta di montagne russe che si snodano tra eleganti quartieri residenziali e deliziosi cafè.
Era giunta l'ora di fare colazione ma nonostante i nostri sforzi non eravamo riusciti ad individuare i soliti fast-food e così abbiamo ceduto ad una tradizionale colazione all'inglese a base di uova, bacon, burro e marmellata. A stomaco pieno ci siamo diretti verso il porto, centro nevralgico della città, essendo domenica era particolarmente affollato da artisti di strada, famigliole a spasso e distesi sulle banchine numerosissimi ed enormi leoni marini.
Raccolte piantina ed informazioni turistiche su quello che la città poteva offrici, ci siamo diretti per l'ennesima volta alla ricerca di un ostello. Come al solito non era adatto alle nostre tasche e così con le pive nel sacco abbiamo preso quella decisione che in fondo in fondo già conoscevamo dentro di noi: una dritta non stop di nove giorni senza mai posare il culetto in un vero letto... stavamo trasformandoci in bestie.
La location designata per trascorrere la serata era quantomeno suggestiva: trattavasi di Twin Peaks, le due colline più alte della città da cui si può godere un panorama mozzafiato. Il tempo di scattare due foto in notturna e via alla ricerca dell'ennesimo parcheggio. Quello che ancora non vi avevamo detto è che nella città di San Francisco avevamo trovato delle temperature parecchio ostili che con il favore delle tenebre diventavano particolarmente ingestibili. Non è stato facile ma con l'aiuto del nostro sacco a pelo e svegliandoci di tanto in tanto nel cuore della notte per accendere il riscaldamento della macchina, siamo riusciti a sopravvivere.

lunedì 18 aprile 2005

Il giorno seguente scesi dalle colline e consumata una rapida colazione al supermercato ci siamo diretti a visitare i luoghi più caratteristici della città. Una salutare passeggiata lungo il Golden Gate, una visitina al palazzo dell'arte, una capatina a downtown nell'area finanziaria, una passeggiata per North beach (l'elegante quartiere italiano), l'immancabile China Town e qualche altro posticino caratteristico. La notte è scesa in un baleno e come al solito ci siamo diretti sulle colline di Twin Peaks per trascorrere la notte; per l'indomani avevamo previsto una scampagnata lungo la costa pacifica per arrivare fino a Santa Cruz, un paesino a 50 miglia da San Francisco. Nel mezzo della notte una sveglia quanto mai improvvisa... Una mano che bussava al finestrino, una torcia elettrica puntata nei nostri occhi, ci ha sottratto alle braccia di Morfeo; per l'ennesima volta il duro braccio della legge si era posato su di noi. Avevamo inconsciamente dimenticato il baule aperto e una pattuglia insospettita dalla nostra presenza era venuta a svolgere i controlli di routine. Fortunatamente dopo aver farfugliato qualcosa in merito alla nostra situazione lo sceriffo ci ha lasciato proseguire ciò che avevamo interrotto.

martedì 19 aprile 2005

La strada per Santa Cruz era davvero spettacolare: verdi colline sulla nostra sinistra che terminavano a picco sulla nostra destra in un oceano di onde. A dire il vero il percorso per arrivare a Santa Cruz si è dimostrato molto più interessante della città stessa. In effetti Santa Cruz non è altro che una cittadina battuta dal vento e dalle onde che poco poteva dare ad un turista di passaggio. Anche per questo motivo abbiamo deciso di intraprendere la strada del ritorno nella serata stessa, per riportarci il più vicino possibile a San Francisco.

mercoledì 20 aprile 2005

La mattina seguente avevamo in programma una visita a una delle prigioni più famose e celebrate del mondo: Alcatraz. E così è stato, comprato il biglietto abbiamo pigliato il primo traghetto disponibile e in circa 20 minuti siamo giunti nell'isola della reclusione. Abbiamo scelto di acquistare un audio tour che forniva preziose spiegazioni sugli eventi occorsi nel breve periodo di vita di questa fortezza. Ci siamo fatti strada tra le celle strettissime che hanno ospitato tra gli altri il signor Alfonso Capone. Siamo ritornati nella terra ferma in tardo pomeriggio e dopo l'ultima cena in suolo americano ci siamo diretti nei pressi dell'aeroporto dove il giorno seguente avremmo dovuto riconsegnare la nostra brava macchinetta e prendere il volo verso Messico City.